Shock petrolifero senza shock?

di Leonardo Daverio Patrizi (Leonardo Daverio Patrizi (IHC))

Quanto somiglia l’attuale congiuntura alle crisi petrolifere che fecero scattare rincari a due cifre? E la globalizzazione può porre un freno all’inflazione? La tensione c’è, ma per ora la pentola non scoppia. Fino a quando?

Dopo questa corsa irrefrenabile nei prezzi del greggio, mi sarei aspettato una rilevante inflazione. E invece non è successo praticamente nulla”. Così dice nel Sole24Ore dell’8/5/08 Christopher Allsopp, professore di economia a Oxford e già esperto della Banca d’Inghilterra. Il paragone diretto di questa congiuntura è con le due famose crisi petrolifere, quando i rincari del petrolio fecero scattare fenomeni inflazionistici a due cifre, mentre oggi, con prezzi quintuplicati in sei anni, ci si preoccupa di un’inflazione al 3-4%.

SPIEGAZIONI DISCUTIBILI - Allsopp, in un brevissimo elenco di fattori che possano aver calmierato i prezzi, indica la debolezza del dollaro, cioè la forza dell’euro, essendo il petrolio prezzato per lo più in dollari; ma l’euro non è quintuplicato di valore quindi, come ammette Allsopp, laspiegazione è molto parziale. Un altro fattore citato sono “politiche monetarie più sagge”, punto su cui c’è molto da discutere (come spesso fatto su IHC) essendo crescita di M3 a due cifre e tassi di interesse “forzati” in basso per anni tutto tranne che “politiche sagge”; queste politiche sono anzi origine di inflazione e bolle speculative, da una parte incentivando indebitamento e quindi alla spesa e dall’altra creando nuovi mezzi di pagamento non bilanciati da nuova produzione, il che però rende la situazione ancora più curiosa. Allsopp invece non cita l’eliminazione di meccanismi di indicizzazione degli stipendi (scala-mobile) e il cambiamento dell’energy-mix, che non spiegheranno tutto ma possono essere significative con-cause.

GLOBAL SI DIVENTA - Un fattore importante anche per Allsopp è la globalizzazione. Se è vero che la globalizzazione “ha portato oltre un miliardo di nuovi consumatori sul mercato” (fatto che dovrebbe creare ulteriori tensioni inflazionistiche), ha portato pure un intero continente di lavoratori a basso costo e con esso una enorme fabbrica mondiale di merci a basso prezzo. Considerando ad esempio il divario nel livello dei prezzi tra Cina e Europa, esistono imporanti margini di profitto che possono ben assorbire pressioni di costi e stipendi sulla produzione asiatica. Si deve poi ricordare che l’inflazione è un fenomeno monetario che opera nell’incontro di domanda e offerta: il prezzo è fatto dall’apprezzamento del consumatore che ritiene congruo scambiare la moneta in suo possesso con un certo bene, considerato il suo grado di bisogno di quel bene (rigidità della domanda) e la scarsità dello stesso (rigidità dell’offerta); il prezzo non è il semplice risultato dell’applicazione di un margine fisso di profitto sul costo di produzione, e quindi l’aumento del costo di un fattore produttivo non implica necessariamente, salvo particolari rigidità della domanda o monopoli d’offerta, il rincaro del prezzo finale.

GLOBALIZZAZIONE E DISPONIBILITA’ DELLE MERCI - In questo si evidenza di più l’effetto della globalizzazione, che ha incrementato la disponibilità di varie merci compensando così pressioni sia di costo che di domanda. In effetti i prezzi che stanno salendo di più sono quelli delle utenze domestiche e degli alimentari, cioè di beni e servizi con domanda più rigida, dall’offerta indipendente dalla produttività asiatica, o soggetti a importanti dazi che limitano la convenienza all’importazione. Evidentemente per il momento l’effetto calmieratore medio della globalizzazione è stato elevato, ed è un fattore nuovo rispetto agli anni ‘70 e ‘80. Il prezzo in oro di un barile di petrolio, misura molto grezza di un suo valore reale confrontabile nel tempo, tra il 1980 e il 1982 è passato da una media di 0,06 a 0,08 (infatti Rock The Casbah dei Clash è del 1982). Il suo valore nelle medie del 2007 e 2008 è passato da 0,09 a 0,11: la tensione sul petrolio è in qualche modo effettiva e provata. Questo (per ora) sembra uno shock petrolifero senza shock. Il motivo non sarà (e mai è) uno solo, ma se proprio si dovessi scegliere tra ringraziare un cinese e un americano, o tra un imprenditore e un banchiere centrale…



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