Fiera del Libro: “Chi era l’ospite?”
14/05/2008 - Per fortuna la Fiera del Libro è finita. Non se ne poteva più. A nessuno, o quasi, è fregato di quello che si è detto e fatto all’interno del Lingotto di Torino. Lo spettacolo era fuori, come spesso accade in
Per fortuna la Fiera del Libro è finita. Non se ne poteva più. A nessuno, o quasi, è fregato di quello che si è detto e fatto all’interno del Lingotto di Torino. Lo spettacolo era fuori, come spesso accade in tv e sui giornali.
Boicottaggio o non boicottaggio. Boicottaggio del boicottaggio. Boicottaggio del boicottaggio del boicottaggio. Strano Paese l’Italia: i fatti sono raccontati e interpretati da chi dei fatti ne sa poco o nulla e da chi ne sa troppo e crede di avere la spiegazione universale. Il Bel Paese è maestro nella pratica della polemica che spesso svuota l’evento stesso su cui si polemizza fino quasi a dire “Ma di che stavamo parlando”? Una cosa è certa: mai come in questi giorni si è parlato di Israele e Palestina in Italia. Male, ma se ne è parlato.
CHI C’ERA – Ma torniamo alla Fiera. Il neo ministro Bondi è l’unico che si è espresso tecnicamente sull’oggetto/feticcio libro: “Sono felice di fare la mia prima visita da ministro alla Fiera, perché amo i libri e amo il loro profumo”. È un poeta e lo dimostra ogni giorno di più. Per la cronaca il tema della Fiera era: “La bellezza salverà il mondo”? di dostoevskijana memoria. Il Paese ospite è stato Israele. Ci sono stati grandi autori: oltre ai pluricitati Oz, Yehoshua e Grossman, la Fiera ha visto la presenza di Gore Vidal, Javier Marìas, Ignacio Paco Taibo II, Yves Bonnefoy. Anche molti italiani: Dario Fo, Dacia Maraini, Enrico Brizzi, Diego De Silva e tanti altri tra cui veri e propri autori di culto come Simona Ventura e Max Pezzali. Grandi eventi musicali e teatrali: l’Orchestra di Nazareth con i Radioderwish, il musicista britannico Michael Nyman noto al pubblico per la colonna sonora di Lezioni di Piano, la cantante israeliana Nurit Hirsh. Il regista e attore Michele Di Mauro ha tenuto un reading-spettacolo, Lo scandalo della Bellezza. Massimo Carlotto ha portato la lettura teatrale del libro che ha dedicato ai Cristiani di Allah, ecc.
“SE LO DICE LEI…” – Ma in fondo, proprio in fondo, non è fregato niente a nessuno. Gli occhi, le orecchie, il naso e tutto il resto erano puntati su altro. Ho scelto di non prendere una posizione in termini di boicottaggio/non boicottaggio perché, come si dice,
“conosco i miei polli” e soprattutto perché non gliene frega niente a nessuno della mia posizione sul boicottaggio di Israele come ospite d’onore alla Fiera del Libro di Torino. Ma la tengo per me, stretta stretta. Non parleremo quindi del boicottaggio. Ne hanno già parlato gli altri molto più illustri: “Perché non c’è dialogo se si muove dal rifiuto della legittimità dello Stato di Israele, delle ragioni della sua nascita, del suo diritto ad esistere nella pace e nella sicurezza. Un diritto che può e deve combinarsi con il diritto del popolo palestinese a dare vita a un suo Stato” – il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel discorso inaugurale alla Fiera. “Le contestazioni contro Israele dei centri sociali e della sinistra radicale alla Fiera del Libro di Torino sono “più gravi” di quanto accaduto a Verona”, il neo presidente della Camera Fini. Credo possa bastare.
BLACK BLOCS CERCASI – Come dicevo, spesso lo spettacolo è fuori, e dato per scontato che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (art. 21 della Costituzione italiana), molte persone sabato hanno manifestato il proprio dissenso davanti al Lingotto. Israele “non è ospite d´onore”, questo lo striscione che capeggiava il corteo. Un’altra zona rossa da violare, forze dell’ordine in tenuta antisommossa, saracinesche abbassate, città deserta, negozi chiusi. Niente scontri, però. Peccato. “Settemila spranghe arriveranno a Torino“. I manifestanti erano ottomila, quasi una spranga a testa. Eppure niente scontri. Peccato davvero. Niente Genova 2. Risultato: Fiera del Libro quasi deserta proprio nel giorno in cui di solito l’affluenza è più alta. La Fiera è finita finalmente. Lunga vita alla Fiera.
DEATH, AS USUAL - Allora torniamo a parlare di quello che succede dove i fatti sono i fatti.
- 8 maggio 2008: Una donna e un miliziano palestinese sono rimasti uccisi in un raid aereo israeliano nel sud Striscia di Gaza.
- 9 maggio 2008: Colpi di mortaio palestinesi sull’insediamento di Kfar Aza. Ucciso un colono israeliano, ferita almeno un’altra persona.

- 10 maggio 2008: Due raid israeliani a Rafah, nel sud della striscia di Gaza. Cinque morti.
- 10 maggio 2008: Blackout in tutta la striscia di Gaza a causa dell’esaurimento del gasolio.
- 12 maggio 2008: Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha incontrato il capo dell’intelligence egiziana Omar Suleiman e ha dichiarato: “Il rilascio di Gilad Shalit gioca un ruolo centrale nella tregua a Gaza”.
Shalit, è il militare israeliano che da più di due anni è nelle mani di miliziani palestinesi. Suleiman è impegnato in queste ore in un lavoro di mediazione in favore di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Barak ha aggiunto: “Israele non può continuare a controllarsi di fronte ai continui attacchi terroristici dalla Striscia di Gaza”.














E’ vero. Alla fine non è che si sia parlato molto dei contenuti della Fiera. Ci siamo distratti tutti dalla criminalizzazione al boicottaggio o dalle ragioni di chi ne era contro. E la gente ha manifestato senza creare i disastri che molti avrebbero voluto.
Bel pezzo, comunque, anche se un pò la tua opinione si intuisce
Questo è senz’altro il piu bell’articolo scritto sulla Fiera del Libro. Bravo!