di Federico Accentosvedese (Federico Accentosvedese)
postato alle 14:36 del 13 Maggio 2008 in EsteriTorna alla home

L’Eurofestival, o più precisamente Eurovision Song Contest (ESC) o Concours Eurovision de la Chanson, è una manifestazione musicale nata nel 1956 organizzata dall’EBU, e che si ispira al Festival di Sanremo. L’ascolto è qualcosa di raccapricciante. E imperdibile

All’estero esiste un festival a cui purtroppo gli artisti italiani non partecipano da anni. Un festival che, teoricamente esisterebbe anche in Italia, ma che è totalmente boicottato dagli artisti italiani (che lo giudicano un evento poco appetibile dal punto di vista commerciale), e soprattutto dalla tv di stato e dalle tv private, e dunque non esiste (perché ormai in Italia tutto ruota intorno alla tv e al suo sottobosco), talmente kitsch che al confronto il Festival Sanremo è la fiera del buon gusto. Una megakermesse di grandissimo prestigio che risponde al roboante nome di Eurofestival. Il nome Eurofestival evoca ricordi lontani, ricordi di sigle dell’Eurovisione, inizi di trasmissione ad orari decenti, colori scintillanti, scenografie impossibili, canzoni imbarazzanti, grandi conduzioni a cura di Ettore Andenna. Una volta partecipare all’Eurofestival era considerato un onore, ma mentre all’estero è ancora un grande evento, da noi purtroppo non se lo fila più nessuno.

UN GRANDE ASSENTE - L’Italia infatti non partecipa a questa rassegna dal 1997 (anno in cui i mai troppo rimpianti Jalisse su classificarono quarti con Fiumi di parole) e non vince addirittura dal 1992 (anno in cui Toto Cutugno detronizzò la concorrenza con la memorabile Insieme 1992). Quest’anno c’è niente popò di meno che Paolo Meneguzzi, ma corre sotto le insegne della Svizzera e quindi non conta. Il regolamento è parecchio contorto ma varrebbe la pena partecipare, anche solo per confrontarsi con superstar del calibro dei macedoni Tamara,Vrčak e Adrian, dei croati Kraljevi Ulice &75 Cents, dei lettoni Pirates Of The Sea (combo nel quale ad onor del vero milita l’italianissimo Roberto Meloni, e quindi dobbiamo essere tutti orgogliosi di essere nel nostro piccolo rappresentati da uno come lui), dei tamarrissimi finlandesi Teräsbetoni e dell’incredibile spagnolo Rodolfo Chikilicuatre (il vero favorito con la sua trascinante “Baila el chicki chiki”, una tormentone che in un mondo migliore sarebbe in testa alle classifiche di tutto il mondo). Sembra incredibile ma per non farsi mancare nulla all’Eurofestival gareggiano pure un pupazzo (l’irlandese Dustin The Turkey) ed un musicista alternative (il bravo songwriter francese Sebastien Tellier, che a dire il vero mi chiedo cosa c’entri questa manifestazione). E comunque il resto dei partecipanti non è da meno, e sono sicuro che, se solo ci fosse la possibilità di vederlo anche da noi, ci sarebbe parecchio da divertirsi.

VENITE A ROMA A FARLO! - In definitiva, l’Eurofestival è un festival di tutto rispetto, che meriterebbe maggior attenzione da parte del nostro paese. Invece di pensare alla Festa del Cinema (che va bene così com’è), se Alemanno volesse partire subito con il piede giusto dovrebbe impegnarsi a garantire più visibilità all’Eurofestival, magari proponendo in un qualche modo di organizzare la prossima edizione a Roma e, soprattutto, stimolando i giovani talenti a darci dentro per emergere a tutti i costi e partecipare a questo favoloso festival. In Italia di potenziali fenomeni da baraccone ce ne sono in abbondanza (basta dare un’occhiata a programmi come X Factor e Amici), bisogna solo trovare quello giusto per poter puntare alla vittoria – perché ad un certo punto l’importante diventa vincere, non partecipare. A tale scopo si potrebbero addirittura tenere apposite gare di selezione e, perché no, costruire attorno a queste l’ennesimo reality show con l’ennesimo manipolo di vecchie glorie a giudicare le aspiranti superstar. Sarebbe fantastico, una vera occasione di riscatto per questo nostro povero paese messo in ginocchio da due interminabili anni di dittatura comunista. Alemanno con l’Eurofestival ha la possibilità di entrare nella storia come il vero salvatore della patria. Spero che ne approfitti e riporti nel nostro paese la buona musica. Ce lo deve.

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