Secondo il rapporto 2010 sulla “Libertà di stampa nel mondo” redatto dalla Freedom House, l’Italia è diventato un paese “parzialmente libero”. Siamo 72mi nel mondo ed ultimi nella Zona dell’Euro. Tutto grazie a Silvio Berlusconi.
Anche quest’anno Freedom House l’organizzazione non governativa che si occupa del grado di “libertà” dell’informazione nei singoli Stati, ha pubblicato il suo
consueto rapporto sulla “Libertà d’informazione nel mondo”. Con quello pubblicato nel 2010 siamo già alla 30ma edizione ed anche in questa occasione non mancano le sorprese. L’Italia è l’unico paese della Zona Euro ad essere classificato come “parzialmente libero” (partly free), attestandosi così ancora una volta oltre la settantesima posizione – 72ma per la precisione – a pari merito con India e Benin, dietro persino al Cile e alla Corea del Sud.
ITALIA, PARZIALMENTE LIBERA - “In Italia la situazione è peggiorata“, scrive Katin Deutsch Karlekar, cofondatrice e presidente onoraria di Freedom House nel suo rapporto, specificando come questo severo giudizio trova fondamento nel fatto che “il Primo Ministro Silvio Berlusconi si è scontrato con la stampa per la copertura della sua vita personale, che ha portato a querele contro i media esteri e locali e alla censura di ogni contenuto critico da parte della TV di stato“. E ancora “Il ritorno al potere di Berlusconi - si legge nel rapporto – nell’aprile 2008 gli ha permesso nuovamente di poter controllare fino al 90% delle emittenti televisive nazionali, mediante gli sbocchi alle televisioni pubbliche e le sue partecipazioni ai media privati“. Soffermandosi poi sul noto conflitto d’interessi che, come sappiamo, oramai crea scandalo soltanto all’estero, la Karlekar scrive: “Il primo ministro risulta essere il principale azionista di Mediaset, del principale editore nazionale Mondadori e della più grande concessionaria di pubblicità Publitalia“. Un ulteriore causa del nostro declassamento secondo l’organizzazione americana sarebbero: “le limitazioni imposte dalla legislazione, per l’aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte del crimine organizzato e di gruppi dell’estrema destra, e a causa di una preoccupante concentrazione della proprietà dei media“. Secondo Freedom House, nella classifica sulla libertà di stampa l’Italia ottiene solo 32 voti su 100. E’ l’unico Paese europeo a perdere posizione e soprattutto a retrocedere dalla categoria dei Paesi “free” a quella dei paesi “partly free,” ossia dove la libertà di stampa è parziale, in compagnia d’Israele e Taiwan.
I PIÙ VIRTUOSI E FORTUNATI - Nella classifica redatta dalla Freedom House (letteralmente Casa della libertà) troviamo invece in pole position il terzetto scandinavo Finlandia, Norvegia e Svezia a cui si affianca l’Islanda dove proprio una puntuale campagna di stampa ha permesso ai cittadini di quel paese di scoprire per tempo quanto fosse seria la situazione dei loro conti pubblici e certe operazioni non proprio limpidissime condotte da alcuni istituti bancari islandesi. Venendo ai grandi paesi industrializzati del continente, meglio di noi fanno praticamente tutti gli altri. La Germania è 15ma, l’Inghilterra 17ma, la Francia 21ma e la Spagna 22. L‘Italia in Europa è 24ma, dietro persino a Cipro, Malta e la Grecia.




Pingback: Tweets that mention Per Freedom House in Italia è a rischio la libertà di stampa : Giornalettismo" -- Topsy.com
Pingback: www.blog-news.it
Pingback: ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo!
Pingback: www.upnews.it
Pingback: diggita.it
Pingback: kligg.org
Ma no! ma dai! Ma come? Il tiggì non ha detto niente…
ma come, il Venezuela “non libero” e la Colombia del “narcodemocratico” Uribe “parzialmente libero”… mmmmm
http://www.giannimina-latinoamerica.it/component/content/article/500-con-alvaro-uribe-la-tortura-e-aumentata-in-colombia-dell80
E poi Bogotà hanno fatto chiudere, con una decisione di un tempismo sospetto, l’unico settimanale, “Cambio”, che denunciava la corruzione del governo di Álvaro Uribe alla vigiia della campagna elettorale. “Cambio” è stato fatto chiudere dalla famiglia dell’attuale vicepresidente della Repubblica, i Santos, principali editori del paese, che lo controllava. Ma per la Colombia in pochi parlano di attentato alla libertà di espressione. È solo libero mercato…
penso che attraverso il web ci si possa informare a sufficienza…..la tv è obsoleta!
Pingback: Tweets that mention Per Freedom House in Italia è a rischio la libertà di stampa -- Topsy.com
Pingback: Tweets that mention Per Freedom House in Italia è a rischio la libertà di stampa -- Topsy.com
http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1698576&codiciTestate=1&sez=giornali&testo&titolo=Un+confine+all%27abuso