24 maggio 2010
Per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, la correzione del Bilancio conterrà sacrifici molto severi.
“Nella manovra allo studio ci sono sacrifici severi, spero temporanei.” Così parla Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e braccio destro del premier Berlusconi, in occasione della inaugurazione di un call center, costruito dalla ditta Finmek, a L’Aquila (a cui, aggiunge, ha rischiato di non poter partecipare per la “frenetica serie di consultazioni” che ha in agenda in questi giorni affollati).
LACRIME E SANGUE STRAORDINARIE – Secondo Letta, la misura conterrà “una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri che siamo costretti a prendere, spero in maniera provvisoria, con una temporaneità anche già definita, per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia. Capiamolo così e ci capiamo tutti”. “E’ una manovra straordinaria”, continua il Sottosegretario, parlando apertamente di un “rischio Grecia” per la situazione italiana. “E’ titolata “Provvedimenti urgenti per la stabilità finanziaria e per la competitività economicà - ha spiegato all’Ansa – che ci è imposta dall’Europa così come per tutti gli altri Paesi, dalla Spagna al Portogallo, dalla Francia alla Gran Bretagna, alla Germania, che stanno adottando provvedimenti nel disperato, ma spero vittorioso tentativo di scongiurare una crisi epocale e di salvare l’euro”, richiamando in questo modo le pesanti manovre finanziarie che i paesi dell’area Euro stanno elaborando in questo periodo. In Francia, il Governo Sarkozy ha sul tavolo una correzione che supera i 100 miliardi di euro; in Germania viaggiamo sui 45, pesanti sacrifici anche negli altri paesi nominati dall’esponente del governo, Francia e Portogallo su tutti; non ultima, ovviamente, la Grecia, con le misure che stanno infuocando le piazze di Atene con scioperi generali ad oltranza.
RICORDATI, LETTA -Il sottosegretario è stato accolto da un sit-in di lavoratori dell’azienda, assembrati davanti allo stabilimento, intenzionati ad inchiodare il sottosegretario alle sue colpe. Fu proprio Letta a gestire il passaggio della realtà produttiva dalla Siemens alla Finmek: risultato, degli oltre 500 dipendenti ne sono rimasti 90, tutti in cassa integrazione in scadenza. “Vogliamo ricordare al sottosegretario Letta, che è un abruzzese, che gli impegni presi all’atto della firma dell’accordo vanno rispettati – ha spiegato Luigi De Carolis, sindacalista Fim-Cisl, all’ANSA – Vogliamo soltanto che le persone rimaste in cassa integrazione in un territorio duramente colpito non rimangano senza lavoro”


100 *MILIONI* ??? Semmai MILIARDI! Ma io dico, almeno rileggeteli gli articoli, no?? Dilettantismo allo stato puro…
Capita di sbagliare. Grazie della segnalazione.
Si chiamano refusi e capitano persino nelle migliori famiglie.
L’Italia a rischio di finire come la Grecia? I soliti comunisti pessimisti e disfattisti! Serve ottimismo, altroché! Ricordatevi che la crisi è finita mesi fa, Berlusconi dixit…
Eh anche il buon Gianni è diventato un assiduo lettore di Giornalettismo, evidentemente
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