Interni

Inchiesta G8: mezzo milione al braccio destro di Matteoli

12 maggio 2010

Ercole Incalza, uomo-chiave delle infrastrutture, ha ricevuto la cifra da Diego Anemone nel 2004, quando al ministero c’era Pietro Lunardi.

520mila euro con il solito metodo. E’ la cifra corrisposta a Ercole Incalza, oggi braccio destro del ministro Altero Matteoli alle Infrastrutture e all’epoca (era il 2004) in assegni da 10mila euro ciascuno per comprare una casa al 5 di via Emanuele Gianturco, tra la Flaminia e lungotevere Arnaldo da Brescia.

UNA STORIA SEMPRE UGUALE – Con un’operazione gemella di quelle Pittorru, Balducci e Scajola (quest’ultima, avvenuta per altro solo ventiquattro ore prima), anche in questo caso, visto il quartiere e i prezzi a metro quadro, siamo di fronte a un affare da stropicciarsi gli occhi. Anche in questo caso il contante è trasformato in assegni nella filiale “Deutsche Bank” di Largo Argentina e a firmare il rogito è il notaio Gianluca Napoleone. Anche in questo caso – come hanno raccontato alla Guardia di Finanza i venditori dell’appartamento di via Gianturco, Maurizio De Carolis e Daniela Alberti, “di professione giardinieri” – il prezzo reale di vendita, che è di 900 mila euro, non ha nulla a che vedere con quello dichiarato: 390 mila euro. Il “nero“, come per Scajola, è “coperto” da Anemone. Il “chiaro” (saldato in due tranche da 150 e 240 mila euro) da chi risulta dal rogito l’acquirente: Alberto Donati, 52 anni, “dirigente”, originario di Montevarchi, residente a Spoleto, ma, soprattutto, marito della figlia di Ercole Incalza. Ed è lui, ascoltato dalla Finanza, ad offrire la chiave di quanto è accaduto: “Cercavamo casa – dice – e mio suocero mi disse di rivolgermi all’architetto Zampolini, che avrebbe provveduto”.

UN NOME NOTO - Per chi indaga quello di Incalza è un nome noto visto che nel febbraio 1998, quando era amministratore delegato della Tav, fu arrestato proprio dai magistrati di Perugia. L’inchiesta era quella sugli appalti delle Ferrovie che portò in carcere anche l’allora presidente Lorenzo Necci e il finanziere Francesco Pacini Battaglia.

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