Interni

Le province immortali: lo zampino leghista sui tagli di Tremonti

26 maggio 2010

Si sa bene chi nella maggioranza ostacola l’unica iniziativa sulla quale alla vigilia delle Politiche del 2008 erano d’accordo sia Veltroni che Berlusconi, e sia Pd che Pdl

Ce l’ha messa tutta il ministro dell’Economia Giulio Tremonti per scovare risorse finanziarie fresche negli angoli più nascosti di quel labirinto di voci che è il bilancio pubblico. Eppure davanti all’intransigenza degli alleati leghisti non ha potuto nulla. Di mettere mano ad una radicale riduzione del numero delle province, dalle parti della maggioranza, proprio non se ne parla.

POCHE SOPPRESSIONI – Il titolare del dicastero di via XX Settembre decide di sopprimere solo quelle con un numero di abitanti inferiori a 220.000, che non confinano con Stati esteri e che non sono nelle regioni a Statuto speciale. Davvero poche. Vengono, infatti, tenute in vita tutte le piccole province come Aosta, Gorizia, Enna e soprattutto i giovani enti sardi come Olbia-Tempio, Carbonia Iglesias, Medio Campidano e Ogliastra, oltre ai vecchi Oristano e Nuoro. Indenni dal taglio anche Vercelli e Sondrio. Sarebbero a rischio, invece, solo Rieti, Ascoli Piceno, Matera, Massa Carrara, Biella, Fermo, Crotone, Isernia e Vibo Valentia. Si abbia coraggio e se ne aboliscano altre, comprese quelle nelle regioni a statuto speciale!“, esclama da Facebook qualche onorevole del Pdl insoddisfatto delle misure.

BOSSI DISSE DI NO – E trovare chi rema in senso contrario non è difficile. “Finchè ci sarà la Lega al governo le Province non si toccano“, aveva ribadito Umberto Bossi poco più di un anno fa quando il Pdl aveva provato a farsi avanti nell’abolizione delle province e Ignazio La Russa annunciava che quelle del 2009 sarebbero state le ultime elezioni provinciali in assoluto. “Chi ritiene che le province vanno abolite nei prossimi cinque anni, allora non rivendichi nessuna presidenza nella tornata amministrativa del prossimo giugno“, rispondeva al ministro della Difesa Fabio Meroni, capogruppo della Lega Nord alla Provincia di Milano. Che poi spiegava: “La Lega non vuole province a tempo. Le vuole perché ritiene che servano. Per questo, dagli scranni della Provincia di Milano, ci siamo battuti per la nuova Provincia di Monza e della Brianza. Oggi questa provincia c’è e noi la difenderemo sempre. Ma è chiaro che il nostro ragionamento vale per tutte le province. Ripeto:se qualcuno le vuole abolire, questo qualcuno potrebbe almeno evitare di chiedere, per esponenti del suo partito, la presidenza di enti che ritiene inutili“.

8 commenti a Le province immortali: lo zampino leghista sui tagli di Tremonti

  1. Ade

    Confuso e contraddittorio ciarpame pseudopolitico da ogni parte.

    E intanto l’Italia va a rotoli.

    Cominciamo ad abolire questa gentaglia.

  2. strano… le province del nord non si cancellano… c’hanno la faccia come il c…

    e ieri lupi diceva: “sono molte le province sotto questa soglia”…

    se volevano essere maggiormente rigorosi dovevano almeno chiudere o accorpare le province sotto i 300000 o come da promessa chiuderle tutte

  3. Pingback: La voce di Campoli » Blog Archive » Le province immortali: lo zampino leghista sui tagli di Tremonti

  4. Se interessa, ho realizzato una cartina (libera) con le province abolite, quelle salvate (distinguendo fra quelle a regione speciale e quelle confinanti con uno stato estero) e quelle a rischio). http://blog.tooby.name/politica/abolizione-delle-provincine-un-taglio-stupido-che-serve-a-poco/

  5. Incominciamo dalle Provincie meno utili per il popolo,non per chi mangia grazie a loro anche se è un costo inproduttivo,poi si passerà in base alle zone economiche alle altre

  6. vito

    Tutte le provincie sono da abolire Nord- Centro- Sud le loro attività possono essere accorpate da regioni e comuni un costo in meno come sono da alolire i CdA di tutti i Parchi rifugio di politici giubilati e ladri.

  7. osceola

    governo ridicolo il peggiore di sempre,complimenti a quei fessacchiotti che l’hanno votato

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