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Sarah Scazzi, Sabrina Misseri racconta la sua verità

Una sorella minore. Ecco cos’era Sarah per Sabrina. A dirlo proprio la cugina della giovane uccisa ad Avetrana, nel giorno  dell’udienza più attesa del lungo processo Scazzi. Quello dedicato a lei, Sabrina Misseri appunto, la ventiquattrenne di Avetrana accusata con la madre Cosima Serrano dell’uccisione della quindicenne scomparsa il 26 agosto del 2010 e fatta ritrovare senza vita 42 giorni dopo da Michele Misseri, padre e marito delle due imputate.

INTERROGATORIO FIUME – Sta in silenzio Cosima, si avvale della facoltà di non rispondere davanti alla Corte di Assise. Parla Sabrina invece, in un interrogatorio fiume. Con voce insicura, tremolante. Poi sempre più spedita. Racconta dei suoi rapporti con Sarah, dei suoi litigi, dei primi amori. Due cugine diventate amiche e che come tali si confidavano ogni segreto, anche il più piccolo. Un rapporto quasi viscerale, in cui la giovane era vista come una sorella dalla cugina. E che così di conseguenza veniva trattata.  Con qualche rimprovero si, ma non litigi. “I miei rapporti con Sarah sono iniziati sin da piccolissima” afferma Sabrina “Quando i genitori sono andati al Nord è stata a lungo a casa mia. Dal 2009 assiduamente uscivamo spesso insieme. Non ci sono mai tanti litigi, qualche rimprovero come una sorella minore”. Una Sarah che come tante adolescenti della sua età era insoddisfatta dal suo fisico, e che per questo, per come viene descritta da Sabrina,  viveva di complessi e paranoie. “Sarah si faceva dei complessi sul suo fisico, tipo le orecchie a sventola o la dentatura imperfetta. Glielo dicevano anche sua madre e gli amici di scuola”. Una 15enne alle prese con il primo amore  e ovviamente con le prime gelosie proprio verso quella cugina con cui aveva un rapporto quasi viscerale tanto da scrivere un sms a Ivano Russo dicendo che la cugina la stava stressando.

AFFETTO E CONFIDENZA – Una ragazza che aveva bisogno di tenerezza, la piccola Sarah. “Aveva bisogno di affetto ma dava troppa confidenza”, ha detto Sabrina che non esclude di averla “rimproverata quella sera (sera passata in una birreria della cittadina) perché era troppo affettuosa e appiccicosa con le persone di fronte ad altri. Ma era accaduto altre volte perché non volevo che la gente di Avetrana pensasse o dicesse qualcosa. Era una mia protezione. Può essere – ha proseguito – che mi sono arrabbiata”. Insomma, secondo Sabrina, Sarah esagerava con gli abbracci sia con Ivano che con un altro amico, Alessio Pisello. “Una cosa era farlo quando eravamo da soli – ha spiegato – altro era esagerare con gli abbracci davanti agli estranei”. Secondo la testimonianza resa in dibattimento da un’altra amica, Stefania De Luca, presente anche lei quella sera al pub, Sarah aveva gli occhi lucidi. Particolare che Sabrina non ha escluso attribuendolo alla partenza del fratello Claudio e del padre Giacomo. “Noi dormiamo sempre insieme in stanza”, le avrebbe detto Sarah, “e ora ho paura a dormire sola”.

UNA SERATA NORMALE – Ma quella trascorsa per Sabrina era comunque “una serata normale” tanto che ha anche negato che Sarah avesse pianto in macchina per un suo rimprovero prima di arrivare al pub. Inoltre, ha spiegato il senso di una frase, riferita dalla De Luca sia durante le indagini che in occasione della sua testimonianza (”Sarah si vende per due coccole, glielo dice anche la madre”). “Era un tipo di frase che ci rivolgevamo usualmente tra di noi – ha detto – Non era offensiva: Sarah era ingenua ma anche troppo accondiscendente. Io le consigliavo di dire qualche volta anche di no ma anche io, in un certo senso mi facevo sfruttare da Mariangela (Spagnoletti, ndr) perché pur di andare al mare con la sua auto pagavo bevande e cibo. Comunque quella frase delle coccole non era riferita a Ivano”. Ed è proprio Ivano, il giovane conteso dalle due cugine a scatenare ire e gelosie tra le due.  “Ivano mi piaceva, c’era anche attrazione fisica ma non ero innamorata di lui”racconta Sabrina. Proprio Ivano Russo, amico comune anche di Sarah Scazzi. “Non mi sono mai posta il problema di mettermi o no con lui” ha aggiunto Sabrina, rispondendo al pm Buccoliero che le contestava il fatto che diversi suoi amici hanno dichiarato che lei era quasi ossessionata dal pensiero di volersi ‘fidanzarè con Ivano. “Non la vedevo come un’amicizia normale e pulita – ha precisato Sabrina – perché mi stuzzicava troppo”.

IL RAPPORTO SESSUALE – Anche se tra Sabrina e Ivano un rapporto sessuale, anche se non completo sembra esserci stato. “Il 2 agosto 2010 con Ivano c’è stato un rapporto sessuale, comunque non completo” racconta in aula la giovane.  “I messaggi affettuosi con Ivano erano sempre a livello di scherzo”,ha risposto al pm Buccoliero che le indicava alcuni delle centinaia di sms che si sono scambiati in pochi mesi Sabrina e Ivano Russo nel 201. Poi rispetto ad alcune testimonianze, ad esempio quella dell’amica Mariangela Spagnoletti e della sua cliente amica Anna Pisanò, che hanno riferito del fatto che era follemente innamorata di Ivano e che voleva diventare sua fidanzata, la giovane ha sottolineato ancora una volta: “Se mi dite attrazione fisica sì ma la parola ‘innamorata’ non è mai uscita dalla mia bocca”.

LA MEMORIA – La difesa di Sabrina Misseri ha poi prodotto 49 lettere e un quinto memoriale di Michele Misseri destinati alla figlia in carcere. Il collegio ritiene importante il contenuto dei manoscritti perché mostrerebbe il riconoscimento di ogni responsabilità del delitto da parte di Michele. L’avvocato di Sabrina Misseri, Franco Coppi, presenta una eccezione di inutilizzabilità dell’interrogatorio di Sabrina Misseri del 30 settembre 2010. Perché, sostiene l’avvocato, il pm in quell’interrogatorio mostrerebbe chiari comportamenti di incredulità nei confronti della ragazza e la convinzione che la testimone consumi un reato di falsa testimonianza. Coppi cita l’articolo del codice di procedura penale in cui si dice che in caso di sospetti di reato il pm deve sospendere l’escussione e permettere al testimone la nomina di un legale.

ECCEZIONE INFONDATA – Poco prima dell’inizio dell’udienza la presidente della Corte ha respinto perchè “infondata” un’eccezione del difensore della 24enne, Franco Coppi. Il legale di Sabrina ha chiesto l’inutilizzabilità di alcune dichiarazioni rilasciate dalla sua assistita in un momento in cui era solo una persona informata dei fatti e non aveva quindi l’assistenza di un legale. Le ipotesi prefigurate dalla difesa “ricorrono quando ci sono indizi non equivoci di reità conosciuti dall’autorità procedente”, ha detto la presidente della Corte di Assise. Secondo l’avvocato Coppi nel momento in cui Sabrina veniva ascoltata il 30 settembre dagli inquirenti, questi ultimi nutrivano dei sospetti e degli indizi sul suo ruolo nella scomparsa della cugina. E quindi avrebbero dovuta avvisarla, interrompere l’interrogatorio e chiamare un avvocato. La Procura aveva invece chiesto il rigetto della richiesta.<

Ecco l’interrogatorio fatto in aula:

Il pm Mariano Buccoliero legge alcuni messaggi del 26 aprile 2010 che Sabrina inviò a Ivano Russo: «Hai fatto una cosa buona con Sarah, che ora mi tortura. È così magra che mi fa male». Sabrina risponde che non ricorda il contesto del messaggio e sulla magrezza di Sarah intendeva che le faceva male quando la prendeva sulle gambe e le sue ossa le facevano male. Sarah aveva complessi per le orecchie a sventola.
Un altro sms letto dal pm: «Ti giuro mi sto esaurendo tenerla 24 ore su 24».
Sabrina risponde: « Mi riferivo sempre ai suoi complessi delle orecchie. Io sempre dicevo, Sarah sei una bella ragazza non hai le orecchie a sventola».

Pm Buccoliero: «Perché i messaggi sempre a Ivano?
Sabrina: «Perché avevamo la promozione Vodafone e non pagavo i messaggi».
Pm: «Che tipo di confidenza c’era tra Sarah e gli amici? »
Sabrina:« Sarah era una ragazza molto affettuosa, spesso dava qualche abbracci a tutti..»
Pm: «Mariangela aveva interesse per Ivano?»
Sabrina: «Non lo so ricordo però la prima volta che lo vide disse: Però è proprio bono. I rapporti tra me e Ivano – prosegue Sabrina – sono iniziati per gioco quando lui era al militare e ci scambiavamo messaggi che non pagavamo per la promozione. Poi sono cominciati gli sfottò tra di noi. Mi piaceva ma non avevo interesse, c’era l’attrazione fisica non lo nego ma non era amore. Mi piacevano alcuni lati del carattere ma non ero innamorata».
Pm: «Come mai molti amici dicono che lei era innamorata di Ivano? »
Sabrina: «Sono deduzioni loro dalla mia bocca non è mai uscita la parola amore riferita a Ivano. Quando ho scritto nel messaggio Dio Ivano era un gioco di parole per dire DIO IVANO riferito ad un gioco sui dieci comandamenti che facevamo insieme».
Pm: «Ricorda un sms inviato a Sarah in cui le chiedeva chi era sceso per primo dalla macchina la sera prima in cui era uscita lei ed altri amici con Ivano e lei non c’era chi era sceso per primo dalla macchina? »
Sabrina: «Ivano buttava la pietra e nascondeva la mano, volevo capire con chi faceva questi discorsi relativi ai pettegolezzi della gente sul nostro conto. Volevo sapere con chi parlava Ivano di queste cose se era Mariangela o Sarah».
Pm: «In un sms dice ti voglio un mondo di bene, sei unico tu per me sei come un Dio».
Sabrina:«Scherzavamo erano messaggi in chiave scherzosa».
Pm: «Dio Ivano ti voglio un mondo di bene mi dispiace per come ci siamo lasciati».
Sabrina: «Forse avevamo litigato non ricordo»
Pm: «Ivano scrive a lei amore»
Sabrina: «Scherzavamo ancora, era lo sfottò solito perché a lui non piaceva questa parola che si scambiavano alcuni suoi conoscenti del militare».
Pm: «Cosa c’è stato il 22 giugno tra lei e Ivano?»
Sabrina: «Non ricordo ma sarà successo qualcosa, ci saremo appartati ma non c’ è stato un rapporto forse un bacio.. scherzando scherzando siamo andati a finire in quel modo…».
Pm: Legge un sms del primo luglio in cui Sabrina scrive a Ivano: «Amore inutile nasconderci a tutti dobbiamo uscire ala luce del sole.
Sabrina: «Questo è vero perché la gente chiacchierava si faceva una idea e su questo fatto ci scherzavamo sopra.
Il pm: Evita di leggere alcuni sms (del 4 agosto) dal contenuto esplicito e «più spinti». ma chiede spiegazioni all’imputata.
Sabrina. «Quel periodo lui mi stuzzicava, e mi faceva richieste sfacciate. Sabrina racconta l’episodio di un rapporto sessuale durato pochi secondi. «Lui si fermò perché per quel rapporto non voleva rovinare la nostra amicizia».
Pm: «Quindi non era uno scherzo?»
Sabrina: «Comunque c’era sempre l’attrazione fisica»
Pm: «Era stata lei a provocare Ivano?»
Sabrina: «Non era nel mio genere buttarmi addosso, era lui che come al solito buttava la pietra e nascondeva la mano. Io dicevo di assumersi le responsabilità come io avevo fatto. Cercavo di sviare dicendo che se non aveva le precauzioni inutile andare oltre».
Pm.:«Sarah sapeva di questi aspetti sessuali tra lei e Ivano?»
Sabrina: «Sarah non ha saputo niente solo mia sorella sapeva tutto. Ivano aveva sempre l’atteggiamento di allungare le mani anche davanti alle persone, tipo mettere la mano sul sedere. Siccome Claudio Scazzi parlava troppo diceva che non vedeva normale il mio rapporto con Ivano e mi disse che tutti avevano saputo del rapporto sessuale tra me e Ivano».
Pm: «Ha mai pedinato Ivano?»
Sabrina: «Non io, una volta lo facemmo con la macchina di Mariangela ma fu una sua esigenza non mia».
Pm: «Come mai Mariangela dice il contrario? »
Sabrina:«Glielo chieda a lei»
Pm: «Cosa ha fatto Sarah dopo il 21 agosto?»
Sabrina: «Sarah quella notte dormì a casa mia poi il lunedì andò a San Pancrazio» (dagli zii, nda)
Pm: «Quando è stata a San Pancrazio vi siete sentite con Sarah? »
Sabrina: «Non ricordo».
Pm: «Dai tabulati risultano degli squilli.. .»
Sabrina: «Ero rimasta male con lei perché in quei giorni mi aveva lasciata da sola per andare a San Pancrazio»
Pm: «Ricorda quando è tornata Sarah?»
Sabrina: «Il 25 agosto di sera io ero in località Urmo con dei parenti. Sarah mi chiamò al telefono».
Pm: «Come faceva a chiamarla se aveva tre centesimi di ricarica?»
Sabrina:«Probabilmente con il telefono di qualcuno, della madre…»
Pm: «Lei sapeva che quella sera doveva tornare Sarah? »
Sabrina: «Per come ricordo io sì»
Pm: «Si ricorda che quel pomeriggio ci furono dei lunghi messaggi con Mariangela?»
Sabrina: «Forse aveva chiesto un appuntamento di lavoro o perché mi chiedeva che non uscivo».
Pm: «Cosa avete fatto quella sera?»
Sabrina: «Siamo uscite con la macchina di Mariangela io e Sarah, prima a Torre Colimena poi alla birreria 101 ad Avetrana. In birreria c’era pure Stefania de Luca. Io confidai al proprietario, Michele, che con Ivano era tutto finito».
Pm: «Era finito cosa? L’amicizia?»
Sabrina: «Non specificai a Michele cosa fosse finito.. »
Pm: »Come era l’umore di voi tre amiche?»
Sabrina: «Era una serata normale, non eccezionale, Sarah era un po dispiaciuta»
Pm: «Entrando nel bar lei cosa disse?»
Sabrina:«Non ricordo bene più o meno: basta è finito tutto… prendemmo una red bull e poi ci mettemmo sedute fuori dove c’era Stefania. Non ricordo minuto per minuto tutto. Ricordo che anche a Stefania dissi che con Ivano non volevo più uscire. Stefania chiese a Sarah del fratello che era partito…»
Pm: «Perché Sarah era dispiaciuta?»
Sabrina: «Perché io dissi che non sarei più uscita ma io dissi non ti preoccupare anche se non usciamo avremmo visto dei film a casa. Era felice per il fatto che saremmo andate al mare»
Pm: «Ricorda se quella sera ha litigato con Sarah?»
Sabrina: «Escluso che abbia litigato… se si riferisce a quella frase: “si vende per poche coccole”, quella frase era da intendere come un consiglio; Sarah era molto accondiscendente e questo non andava bene. Anche lei usava questa frase nei miei confronti ma non era offensiva tra di noi. Ma non ricordo prima di arrivare a quelle frase cosa ci siamo dette… Io intendo “per coccole” che non doveva dire sempre si per ottenere quello che voleva, anche io mi facevo sfruttare da Mariangela perché pur di andare a mare con la sua macchina pagavo la benzina».

ORE 15. 50 – Riprende l’udienza. Il pm Mariano Buccoliero riprende l’interrogatorio di Sabrina Misseri. 
Pm: «Ricorda se la sera prima della comparsa ci fu una lite tra lei e Sarah all’ interno della macchina di Mariangela?»
Sabrina: «No, non ricordo, non credo. Sarah quella sera era triste perché il fratello era partito.
Pm: «Nei diari di Sarah si parla di quella sera. Sarah scrive il 26 agosto. Oggi ho avuto il dolce risveglio con il trapano… Sabrina come al solito si è arrabbiata perché dice che sono sempre appiccicata con Ivano.
Sabrina: «È vero ma non mi sono arrabbiata, l’ho rimproverata perché era sempre appiccicata a Ivano».
Pm: «In quel diario Sarah dice altre cose. Il 9 giugno scrive di una gita al mare e scrive: “Sabrina vuole stare da sola con Ivano e quando fa così mi dà ai nervi».
Sabrina: «In quel momento dovevo parlare di cose mie e di Ivano e non mi andava di portare Sarah».
Pm: «poi scrive: “Sabrina sta facendo la stronza e non mi fa uscir con lei… ”
Sabrina: «Sempre per lo stesso motivo quando pensavo che una ragazza di 15 anni non poteva ascoltare alcune cose io la lasciavo a casa».
Pm: «Mariangela era gelosa di Ivano?»
Sabrina: «Gelosia proprio no, magari le piaceva stare al centro dell’ attenzione, quello sì».
Pm: «Quando il 25 agosto dice nella birreria: basta questa volta è finita proprio, a cosa si riferiva?» Sabrina: «Lo stavo dicendo al titolare della birreria e mi riferivo alla lite con Ivano del 21 agosto».
Pm: «E lo diceva con tono alterato?»
Sabrina: «Non ero alterata è il mio tono di voce che è proprio così»
Pm: «Sarah era interessata a qualche ragazzo?»
Sabrina: «Diceva che stava bene da sola»
Pm: «Lei ha detto che in macchina quella sera ha gridato per rimproverare a Sarah di stare troppo vicina a Ivano. Si ricorda di questo?».
Sabrina: «Non ricordo di aver gridato…»