L’evasione fiscale è un vizio. Che si può perdere
03/05/2010 - IL CROLLO DEL GETTITO IVA TRA 2008 E 2009 – In questo biennio mancano stime dirette dell’evasione e dell’economia sommersa. Si verifica però uno straordinario calo del gettito dell’IVA rispetto al 2007, misurato sulle risorse interne (Pil più importazioni nette)
IL CROLLO DEL GETTITO IVA TRA 2008 E 2009 – In questo biennio mancano stime dirette dell’evasione e dell’economia sommersa. Si verifica però uno straordinario calo del gettito dell’IVA rispetto al 2007, misurato sulle risorse interne (Pil più importazioni nette) oppure sui consumi finali delle famiglie. Per l’Iva però l’analisi dell’andamento del gettito è abbastanza significativa degli andamenti dell’evasione, a
causa della stabilità normativa di questa imposta: se si eccettua la riforma del 1997, le aliquote sono state costanti in tutto il periodo considerato. I dati osservati dicono che il gettito Iva in rapporto alle risorse interne, che era nel 1996 pari al 5,6%, che era arrivato fino al 6,2% nel 2006, nell’ultimo triennio, 2007-2009, scende drasticamente dal 6,2% del 2007 (identico al 2006) al 5,9% del 2008 e addirittura al 5,6% nel 2009. In pratica, il gettito dell’Iva torna in rapporto al Pil, dopo 13 anni, ad un valore del tutto simile a quello del 1996, considerato uno degli anni di picco dell’evasione fiscale. Un calo quindi solo in parte attribuibile alla forte crisi economica.
CONCLUSIONI – Lo studio di Alessandro Santoro si presta indubbiamente ad una valutazione politica: si notano sorprendenti coincidenze tra ciclo politico ed andamento dell’evasione. Ovviamente, un’analisi approfondita richiederebbe analizzare il dettaglio dei provvedimenti varati in quegli anni, e capire se – ed in che misura – essi abbiano avuto un’influenza sul gettito. Ma, a parte le possibili polemiche di tipo politico, le conclusioni dello studio dicono una cosa molto chiara: la lotta all’evasione non è impossibile, e anche la “tax compliance” (la fedeltà fiscale) degli italiani, certamente non particolarmente sviluppata, è comunque una variabile su cui si può intervenire con successo. Rispetto ad una riforma fiscale di cui si dovrebbe dibattere in questi mesi, per poi vararla prima della fine di questa legislatura, è un aspetto da non trascurare.













In questo stato, con questo sistema, con queste infrastrutture, con questi servizi… l’evasione fiscale è legittima difesa. Se potessi lo farei anche io. Sarebbe bello inventare un modo per non farle pagare anche ai dipendenti… magari dopo che Fidenato, in un mondo utopico, vincerà la sua battaglia
Potrei risponderti che questo Stato ha questi servizi, queste infrastrutture ecc.. anche perchè un’evasione fiscale così diffusa sottrae risorse che potrebbero essere utilizzate per migliorarli.
ma entreremmo nella diatriba se è nato prima l’uovo o la gallina.
Per me vale una regola: le leggi, finché ci sono, si rispettano. E si lotta casomai perchè quei servizi, infrastrutture, ecc, siano al livello di un paese civile
C.
Pienamente d’accordo.
Se uno ritiene che i servizi non siano adeguati alle tasse pagate, può aver ragione e la soluzione è lottare perché si migliori.
Se invece, ritiene di essere autorizzato a non pagare perché i servizi non sono adeguati, emigri in qualche Stato dove di tasse se ne pagano decisamente meno: ad esempio, in Brasile, se ne pagano pochissime.
Se potessi decidere io, farei diventare l’evasione fiscale un reato penale: chi viene scoperto e non salda il conto con il fisco, va in galera. Scommetto che in poco tempo nessuno evaderebbe più.
Ripettare le leggi… peccato che ci sono delle leggi sociali che vengono molto prima (in senso logico e temporale) dello stato. Come la non aggressione e il non rubare. E guarda caso le tasse, in quanto imposte ed estorte con la minaccia della violenza, sono nient’altro che un furto.
E’ poi evidente a tutti spero che le tasse non fanno altro che togliere risorse a chi produce per ridistribuirle a chi non produce. E la redistribuzione non è certo basata su questioni di merito… viene decisa dai politici di turno: i non-produttori per eccellenza!
“Pagaretutti x pagare meno”? Ma certo, e vi aspettate che ancora credi e Babbo Natale?
Con le tasse, in tutto il mondo, si finanziano la pubblica istruzione, la sanità, la difesa nazionale, si costruiscono infrastrutture, ed altro.
Insomma, i cosiddetti “beni pubblici”, studiati dalla scienza economica, quelli che non sarebbero mai “prodotti” da privati.
Che ci siano “distorsioni” e sprechi” nell’utilizzo di queste risorse è evidente a tutti.
Credere che il benessere di uno stato moderno migliorerebbe con la scomparsa delle tasse è davvero, scusami, credere a babbo natale.
Sul rispettare le leggi, io ci andrei cauto: estremizzando il tuo esempio, prima degli Stati era “legge sociale” il supruso dei violenti sui deboli, fino all’omicidio che era impunito, o tutt’alpù punito dalla legge del taglione.
Purtroppo il supruso c’è ancora, ma oggi – grazie alla Polizia e alle forze dell’ordine, altro “prodotto” dello Stato pagato con le tasse – si tenta almeno di limitare.
Un caro saluto
C.
E chi lo dice che non sarebbero mai prodotti dai privati? Se c’è domanda di un bene il mercato, lasciato libero, saprà soddisfarre tale domanda con qualità molto migliore e ad un prezzo sicuramente inferiore che di quello che fa oggi lo stato.
Più fondi sono tolti allo spreco pubblico (per finanziare gli amici degli amici, clientele, parassiti…), più ne rimangono sul mercato per essere investite, per creare beni di cui effettivamente c’è domanda, per creare posti di lavoro… è ovvio che abbassando le tasse il benessere generale migliora!
La legge del sopruso come hai detto c’è ancora. Ciò ti dimostra che è molto difficile cambiare la natura umana, nè lo stato nè il mercato possono farlo. Ma poiché lo stato SOLTANTO ha il monopolio di esercitare la forza con la polizia, come in ogni monopolio, i prezzi di questo servizio saranno alti e la qualità scadente. Pensa invece a varie agenzie di polizia in concorrenza fra di loro che garantiscono la sicurezza migliore al prezzo più basso. Fantascienza? Anche il cellulare e internet erano fantascienza 30anni fa…
“Non c’è niente che lo stato può fare e di cui la società ha bisogno che non possa essere fatto molto meglio dal mercato”.
Saluti.