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Il pugile sconfitto che fa volare le sedie

Altro che fair play. Quella che doveva essere la serata conclusiva dei Campionati triveneti Elite di boxe si è trasformata in una mega rissa tra tifosi, con tanto di pugni, schiaffi e spintoni. E sedie che sono volate sul ring e sul pubblico stesso. Per fortuna, non ci sono stati feriti. Lo racconta il Mattino di Padova.

NERVI TESI – A Piove di Sacco, nel padovano, il peso welter Andrea Fracca e il leggero Stefano Mantegazza, entrambi della Boxe Piovese, cercavano il lasciapassare per gli Assoluti in programma a Roma dall’11 al 16 dicembre. Al termine di un match molto equilibrato Fracca ha avuto la meglio su Davide Festosi (Padovaring): alla pronuncia del verdetto, però, si è scatenato il putiferio, con i tifosi imbufaliti per la sconfitta. Scrive Gianni Biasetto:

Sembra che a innescare la protesta siano stati alcuni tifosi del pugile padovano, contrari alla decisione dei giudici. Alcune sedie sono state lanciate sul quadrato e sul pubblico presente a bordo ring. Sono volati anche schiaffi e qualche spintone. Per fortuna il parapiglia non ha causato feriti. A sedare gli animi sono intervenuti i carabinieri della stazione di Piove di Sacco chiamati di tutta fretta da un addetto alla sicurezza.

IL COLTELLO – Secondo alcuni testimoni, sembrava anche fosse apparso anche un coltello. Ma i carabinieri hanno poi smentito l’indiscrezione, che hanno sentito tutti i “tifosi”. O presunti tali. Al momento non è stata presentata nessuna denuncia.

TENSIONE – Non è stato solo il verdetto del match Festosi- Fracca, sul quale ha influito un richiamo ufficiale comminato al pugile della Padovaring a 20 secondi dalla fine, a innescare la protesta. In precedenza l’eliminazione del peso superwelter Nicola Fasolo (Boxe Piovese) aveva sollevato le ire del maestro Gino Freo. Anche in quell’occasione c’è stata tensione e qualche minuto di sospensione:

«Dopo il match Festosi-Fracca  abbiamo vissuto momenti di paura», commenta l’ex campione del mondo Cristian Sanavia che era presente al ring. «Dicono che il mio rientro non giova alla boxe. Sono queste, invece, le cose che purtroppo fanno male al pugilato. A bordo ring c’erano anche dei bambini che hanno rischiato grosso e sono andati via terrorizzati. Un genitore mi ha detto che non porterà mai più suo figlio a bordo ring. Nella mia lunga carriera di pugile non ho mai assistito a episodi come questo».

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