L’Inps ha rivisto i dati sugli ammortizzatori sociali dell’ultimo anno, aggiungendo l’analisi sistematica dei nuovi strumenti che allargano la platea dei beneficiari. Il quadro sembra contraddire l’ottimismo degli ultimi mesi. E il piccolo calo di aprile è un’illusione ottica: le cose vanno peggio di 6 mesi fa. Come previsto
Con la pubblicazione dei dati sulla Cassa integrazione relativi al mese di aprile, l’Inps ha parzialmente modificato i dati precedentemente pubblicati. A partire da questo mese sono disponibili anche i dati mensili sulla Cassa integrazione straordinaria in deroga (CIGSD) e i dati della Cassa integrazione straordinaria in senso stretto (CIGS) sono stati dettagliati, evidenziando i settori Edilizia e Artigianato, precedentemente compresi nel comparto Industria.
CASSA INTEGRAZIONE SEMPRE SU – Complessivamente, le ore autorizzate in Italia nel corso del 2009 sono state oltre 914 milioni, il 301,7% in più rispetto al 2008; di queste il 68,7% fanno riferimento al Nord Italia dove l’incremento ha superato il 400%. Il ricorso alla CIG è cresciuto costantemente e repentinamente a partire da ottobre 2008 e per i primi cinque mesi del 2009, per poi continuare a crescere lentamente da maggio fino al mese di dicembre in cui le ore autorizzate – 103,6 milioni (+5% rispetto al precedente mese di novembre) – rappresentano il valore massimo del 2009. Nel corso del 2010, alla battuta d’arresto di gennaio, è seguito un picco di ore a marzo, il mese in cui le ore autorizzate hanno raggiunto il valore più alto a partire da gennaio 2009, superando quota 120 milioni. Il mese di aprile, in cui si registra un calo rispetto a marzo, è comunque quello in cui si registra il secondo valore in assoluto.
CRISI PALESEMENTE STRUTTURALE - Come è stato già detto in altre occasioni, questo risultato è frutto di andamenti diversi di Cassa integrazione ordinaria (CIO) – lo strumento che segnala crisi di carattere congiunturale – e Cassa integrazione straordinaria (in senso stretto e in deroga – CIGS e CIGSD) – strumenti di sostegno ai lavoratori in caso di crisi aziendali a carattere strutturale: mentre la prima dopo la crescita dei primi mesi del 2009 si è stabilizzata tra maggio e settembre per cominciare a ridursi nell’ultimo trimestre del 2009, la seconda mostra un andamento costantemente in crescita per tutto l’anno con due sole eccezioni, maggio ed agosto. Per la prima volta nel mese di dicembre le ore di CIGS autorizzate in Italia hanno superato quelle di CIO (51,9 milioni le ore di CIGS e CIGSD contro 51,7 milioni di ore di CIO). Inoltre, a partire da gennaio 2010 la CIGS è cresciuta repentinamente, passando da 28 milioni di ore ai quasi 57 milioni di aprile 2010, portando quindi l’incidenza di questo strumento al 49% il valore più alto da gennaio 2009, mentre l’incidenza della CIGSD si attesta stabilmente attorno al 20% da novembre 2009. Questo contraddice l’analisi dei mesi scorsi fatta dall’Inps, che attribuiva l’aumento di questi ultimi mesi della Cassa integrazione solo all’estensione, attraverso la cassa in deroga, dello strumento ad una platea più ampia di beneficiari.
GOVERNO ATTENDISTA, PERCHE’? – Questi andamenti sembrano avvalorare più che mai l’ipotesi che abbiamo formulato a suo tempo di una progressiva “sostituzione” delle ore di CIO, CIGS segnalando o l’effettivo scivolamento della crisi verso la “strutturalità”, o l’esaurimento delle ore di CIO utilizzabili e dunque il tentativo da parte delle imprese di continuare a sopravvivere attraverso il ricorso alla CIGS. Anche in vista delle manovre di contenimento della spesa pubblica di cui ora inizia a parlare anche il governo, un quadro decisamente preoccupante. Soprattutto perché negli ultimi 12 mesi, il ministro Sacconi ed il presidente dell’Inps Mastropasqua hanno continuato a dire che non c’erano problemi e il governo ha continuato ad attendere che passasse a’ nuttata. E adesso il buio sembra più fitto che mai.




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