Italia: ecco perchè non è un paese per immigrati
29/04/2010 - La crisi. La poca integrazione.L’impossibilità di professare la propria fede in “veri” luoghi di culto. I mille motivi per cui dall’Italia comincia a fuggire anche chi pensava di trovarci l’America. Le persone non possono aspettare che una classe politica sempre
La crisi. La poca integrazione.L’impossibilità di professare la propria fede in “veri” luoghi di culto. I mille motivi per cui dall’Italia comincia a fuggire anche chi pensava di trovarci l’America.
Le persone non possono aspettare che una classe politica sempre in ritardo trovi soluzioni e cosi molto spesso le soluzioni arrivano da sole. Come sottolinea Guy Dinmore per il Financial Times, in Italia i cambiamenti avvengono molto lentamente. E proprio mentre Torino si prepara a diventare il comune più all’avanguardia nelle politiche d’integrazione, l’ondata migratoria verso l’Italia sembra essersi placata, se non addirittura invertita. La crisi economica sta mordendo e i posti di lavoro sono molto più difficili da trovare. Soprattutto, una nuova normativa rende più difficile per gli immigrati rinnovare il permesso di soggiorno. Per il momento si tratta ancora di casi isolati, ma sembra che molti marocchini abbiano cominciato a fare le valigie per tornare a casa o cercare fortuna in altri paesi europei.
I MIGLIORI SE NE VANNO - Casi isolati che il Governo e la Lega sembrano non considerare neppure reali. Dinmore non usa la retorica per dimostrare quanto distanti dalla realtà siano le proposte leghiste. Se ne va nella Torino di Chiamparino, descritta dalle Nazioni Unite come un modello di buone prassi, dove l’amministrazione locale ha puntato molto sull’integrazione nelle scuole e dove sono i atto programmi per dare la possibilità agli immigrati di lavorare come operatori sociali, piegando la legislazione in modo da garantire loro la residenza, e ci racconta quello che succede nella città dove risiedono almeno 30.000 persone di origine marocchina. Secondo la consigliere comunale Ilda Curti, interpellata dal giornalista del FT, il problema è che la difficoltà nell’ottenere la cittadinanza e il “corporativismo medievale” di alcune associazioni professionali che richiedono la cittadinanza come requisito per accedervi, stanno allontanando gli immigrati più giovani e di talento che una volta usciti da scuola si trovano di fronte delle barriere insormontabili. Le menti e le braccia migliori se ne vanno altrove. Come succede per tanti italiani del resto.
IL DIRITTO DI PREGARE - La questione religiosa è pure importante. A Torino, nonostante l’aggressiva campagna contraria della Lega Nord, che Dinmore non esita a definire xenofoba, è stato dato il via libera alla costruzione di una moschea, che sarà la seconda ad essere costruita in tutta Italia. Abdelaziz Khounati, il presidente dell’associazione che ha ottenuto il diritto di costruirla mostra una lista di tutte le città dove la Lega Nord è riuscita a bloccare progetti simili, cosicché ancora per molto tempo i musulmani d’Italia saranno costretti ad esercitare il proprio culto in sistemazioni di fortuna. Ex palestre, garage e seminterrati.I diritti civili non sono gli unici ad essere negati a questa parte della popolazione di Torino. Con la vittoria alle regionali la Lega sta pensando di escludere dalla concessione del sussidio di disoccupazione i non italiani. Nonostante molti di loro abbiano pagato regolarmente le tasse per anni.
UN MARCHIO INDELEBILE – Come Mohammad Mouharba arrivato nel 1989 quando l’Italia offriva lavoro e permesso di soggiorno. Oggi gestisce un forno molto popolare specializzato nella produzione di dolci arabi e italiani vicino Porta Palazzo, il più grande mercato aperto d’Europa dove molti banchi di frutta e verdura sono gestiti da immigrati marocchini. La gente con cui Mouharba ha lavorato fianco a fianco per anni se ne sta tornando a casa, impossibilitati a rinnovare i loro permessi di soggiorno. “Espellono chi non ha un lavoro. Questo è disumano” e con la Lega, dice, “tutto ciò non potrà che peggiorare”. I suoi due figli, di 18 e 15 anni, hanno la cittadinanza italiana e sono “più italiani che marocchini” dice per poi aggiungere amaramente che in Italia conta poco anche quello. “Resti sempre un immigrato qui”.













Il “bello” (si fa per dire) della storia è che ben presto, se questa tendenza si consoliderà, cominceremo ad accorgerci cosa significa per l’Italia non avere immigrati, le “braccia” per tanti lavori che gli “italiani” non fanno più.
Un sorriso..amaro
C.
Il “bello” è anche che le banlieu francesi diventeranno una profezia che si autoavvera. Crescere nel proprio paese milioni di persone che sanno che non potranno mai davvero farne parte e che non avranno comunque neppure un posto dove “tornare” non è il miglior modo di garantire la “sicurezza” delle comunità che si dice di voler proteggere. Anzi. Le si preparano ad una disgregazione inevitabile. E’ uno dei problemi di non riuscire ad avere un minimo di lungimiranza. Pensare solo al presente. Raccattare voti. Tanto poi, se succederà qualcosa si potrà sempre dire che il problema sono loro.
Un sorriso… un po’ incazzato.
Lorenzo
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Se questo avverra’ finalmente non lavoreremo piu’ sotto costo , ma il nostro lavoro verra’ pagato come deve essere pagato. Purtroppo tanti immigrati pur di lavorare hanno abbassato i costi, magari non essendo regolari, noi che paghiamo le tasse dobbiamo adeguarci ai loro prezzi per lavorare e tutto cio’ sta diventando abbastanza pesante.
Non e’ l’Italia che non e’ in grado di accogliere gli Immigrati , ma sono loro che non sanno adeguarsi a noi.
Usa il cervello. Perché allora se ne andrebbero? In particolare quelli più bravi? (Nota bene: anche i “cervelli” italiani se ne vanno…)
E certo, la colpa è degli immigrati che si lasciano sfruttare, mica degli imprenditori stronzi e italiani che li sfruttano…
Ma povero te, stai fresco se pensi che gli imprenditori assumeranno italiani pagandoli il doppio.
Il prezzo della manodopera è determinato dai prezzi del mercato globale: se gli immigrati vanno via gli imprenditori possono solo delocalizzare o chiudere, non è certo assumendo dei tronfi nazionalisti che possono sperare di rimanere sul mercato.
Ormai lo hanno capito perfino i leghisti che se cacciano gli immigrati le loro produzioni chiudono: non è un caso che stiano facendo propaganda contro i prodotti esteri.
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Se gli immigrati se ne vanno vuol dire che non si trovano bene. Pazienza.
Del resto, se qualcuno pensava che l’atteggiamento totalmente lassista del primo decennio d’immigrazione prometteva l’eden dei senza terra di tutto il mondo, si è sbagliato di grosso. I paesi in cui gli immigrati mettono radici sono quelli che gli immigrati se li scelgono fin dall’inizio, mica quelli che li lasciano entrare tutti e poi se la prendono con loro per i problemi della società.
Sulle conseguenze di un’eventuale diminuzione del numero di immigrati in Italia sarà necessario valutare, dipende chi se ne va ovviamente. Del resto in un paese che si va impoverendo, se qualche povero se ne va stiamo tutti meglio no?
No.
Non credo, se viene negata l’integrazione legale se ne andranno i migliori, quelli più istruiti e con più voglia di lavorare, e rimarrano solo i delinquenti e i disperati.
Poi però arrivano le solite, dure “repliche della storia”:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/29-aprile-2010/a-verona-immigrati-regolari-meno-discriminati-d-italia-1602930383329.shtml
Cavoli! Mi hai fatto quasi venire voglia di rinunciare alla cittadinanza Italiana e di rientrare in Italia come immigrato regolare! Devono proprio stare da Dio! Che invidia!
Mi pare un po’ debole come “replica della storia”. Un articolo in cui si parla di una ricerca di cui non si dice niente. Inoltre il tema dell’articolo non riguardava atteggiamenti discriminatori da parte delle persone, ma le difficoltà di ottenere cittadinanza e permessi di soggiorno e gli effetti della crisi sulla legislazione in materia di immigrazione.
E’ inutile Zamax…può venire anche Abebe Bongo a dire che se sei regolare e rispetti le regole, sei trattato uguale agli altri….ma continuerebbero lo stesso a dire che l’Italia è razzista e sulla via della rifondazione del nazismo.
L’unico modo per farli smettere, è che al governo ci sia la sinistra…allora andrà tutto bene.
Hallequin, vale la stessa risposta che per Zamax. Anzi, si parla proprio delle difficoltà a cui va incontro chi vuol essere regolare e vuole rispettare le regole. Non mi farebbe smettere neanche un governo di sinistra puoi stare tranquillo.
Sinceramente non me ne frega un tubo se degli stranieri decidono che il gioco non vale più la candela e se ne tornano a casa loro, a me della loro presenza non me ne viene in tasca nulla, anzi, troppe volte li ho visti a godersi il posto fisso grattandosi i coglioni alla faccia di noialtri precari made in italy.
Le aziende delocalizzeranno comunque, perché ormai anche gli stranieri si sono resi conto che l’Italia è il paese dell’assistenzialismo e cominciano ad avere pretese; e alle aziende interessano lavoratori che si accontentano senza lamentarsi, e quelli li trovi nei paesi poveri, non c’entra la nazione d’origine.
Ad esempio, il mio attuale datore di lavoro ne ha le scatole piene dei magrebini, con le loro feste fuori dal calendario e le vacanze di 3 settimane che diventano 5 tramite certificato medico. Ormai anche loro hanno capito che qui se sei furbo te la godi, stanno diventando italiani a tutti gli effetti. Quindi dov’è la convenienza a preferirli agli italiani di nascita?
Gli stranieri che si godono il posto fisso alla faccia dei precari italiani? Con questa le ho sentite tutte…
Sono un emigrato di seconda generazione,mio padre ha lavorato per 20 anni in italia.Ho frequentato le elemetari,medie e superiori.Lavoro in un officina meccanica parlo un italiano a dir poco ecellente.Noi emigrati di seconda generazione onesti che paghiamo le tasse fino all’ ultimo centesimo,verremmo solo avere un minimo di rispetto, che ci venga concesso il dirito di pregare, e di vivere con dignita. Sono veremante stanco di vivere in una continua polemica. Ho deciso di laciare l’italia che e il mio paese per andare a vivere nel paese dei mie genitori.
BUONA FORTUNA ATUTTI