postato alle 11:31 del 2 ottobre 2008 in InterniTorna alla home

LA SCORTA - Ci risiamo. L’agente Spaccarotella, tuttora in servizio, non si sa dove sia: gli danno la scorta. Gli danno la scorta, a Spaccarotella. Lo fanno lavorare nell’anonimato, a Spaccarotella. Uno che un bel giorno ha preso e, da 70 metri di distanza, ha sparato nel mucchio. La scorta, ci ha. E poi forse scriverà un libro, come la Franzoni, che titolerà “La mia verità” e quella verità, in mancanza di un processo degno, resterà l’UNICA verità. E a noi ci piace. Ce lo facciamo infilare nel culo. Mattina dopo mattina, davanti ai nostri croissant e scarpe firmate. E’ morto Gabriele, che faceva il deejay, ma poteva morire Carlo, che faceva volontariato, poteva crepare ammazzato Federico che era appassionato di arti marziali, poteva morireStefano, che ci sapeva fare con la scrittura, poteva morire Patrizio, uno che sarebbe diventato un grande giornalista, poteva morire Serena, una talentuosissima ballerina di tango, che ne so, al limite potevamo morire tutti in quell’autogrill di Badia al Pino. Invece è morto Gabriele.

IL MOMENTO DI DIRE BASTA - Invece è stato il papà di Gabriele, che si chiama Giorgio, una mattina di settembre a doversi annodare per bene la cravatta e a presentarsi a un processo terribile, emotivamente estenuante, per vedersi rispedito a casa venti minuti dopo, per un vizio di procedura. Invece è stato alla mamma di Gabriele che hanno detto signora guardi, se ne può tornare in macchina, ci rivediamo tra due mesi. E’ toccato a loro, non ad altri. E’ a loro che bisogna rispondere, dire. E’ per loro, anche, la giustizia che si vorrebbe e che invece non arriva mai. E’ per noi. Che invece ci inchiniamo, ci facciamo annichilire, ci abbassiamo i jeans. E scopriamo che ci piace. Perché, invece, non proviamo a dire no? Incolliamo gli adesivi, non è reato, compriamo il libro di Maurizio Martucci sulla vicenda (già esaurita la prima edizione, BENE!), mi sono informato, è un libro onesto, pulito, dettagliato e preciso; parliamone, senza amache, senza televisioni padrone. Senza indici puntati o indici d’ascolto. Torniamo a far pendere la bilancia quantomeno in una posizione di centro. Altrimenti non c’è partita. Che sia per NOI questa giustizia, non soltanto per Gabriele e gli altri morti ammazzati senza una verità. Su i pantaloni, adesso, è arrivato il momento, e serrate le chiappe.

COMMENTI (2)STAMPA - FALLO LEGGERE