Perché non possiamo non dirci cattolici (noi di sinistra)

15 maggio 2010

Appaiono simili e paralleli i destini della Chiesa Cattolica e di quella che nel nostro Paese è stata a tratti un’altra chiesa e un’altra religione, ossia la sinistra politica e sociale. All’alba del XXI secolo assumono entrambe agli occhi dell’opinione pubblica i caratteri di movimenti superati dalla Storia, troppo legati e appartenenti al secolo (al Millennio) passato, soprattutto traditi dal proprio stesso comportamento e dall’incapacità di confermare sempre con i fatti la nobiltà e l’elevatezza della propria predicazione.

Non sto ovviamente paragonando le cadute più o meno fragorose della sinistra italiana e l’incrinarsi della sua supposta superiorità morale (che è peraltro un’invenzione degli avversari politici proprio per cogliere in fallo e contemporaneamente accusare di snobismo gli ex PCI e dintorni; ma questo esula dal tema) con lo scandalo della pedofilia, che è comunque solo l’ultimo dei numerosi attacchi cui è stata sottoposta la Chiesa Cattolica durante il pontificato di Benedetto XVI; ma ciò che unifica le due crisi è una percepita incapacità di cogliere il mondo moderno, di parlare e vedere la realtà odierna. Bersani, per fare l’esempio più evidente, sembra inadeguato perché non in sincrono col presente, perché le sue parole non inseguono l’immediatezza e anzi a volte stonano; è molto simile la goffaggine di Papa Ratzinger, che parla nel 2006 di fede e ragione citando i bizantini, volendo mettere in risalto le lacune teologiche del protestantesimo e dei suoi epigoni europei “occidentalisti” (quelli per cui, insomma, gli USA sono il nuovo Sacro Romano Impero che deve difenderci dagli infedeli), e non vede che le sue parole possono essere malinterpretate, in tempi di polemica con l’Islam. È in sostanza l’incapacità di leggere il momento a mettere fuori gioco e a rendere marginali, oggi, sia la Chiesa Cattolica che tutto quel mondo ancora vasto che una volta chiamavamo “Sinistra”.

Solo che il momento non esiste, è una truffa. Meglio: sul momento non si può costruire nulla di durevole. Vivere nell’eterno presente significa prestarsi ad un referendum perenne bene/male, destra/sinistra, Islam/Occidente (prassi manichea, questa, eretica e poi protestante), che semplifica tutto e costringe sempre a scegliere un male, con la scusa che si tratti (al momento) del minore. Ma se da quel momento non si esce, non si uscirà neanche dal Male.

Non posso certo dare consigli alla Chiesa Cattolica, cui peraltro non appartengo se non per motivi storici ed identitari, su come risolvere questa impasse. Alla sinistra, però, qualcosa posso dire: riscoprire la propria diversità, che non ha nulla a che fare con la superiorità, significa proporre una differente etica. Essa può definirsi cattolica non nel senso di un confuso richiamo a politiche sociali “cristiane” (ché una cosa è la religione, una cosa la politica; e, pur in probabile buonafede, in questo i teologi della liberazione avevano torto marcio), bensì perché vanno riscoperte quelle che in teologia si chiamano “opere”. Esse sono i fatti, gli sforzi, la responsabilità personale, la partecipazione: perché la fede e la fiducia sono buone cose, ma senza controllo e senza volontà di sporcarsi le mani diventano una delega in bianco, una rinuncia ai propri diritti e ai propri doveri di cittadini. La fede non dev’essere quella delle persone nei propri capi, nel mercato, nel mondo, nei giudici o nella fortuna; la fede dev’essere semmai nelle persone. Bisogna avere la forza di schiacciare il cinismo e il senso di rassegnata o compiaciuta superiorità, che si affaccia in tutti noi.

Scriveva il filosofo (cattolico) Francisco de Vitoria: “Homo homini homo”. Né lupo ne dio, come nelle spettacolari e ingannevoli teorie protestanti: semplicemente un altro uomo. L’umanità ha dunque in sé il bene e il male nelle sue infinite sfumature: ma con l’esempio e con l’educazione (l’etica, appunto), il rispetto e la fiducia possono produrre buoni frutti. Questo è, a mio parere, il sogno di una società “di sinistra”.

4 commenti a Perché non possiamo non dirci cattolici (noi di sinistra)

  1. Sergio

    Il cristianesimo cattolico è la forma più ripugnante ed antiumana di subcultura che l’occodente abbia mai prodotto nella sua storia. Si basa sul figlicidio, sull’antico rito di uccisione del capro espiatorio come salvezza per le paure e per l’aggressività delgi altri. In primo luogo i suoi stessi familiari (spirito santo trinità familiare). Mors tua vita mea dalla disgrazia di uno (un incolpevole un predestinato) la prete-sa salvezza di tutti!???
    Si può essere più violenti, ignoranti e criminali di così?
    Chi destina il proprio figlio – che si tratto di un dio o di un genitore – ad una fine orrenda prima ancora di essere concepito è solo e soltanto un assassino. Chi “crede” in una tale depravata e perversa forma di “amore” è un sadico o un masochista. La violenza nei bambini si instaura subdola con l’educazione cristiana fin dal battezzo che presume che l’umanità tutta in quanto tale sia già sporcata da una colpa universale. Quanta perversione!
    Il bambino che nasce è già diabolico perché portatore di un peccato originale che deve essere emendato con il battesimo!
    Ma che razza di animali pervertiti sono quei genitori e quei ministri della chiesa che spargono tanto odio e tanta violenza? Evidentemente essi rappresentano in modo proiettivo (sugli indifesi ed innocenti) le loro perversioni personali e le riproducono in forma di sistema e di fede.
    Altro che credenti bisogna essere! Bisognerebbe iniziare una campagna di igiene affettiva che depuri le istituzioni e in primo luogo la scuola da tali nefandezze. Ogni altra professione di morale di etica e di sana educazione non è credibile se non si fa piazza pulita dall’apologia criminale del figliciio e del sacrificio umano.
    Il dettato crisitano è un insegnamento sadico ed assassino. Gli effetti si sono visti nella riuscita di una storia criminale del cristianesimo: dalle inquisizioni delle origini, alla shoa dei giorni nostri.

  2. ipazia

    Ma che cosa dici?Dichiararsi di sinistra e ricorrere poi alle categorie di Bene e di Male per interpretare il reale è quanto di più lontano si possa argomentare dal pensiero socialista;ma uno scritto di Marx ti è mai capitato tra le mani?

    Essa può definirsi cattolica non nel senso di un confuso richiamo a politiche sociali “cristiane” (ché una cosa è la religione, una cosa la politica; e, pur in probabile buonafede, in questo i teologi della liberazione avevano torto marcio), bensì perché vanno riscoperte quelle che in teologia si chiamano “opere”.

    Una cosa è la religione,una cosa la politica?

    Ma che cosa dici? Nei rapporti sociali tra gli esseri umani non c’è nulla che non sia politica.Come abbiamo detto più volte,la religione non esiste:esiste invece l’ideologia,di cui tutte le religioni (Positive)sono l’espressione più perversa e più reazionaria che la mente umana abbia saputo concepire,oltre che la più criminale,come è stato ricordato efficacemente sopra.Se non è casuale che Sergio abbia chiuso il suo intervento ricordando che la storia del Cristianesimo è una storia criminale,voglio qui ricordare quel grandioso saggio di Karlheinz Deschner in più tomi che porta proprio questo titolo e che consiglio di leggere a te e a quelli come te che ancora si ostinano a vedere nella “Religione” qualcosa di diverso da una esperienza puramente umana,per di più tesa a strappare quanta più libertà possibile ai viventi,per assoggettarli alla propria volontà.

  3. Lorenzo

    Quello che secondo me non capite è che voi di questo sito siete un esempio concreto di ciò che particolarmente fa male alla sinistra. Voi siete il simbolo di una sinistra che si ammazza da sola. Si ammazza perché da un lato coltiva gli umori rabbiosi di una folla di gente sempre più politicamente sbandata, che finisce col muoversi sempre più in direzione di fenomeni come il grillismo e l’astensionismo, e perché dall’altro lato allontana i moderati o rende difficile la loro presenza nel centro-sinistra. Mi sembra incredibile che proprio quando c’era da creare una convergenza tra mondo di sinistra e mondo cattolico, cosa che era alla base del progetto PD, si sia fatto di tutto per seminare tensioni tra queste due realtà. E lo si è fatto in un modo barbaro, abbandonando ogni criterio di buon senso nell’arte del dialogo. Il vostro sito ne è un esempio, come dicevo. Qui non si fa altro che sbeffeggiare il mondo dei cattolici, non si fa altro che ridurre in caricatura la loro sensibilità. Non siete gli unici, e purtroppo c’è anche di peggio. Credo che purtroppo siano giuste le parole che lessi tempo fa da parte di una ragazza cattolica, la quale diceva che la sinistra è il motore politico dell’anticattolicesimo dilagante. Lo è davvero, la sinistra intesa in un’accezione allargata, che comprende questo genere di partecipazione qui da voi rappresentata, tutta volta allo scherno, alla riduzione in caricatura e alla sassaiola smodata. Questo è il pantano della sinistra, questa è la sua rovina culturale oltre che politica. Dicevo che c’è di peggio rispetto a voi, e ne è un esempio l’utente Sergio qui sopra, il quale definisce il Cristianesimo cattolico come “la forma più ripugnante ed antiumana di subcultura che l’Occidente abbia mai prodotto”, e continua con altre farneticazioni in cui il battesimo diventa una “perversione”, l’educazione cristiana una “violenza subdola”, i genitori cattolici degli “animali pervertiti” e il dettato cristiano un “insegnamento sadico ed assassino”, tutto questo senza avere da parte vostra alcuno straccio di obiezione. Questo è il seguito che vi ritrovate, e direi non a caso. Questo è il seguito che coltivate. Gente come questa rappresenta l’equivalente internautico di una precisa tipologia di persone che un tempo venivano chiamati casseur, termine di cui spero siate in grado di recuperare il senso, perché si addice a una categoria oggi sempre più diffusa a sinistra, ed è un fenomeno che va compreso se ancora si vuol correre ai ripari. Qui siamo di fronte alla prospettiva di un autentico disastro culturale. Innanzitutto si tratta di gente destinata a dirigersi sempre più verso le varie forme di antipolitica, come ho già detto, ma questo solo dopo aver seminato tensioni nel centro-sinistra e allontanato un sacco di moderati. Tieni presente che oggi i cattolici ancora non si sono resi del tutto conto del clima incontrollato di odio che si sta montando verso di loro, ma non ci metteranno molto ad esserne messi al corrente. E ti assicuro che oggi come oggi se io fossi un politico o un militante di centro-destra non farei altro che andarmene per parrocchie e associazioni cattoliche per mostrare tutta la marea di attacchi mossi su internet contro la fede cattolica nei siti di sinistra o da parte di utenti di sinistra. Ti assicuro che non farei altro. Questo per farti capire. Non penso di essere un genio nella mia capacità di valutare certe opportunità, e non penso che ci voglia un genio. Ditemi voi.

  4. Michele

    D’accordissimo con te Lorenzo!!! Sergio e Ipazia (ma guarda un pò che fantasia sto nome!!! ahah) sono l’esempio di come non si possa più dialogare a questo mondo. Non si può pubblicare un articolo su questo sito e poi coprire d’improperi chi non la pensa come te. Cari Sergio ed Ipazia, la pensate così? Liberissimi!! Solo che ciò dimostra anche che poi la sinistra non si lamenti se i moderati la abbandonano.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>