C’è gente che davvero se la lega al dito. “Questo sito è chiuso per sempre: ringrazio i tifosi del Toro per la ‘gratitudine’ che mi hanno dimostrato alla fine di Toro-Lazio“: con un laconico ma incazzoso comunicato Carlo Nesti ha deciso di mettere off line il suo spazio web, per motivi di tifo. Pare che un nutrito gruppo di supporter granata abbia passato il tempo allo stadio insultandolo alle spalle: “Mi sono girato, ho cercato di capire chi mi stava insultando, e questi codardi, appena scesi dalla tribuna, hanno fatto finta di niente. Davo loro le spalle: insulti. Li guardavo: silenzio. Davo loro le spalle: insulti. Li guardavo: silenzio. Davo loro le spalle: insulti. Li guardavo: silenzio. Solo un anziano ha avuto il coraggio di mostrarsi, gli ho gridato “stronzo!”, e questo sì, lo rifarei mille volte: se non fossi stato trattenuto, gli sarei volato addosso con tutta
l’energia che avevo, e senza alcuno scrupolo”. Nesti ha anche scritto una lettera al Forum del Corriere per spiegare i suoi motivi, che lo hanno portato a chiudere il proprio sito che era diventato una comunità per i tifosi di Juve e Toro, e sul quale tiene a sottolineare che non ci ha mai guadagnato una lira.
Purtroppo, la vicenda sembra essere un po’ la spia del rapporto tra le “celebrità” (non è il termine giusto per Nesti, me ne scuso) e il dissenso. Vero è che essere insultati non fa piacere a nessuno, così come è vero che sembra siano gli stessi che trollavano un po’ sul suo sito ad aver deciso la geniale mossa di seguirlo in tribuna stampa per dirgli le parolacce. Ma, ciò detto - e appurato che la strategia dei tizi darebbe ai nervi anche a un santo - arrivare a chiudere un sito per gli insulti ricevuti (e soltanto per quelli) sembra un po’ esagerato. Non è questo il caso di una persona che preferisce scappare piuttosto che rispondere a critiche argomentate - gli insulti non lo sono per definizione - ma proprio perciò forse sarebbe stato più giusto lasciare aperto il sito, e voltare le spalle a chi voleva provocare una reazione di quel tipo. Perché in questo modo si è deciso, in qualche modo, di legittimarne il modus operandi. Insomma, per dirla con il gergo internettiano, Nesti ha “dato da mangiare al troll”, anche se qui non trattavasi di provocazione intellettuale ma di turpiloquio. In una parola, si è arreso, permalosamente, a una realtà alla quale dovrebbe essere abituato: che le proprie parole scatenino divisioni, anche forti, e reazioni non urbane. Fanno parte delle regole del gioco, anche quando sono deliranti: la reazione migliore è quella più ovvia: ignorarle. Offendersi, fare i permalosi, arrabbiarsi e dire “non gioco più, me ne vado” non è giusto per sé, e potrebbe creare precedenti “pericolosi“. Meglio ripensarci.
A proposito di Brunetta e l’Unità, una vicenda che ieri ha diviso il paese - e questo vi dà la misura del paese di merda in cui viviamo - maestosa la vignetta di Mauro Biani di ieri che vedete qui esposta. E direi che possiamo dichiarare chiusa la “polemica” (lo metto tra virgolette per rispetto della parola). Così come siamo costretti a concordare riga per riga con il Dottor Pruno: ” Ok, lei è trombabile, pubblicizza i suoi ditalini e ha una resa modello Cassiani, lui è una simpatica canaglietta che in passato ne ha azzeccata qualcuna giusta, ok, ti ci sei imbattuto, ti son stati simpatici, e gli hai generosamente mollato la password di Macchianera. Una leggerezza, capita a tutti. Adesso però che ti triturano grottescamente i coglioni, sior Maurissiocostanso Neri, SAI COSA FARE”.
Questo invece è dedicato a tutti voi romantici:
Reggio Calabria, 30 set. - (Adnkronos) - Volevano scrivere una frase d’amore a caratteri cubitali sulla facciata di un palazzo ma il messaggio anzichè dall’interessata è stato scoperto dai carabinieri che hanno denunciato alla Procura i due writers, colti in flagranza di reato. Così l’augurio di buon compleanno per una ragazza (la frase sul muro recita «16 anni fa è nata una stella che mi ha cambiato la vita») rischia di costare caro per un diciannovenne e un sedicenne di Reggio Calabria. Una telefonata anonima al 112 ha avvertito di quanto stava accadendo e i carabinieri hanno colto in flagranza i due responsabili. Sequestrata la bomboletta spray rossa, ora i proprietari del palazzo scelto per comunicare il messaggio d’amore stanno valutando l’entità di denaro da chiedere come risarcimento danni. (Ink/Pn/Adnkronos) 30-SET-08 18:03 NNN
E a proposito di permalosoni, ricordiamo urbi et orbi che questo è invece un sito aperto alle collaborazioni esterne, ma NON a quelle dei rosiconi che cancellano i commenti sgraditi, commenti che rimangono comunque visibili in altro loco). Chiunque può segnalare notizie - anche scrivendo alla email (giornalettismo@gmail.com) - oppure entrare in redazione in pianta stabile, per darci una mano (troviamo qualcosa da fare a tutti, siamo peggio dei piani per la piena occupazione delle dittature), oppure ancora segnalare il suo sito/blog nel Network. Giornalettismo: il sito che ha riconoscenze tenaci! (copyright Ricchiuti, ma lo quoto tutto)


























Beh, avevano ragione i due romanticoni: la ragazza ha cambiato la loro vita:-)
La dichiarazione di Nesti su quanto avrebbe fatto al vecchio lascia qualche perplessità. Ora oltre ai soliti luoghi comuni, perché non si dice chiaramente che se si continua per questa strada delle “polemiche poco articolate”, in Italia si continuerà a “morire di calcio”?
ehhhhhhhhhhh, morire di calcio, esagerazione!
ah no? Mai nessun morto in Italia per violenza negli stadi, nessuna notizia di stadi in mano a tifosi violenti. IN ITALIA DI CALCIO SI MUORE.
morire di pizzichi. E’ più appropriato e si attaglia alla perfezione al Torino. Dal presidente fino all’ ultimo tifoso
Beh, almeno la vignetta odierna si capisce: chi si azzarda a criticarlo e’ un fascista.
Non e’ cuiroso pero’ che chi vive di satira sia cosi’ allergico alle critiche?
Gateo, in modalità Gasparri non ti si sopporta
ROTFL!
Davvero, mi son proprio Gasparrizzato!
E non so nemmeno come uscirne!
E’ che pensavo anche ai Travagli, Grilli etc che non accettano confronti e/o non ammettono di aver torto per nessuna ragione.
Vabe’ allora solidarizzo col preciso Nesti, quando seguivo il calcio era il mio preferito, e’sempre stato l’unico a conoscere vita, opere e miracoli di tutti i 22 in campo.
non é nulla di particolarmente grave scrivere, solo che imbrattano!!
Nesti sa tutto ma purtroppo è troppo soporifero per fare il tele/radiocronista, che sia pure permaloso come un bambino non mi stupisce. Se il giocatore più stimato della tua squadra del cuore segna il gol della vita non puoi dirlo con tono normale come se stessi annunciando “la lavatrice ha finito”. Meno peggio di Civoli (meno noioso) e Cerqueti (meno noiosamente saccente), comunque.
non ne sentiremo la mancanza, e lui intanto non so se continua a collaborare con Papanews.it, sito che annovera tra i suoi campioni di moralismo il mitico Luciano Moggi…
@ watchdogs
siete l’Italia che non vuole bene!
@ watchdogs
non è vero, siamo l’Italia del goal. Eh, giocano bene i nostri!
Onestamente sono felicissimo che il Sign Nesti abbia chiuso il suo spazio Web.
Un giornalista Sportivo deve essere sopre le parti e come ogni buon giornalista ricercare la verità e raccontarla.
Nel mondo sportivo esistono anche (ed a flotte) i giornalisti servili a questa piuttosto che quella squadra, deprecabile si.. ma almeno tali persone nascono e muoiono con il loro padrone.
Il sign Nesti invece pur mantenendo toni ed argomentazioni pacate al sonnifero era solito mettere la vela in direzione del vento.
Calciopoli? juventus colpevole.
Finita calciopoli? forse non tutti hanno pagato..
E’ facile immaginare facesse lo stesso negli ambienti del Toro…
Ed era cosi, svolazzare abilmente fra forum juventini e del Toro (cosa a mio avviso folle e da paraculis) facendo più che altro pubblicità al suo sito, argomentando solo difese (labili) alla sua persona ed al giornalismo da vento variabile che lo contraddistingue.
Pochi giorni fa, attraverso un link su Virgilio, ho avuto occasione di entrare nel sito in discussione. Se ha deciso di chiuderlo, meglio così. Nulla di innovativo, una faziosità al limite della decenza, presunzione allo stato puro e attacchi alle altre squadre ignorando la realtà documentata dei fatti. Ne facciamo volentieri a meno.