Esteri

Haiti è in svendita

5 maggio 2010

Gli aiuti americani per la ricostruzione del dopo terremoto non sono gratuiti: sfruttamento delle risorse minerarie, ricerca di petrolio, acquisizione di terreni da parte di multinazionali, accordi commerciali per vendere riso americano e abbandonare le produzioni locali. E per ora gli haitiani sono costretti a subire in silenzio.

Nel 1492 Cristoforo Colombo sbarcò su Hispaniola per volere della Corona spagnola. La potenza della Spagna e della sua potente Marina sottoscrisse il piano omicida per sfruttare le ricchezze di Hispaniola. Citando una dichiarazione di Las Casas, un contemporaneo di Colombo a Hispaniola nel 1508, Howard Zinn scrisse nel suo famoso libro, “A People’s History of the United States”: “C’erano 60.000 persone che vivevano su questa isola, tra cui gli indiani,ma dal 1494 al 1508, più di tre milioni di persone sono morte a causa della guerra, della schiavitù e delle miniere. Chi nelle generazioni future ci crederà“.

POVERTA’ E GEOPOLITICA - Così scrive Pascal Robert, un blogger indipendente sulle pagine dell’ H. P.  Oggi nessuna di queste dimostrazioni di forza imperiale è necessaria per avere la parte francese di Hispaniola nuovamente violentata dalle potenze occidentali per le sue ricchezze. Dopo il disastro colossale del 12 gennaio 2010, un terremoto che si stima abbia ucciso oltre 200.000 haitiani, il governo di Haiti, invece di impostare piani di sviluppo per dare un minimo di dignità al suo popolo che ora vive in tendopoli sparse in tutto il paese, ha deciso di comportarsi come il servo delle Corporates occidentali e della tradizionale e parassitaria “elite commerciale”, facilitando la svendita di tutte le attività haitiane e delle risorse naturali come petrolio, oro, terreni agricoli. Ad una prima lettura di questa affermazione si potrebbe restare basiti visto che Haiti è sempre stata considerata dall’ America e dall’Europa come “il paese più povero dell’emisfero occidentale”. Abbastanza ironicamente, recenti scoperte hanno dimostrato invece, che la povertà, anche in un paese con una lugubre qualità di vita, è uno stato relativo quando si tratta di geopolitica.

C’E’ PETROLIO AD HAITI - Le speculazioni in merito alle risorse fisiche di cui sopra devono cessare. L’attuale primo ministro di Haiti, Jean Max Bellerive ha già ammesso pubblicamente che non c’è solo petrolio, oro, iridio ad Haiti e che i contratti con alcuni “soggetti riservati” sono già stati realizzati per lo sfruttamento di tali risorse naturali. In una conferenza sulla diaspora haitiana, tenutasi a Montreal nel marzo scorso, dove si discuteva sulla ricostruzione di Haiti, Bellerive aveva affermato:

4 commenti a Haiti è in svendita

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  2. lelith

    vabbè nulla di nuovo sotto il sole direi. si tratta di una semplice prassi coloniale ormai strasperimentata che prevede il saccheggio delle risorse della colonia e l’importazione da parte della colonia stessa dei prodotti del colonizzatore (che di solito sono prodotti con le materie prime saccheggiate). il tutto permesso dalla connivenza della classe dirigente della colonia che svende l’economia del proprio paese in cambio di vantaggi economici e privilegi personali.
    cavolo ci abbiamo fatto il primo mondo sfruttando in questo modo africa e sud america e direi che ha funzionato benissimo, perchè mai si dovrebbe cambiare? solo perchè stavoltà l’occasione di sfruttamento è data da 200’000 morti?

  3. Tess

    Evitiamo almeno la retorica degli aiuti per la ricostruzione, e povera Haiti e blablabla

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