Cultura

A gambe aperte – Vita violenta di Karin Schubert

1 ottobre 2008

Storie, set, quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda al Costanzo sciò. L’altra parte dell’Emanuelle, quella che non si è messa con Montezemolo

Storie miserabili, la rubrica che vi racconterà il quotidiano, quello che spesso vorremmo dimenticare, dei bassifondi. Per non dimenticare che c’è una realtà diversa dalla nostra, che non per questo scompare. E che bisogna conoscere.

“Zompala addosso, hai capito ?”. Set di “Quel gran pezzo dell’Ubalda…”, da qualche parte in Puglia, favolosi quegli anni ’70.

La devi da zompà, stronzo !”. Pippo Franco tiene gli occhi a terra. Si vergogna, vicino a lei è più brutto. La bionda tedesca accanto a lui invece sta guardando lontano, nel suo domani, quasi nel sole. E’ un domani altissimo. “Miss Kara, look me, luk mì miss, il mollicone lì zompa e tu ti scanzi, ok ?”. Occhei. E questo qui doveva essere il film colto ma per le famiglie del ‘72, “la liberazione della donna dai catenacci del maschio” con il linguaggio creato l’altro ieri da Monicelli e la cornice narrativa del Boccaccio pop, sdoganato appena ieri da quel catto-intellettuale, come si chiama. Pasolini. L’ha titolata, la sua rivisitazione, Trilogia della Vita. La rinnegherà dopo aver visto che alla fine ha prodotto anche questo. Solo il cinico critico Walter Veltroni avrà il coraggio di elogiare quello che stiamo girando.

Anch’io di vite ne vorrei tre. Edvige ha una parte uguale alla mia, ma io non sono fidanzata con il produttore come lei. Ci sono solo andata a letto. Ho un uomo da qualche parte ad Amburgo e non a Trani che ancora mi aspetta. Ma non mi sorveglia abbastanza: dice che ci sarà sempre per me, beato lui che non crede alla gioventù. Ho fatto all’amore anche con un bel ragazzo della compagnia. Sul set, dietro le mura di cartongesso: ci siam divertiti proprio con le cinture di castità. Passo già per una facile ma senza cervello: avrei dovuto evitare che la cosa arrivasse al produttore. Questi italiani sono così generosi quanto crudeli: forse si può esserlo soltanto così, arrivandoci, alla cattiveria, dalla strada tracciata dall’estremo opposto. C’è già uno che per darla mi ha offerto dei soldi. Non m’importa cosa penseranno: non ho ancora trent’anni e c’è stato il ’68. Forse, c’è stato pure in Italia. Rimarrò incinta se continuo così. Non m’importa. Amo e vivo.

42 commenti a A gambe aperte – Vita violenta di Karin Schubert

  1. cordapazza

    qundo si dice che certe donne si costruiscono le trappole con le proprie mani…
    volevi il voto? sette più!:-)

  2. ricchiuti

    Intanto, non per fare sempre quello che rompe i presepi. Ma faccio notare che ha totalizzato e superato in una giornata sola quanto il post su Roberto Saviano. Fossi in quello che ha arrestato i casalesi, frenerei l’enfasi.
    Speriamo solo non venga qualcuno che voglia parlare del post e dopo venti commenti salti su con un “Ma a proposito, Karin Schubert chi ?”.

  3. cordapazza

    sì, vabbè ricchiù, con quel titolo lì, avoja, non è che uno pensa di trovarsi di fronte a “porte aperte” di Gianni Amelio, con Volontè. Ti darò otto meno quando smetterai di tirartela, ecco.

  4. ricchiuti

    Il titolo è una parafrasi di “A mano armata- Vita violenta di Giusva Fioravanti”.
    Che volendo, tramite la Fenech, c’entra pure.
    Ah.
    Ahahahahaha. Mettiamo risate e faccine come quando nei telefilm amerikani mettono le risate preregistrate, così sapranno quando scherzo e devono ridere.

    Ps
    Non me la tiro affatto.

  5. ” Annamo, Karin, basta a fa’ a Nonna de Cappuccetto Rosso col reggicalze nero e i coscioni, che poi povero il Lupo, tutta nuda e tutta calda che poi coi film che ha fatto ci prende il cimurro e su, lo faccia per noi, lo fa ?”

    Ma esiste un nesso logico tra una pornostar e la recitazione??
    una pornostar non è una vera attrice perchè non recita nessuna parte…è se stessa…e non mi divulgo in parolacce!
    la recitazione è passione e la passione non ha fame di denaro!
    …per una pornostar il sipario è il più delle volte sempre chiuso!!!! ;)

    …mi è piaciuta la tua critica…quindi il mio voto è 9-

  6. redmail

    Me la ricordo su un vecchio numero delle ”Ore” di un quarto di secolo fa. Faceva dei numeri da paura, ma ha sempre visuuto questa esperienza in modo ambivalente,come Tremonti col libero mercato, tra tentativi di suicidio, vita tossica e istanze da vita consacrata. Non ha avuto la fortuna di incontrare un pappone come lo Schicchi pieno di ”sghei” e far la vita da signora, come la Henger. Che ha dichiarato a Barbara d’Urso nella pomeridiana del ”biscione” che si stufò subito coi ”blowjobs” in quanto orientata ”da sempre” alla madre di famiglia. A parte che volendo le due cose non si escludono a vicenda ( vedi d’Abrraccio )ma dopo gli arabi, ho scoperto che anche i ( le ) protestanti ungheresi, a ipocrisia non scherzano! Ciao RIC.

  7. cordapazza

    “Ahahahahaha. Mettiamo risate e faccine come quando nei telefilm amerikani mettono le risate preregistrate, così sapranno quando scherzo e devono ridere”

    E secondo te questo considerare gli altri una massa di zotici non all’altezza di capire i tuoi profondi messaggi o le tue alate allusioni o il tuo umorismo non è un tirarsela? Mah. Considero più salutare, come ho sempre sottolineato per esempio con abr, quel bagno di umiltà (che è, poi, anche segno di maggiore comprensione)che nasce dallo sforzarsi di capire anche le prospettive dei commentatori, e nel considerarle con gentilezza anche quando non si condividono.
    p.s. continuo a considerare scientemente furbo il tuo titolo, e te l’ho detto apertis verbis.
    p.p.s. pace e bene.

  8. ricchiuti

    Quando mi han dato del papà di Schiavone o utile idiotino sono stato di una gentilezza oggettiva.
    Riguardo le precisazioni, quando chiedono, storicamente io rispondo. Anche più gentilmente di come vengono poste le domande.
    D’altronde il dialogo è sopravvalutato: il 50 % del cervello umano è acqua, l’altro cinquanta invece galleggia nel non detto.
    Pace e bene.

  9. ricchiuti

    Pps
    Il titolo non è furbo. Ma romantico. E’ (quasi) un’altra cosa.

  10. cordapazza

    punti di vista, ricchiuti… sai bene che, quando si tratta di letteratura, valgono più la personale sensibilità, i gusti, le inclinazioni,le idiosincrasie: bisogna accettarle!

  11. ricchiuti

    Non ho mai vietato ad alcuno di avere sensibilità diverse dalla mia. E non per generosità o perchè me la tiri per quanto sia democratico: è solo materialmente impossibile vietarlo.
    Quindi non capisco gli inviti a concedere libera opinione.

  12. cordapazza

    Non allargare inutilmente il discorso, enzo, non sto dicendo questo. Dicevo semplicemnte che a me, e al popolo bue, il titolo, ancorché romantico nelle tue intenzioni, suonava semplicemente furbo, tutto qui.

  13. ricchiuti

    Non capisco perché suoni furbo. Non mi sembra neanche particolarmente esplicito.
    Non capisco poi quando ci sia stato l’incontro del popolo bue, e quanti voti abbia preso la definizione “furbizia”.
    Tu che c’eri ne saprai più di me.

  14. cordapazza

    Hai ragione, enzo: il titolo era romantico, delicato, per niente esplicito e manco furbo. Per quanto mi riguarda, e sia chiaro che parlo solo a titolo personale, io mi sono rifiutata di leggerlo (e l’ho letto solo nelle circostanze che entrambi conosciamo benissimo) appunto per quello.
    Popolo bue? Guarda che l’ho tirato in ballo leggendo del tuo commento su risatine preregistrate et similia per segnalare al pubblico cosa deve capire e come, a meno che non debba essere indirizzato ad opportuni corsi accelerati.
    Ma diciamola tutta, senza convenevoli, via, come siamo abituati a fare e senza che nessuno si offenda. Ognuno usa e legge Giornalettismo come vuole, in base ai suoi interessi e alle sua passioni. Ci sono persone, come Teresa e molte altre, che scrivendo fanno un umile passettino indietro e, pur facendo capire chiaramente e onestamente come la pensano, lasciano la scena, tutta, ai fatti. Ed è il Giornalettismo che amo e a cui sono affezionata. Questa tua rubrica che rimesta nel torbido, con toni piuttosto ambigui e compiaciuti, con un tono estenuante e decadente che, come moda letteraria, parte da Fogazzaro per arrivare a certe pagine moraviane che descrivono con dovizia di particolari, anatomici e biologici, i postumi di una sodomizzazione; questo indulgere su sangue, sudore, sperma e incesti, insomma, non incontra i miei gusti letterari ed estetici, perché di questo si tratta: esercizi letterari. E per favore non scomodiamo il moralismo o il buon gusto: chi mi conosce sa quanto ami Philip Roth e le sue spietate pagine di sesso crudo e disperato. Ma preferisco i pezzi che lasciano parlare più le cose e , ripeto, il mio non era un giudizio di valore. Saluti!

  15. ricchiuti

    1- Non ho mai parlato di sodomizzazione.
    2- Benché si parli di un’attrice porno e ci siano cavalli e incesti, non c’è il minimo riferimento al sesso esplicito. Neanche una goccia di sperma.

  16. cordapazza

    1)ricchiuti, la pagina sulla sodomizzazione si trova ne “La noia” di Moravia ed era solo un esempio per farti capire un tono complessivo di scrittura, non un particolare circoscritto.
    2)ne hai parlato, invece, nell’ambito generale della rubrica (perché di quella sto parlando) nei post precedenti. Cito a casaccio: scopate molli, “quando ti si incula piano”, “la tua sega materna, attenta a non fargli male”. Guarda che sono cose usatissime in letteratura. Ripeto,sono io ci trovo un tono compiaciuto che non mi convince. Diciamo pure che è uno dei miei tanti limiti.

  17. ricchiuti

    1) Hai ragione, avevo capito male (qui dovete fare ooh di meraviglia)
    2) Ti stai riferendo a un solo episodio della rubrica, un episodio che non è questo.
    Non ricordo ci fosse compiacimento in quel post: ricordo che esprimeva esattamente la puzza di chiuso che intendeva focalizzare ( qui, sempre ooh ma meno commossi, più sul boh, arieccolo)

  18. cordapazza

    Beh, ricchiuti, l’ho detto nei precedenti commenti che parlavo della rubrica in generale, e sai benissimo che i particolari aiutano a capire come funziona il sistema, ergo…
    Per te c’era puzza di chiuso, per me altro: si chiama poetica della ricezione.
    Per quanto riguarda le reazioni alle tue parole,dacci libertà di interpretazione almeno in quelle, suvvia! non presupporre sempre un pubblico per fare lo splendido: rilassati! :-P

  19. ricchiuti

    Due osservazioni al volo.
    Non capisco perché il tono di una rubrica lo dia un post solo.
    Non capisco perché debba presupporre un pubblico, dal momento che si sta scrivendo in pubblico.

  20. cordapazza

    1)il tono è sempre quello,il tono è il linguaggio, il tono è la prospettiva, per me. Non c’entra il referente! Quel post l’ho citato solo per ribattere quando hai detto che non hai mai parlato di sesso eplicito!
    2)sai benissimo cosa intendo quando parlo di “fare gli splendidi”…

  21. ricchiuti

    1) La prospettiva di questa rubrica la dà il titolo, cioè guardare il basso. Ma non dà indicazioni sul tono, che io non vedo uniforme.
    2) Sei tu questa volta che hai capito male: quando ho detto che non avevo scritto nulla di sessualmente esplicito, mi riferivo a questo post. Però è vero anche se ti riferisci a quell’altro. Quello non è sesso esplicito ma esplicita claustrofobia.
    Quindici pari.

  22. ricchiuti

    Tra l’altro mi aspettavo una critica letteraria più attenta a cogliere le sfumature.
    Ad esempio, lo stacco stelle stalle nel cambio di destinatario del zompare tra il primo quadro e il secondo.
    Ad esempio, il monologo à la Andy Summers del figlio eroinomane ispirato ad un altro monologo mamma-figlio, quello di Vecchioni e il suonatore di violino.

  23. cordapazza

    noooo, l’autoparafrasi no, ti prego (e io che pensavo di esserne scampata)
    cioé, tu pretendi una esegesi attenta parola per parola e sfumatura per sfumatura? mi spiace, lo merita solo Dante, e pochi altri.

  24. cordapazza

    La cosa incredibile è che io gli stronco la rubrica e lui rileva il fatto che non ho colto le sfumature recondite, sì, quelle tra il primo e secondo quadro, per non parlare poi dell’immortale testo di Vecchioni (chi?).Ti consiglio Citati.
    E sempre quell’insinuante dubbio se ascrivere ciò ad una sana naiveté o ad un risorgente tirarsela.

  25. ricchiuti

    Come disse Andreotti a Pomicino, mi stai dando dell’ingenuo per darmi dello stronzo ?
    E poi il notare i richiami e le citazioni, capire la musica di un articolo non è nocivo per la salute.
    Sennò si potrebbe leggere con commozione Dante e col ditino tutti gli altri.

  26. cordapazza

    E per quale motivo, di grazia, dovrei stare a scervellarmi per disvelare le tue cifratissime allusioni che nessuno coglie? solo perché non fa male alla salute? o perché pensi di meritare una tale profondità di livelli di lettura? un po’ di umiltà, ricchiuti, su su!(e il cerchio si chiude)

  27. ricchiuti

    L’attenzione uno non se la deve meritare. E’ un dono che il lettore fa a se stesso.
    In fondo poi te la sei cercata. Prima te ne esci con un giudizio estetico, poi ti rifiuti di sottoporlo a verifica.

  28. cordapazza

    pazienza, ricchiuti, mi farò del male privandomi di quel dono.

  29. Il Circonciso

    A me sto pezzo sembra scritto col culo però se sei firma!!!!!!!!!!??????????????????

  30. ricchiuti

    Se ti privi del dono, devi privartene del tutto.
    Ergo, niente giudizi di alcun tipo.
    Ce la fai ?
    Impossibile.
    Come vedi, non hai scampo. Lo devi fare per forza e allora tanto vale farlo bene.

  31. cordapazza

    Guarda che, se rileggi bene i miei commenti, ho parlato di personalissime idiosincrasie letterarie: nel senso che certi climi, certe atmosfere, certi temi e modi non mi interessano né avvincono né invitano. Non puoi quindi farmi dire cose che non ho detto, anche perché ho rimarcato chiaramente sopra che non ho dato GIUDIZI DI VALORE (è scritto).
    O forse pensi che per capire che qualcosa non ti piace devi sottoporti comunque ad una lettura forzata per svelare i grimaldelli nascosti? (Ti consiglio, sul tema, la lettura dissacrante di “Come un romanzo” di Daniel Pennac per capire che non funziona così).
    Ti sbagli: anche una lettura a balzi è sufficiente (per sapere se una cosa ti prende o no). O magari credi che la mia impressione (non giudizio, eh) sarebbe cambiata se avessi destrutturato il tuo pezzo cogliendo (miracolo!) i giochi di parole e altre magie tra primo e secondo quadro? Anche qui ti sbagli: quegli aspetti riguardano la “costruzione” del pezzo, ma non sono in grado di costituirne, di per sé, la bellezza, o di cambiarne decisivamente il mood. Non è che amo di più I Promessi Sposi perché se smonti il capitolo ottavo ti trovi di fronte a un capolavoro che manco Umberto Eco! Lo amo per il mood irripetibile del tutto!
    Quindi, non di giudizi si tratta ma semplicemente di altro:certe cose, o piacciono o non piacciono, ok? Accettalo, ricchiù. Pensa che io ho appena buttato Firmino dalla finestra (metaforicamente

  32. cordapazza

    n.b. Umberto Eco nel senso di costruzione ingegneristica dell’intreccio, ovvio!

  33. ricchiuti

    Senza scomodare Pennac, vorrei farti semplicemente notare allora che sei andata talmente a balzi da aver saltato con un balzo il tuo sette più.
    Della serie, il giudizio estetico dato e poi dimenticato.

  34. cordapazza

    come si dice dalle mie parti, ti stai attaccando alla carte del pepe!

  35. ricchiuti

    Si, ma in questo caso carta (del pepe) canta.
    Sei stata imprudente, capita.

  36. cordapazza

    Il voto è una valutazione , tiene conto di tante cose(sintassi, coerenza, coesione e bla bla bla): non è un GIUDIZIO ESTETICO, sennò dovrei bocciare praticamente tutti i miei allievi che hanno uno stile che non apprezzo ma che comunque usano correttamente la lingua italiana, ti pare?non è che stiamo nella scuola gentiliana, eh! cosa dici, ricchiù? Quindi, ti tieni il sette più…mi sembra tutto sommato adeguato!

  37. cordapazza

    ricchiù, STACCI!

  38. ricchiuti

    Non capisco perché la valutazione sia relativa alla grammatica e il giudizio estetico sia relativo al tema di un altro pezzo.
    Non capisco perché se il giudizio estetico sia, come da te affermato, formulato sulla rubrica in generale, non sia stato dato anche conseguentemente su questo pezzo.
    E perché si debba procedere solo per sommario epidermismo, salvo non essere Dante. Col rischio di dare stura a valutazioni tanto rigide quanto epidermiche quanto distanti dal climax dei pezzi.
    Qualcuno mi spiegherà come si fa tra tanto pop a parlare di decadenza.
    Hai fatto, alla fine, l’elogio della superficialità, un elogio conformista e gratuito, solo per rimanere impiccata ad un antielitarismo per la vicenda dei commenti, antielitarismo di maniera evidentemente visto che ritieni meritevoli di rispetto e comprensione o i sommi oppure quelli che se lo meritano il rispetto con l’ipocrisia del piacionismo nei confronti del popolo bue.
    Il rispetto per il rispetto non va bene, ci deve essere una cosa in cambio.
    Ok.
    Siete un pubblico meraviglioso, i vostri dubbi sono i miei, toccatemi, ho le vostre stesse miserie.
    Merito adesso qualcosa di meglio della tua prima impressione o manca ancra qualcosa ?

  39. paolo

    K.Schubert rappresenta nell’immaginario collettivo la Bella Nordica. Dietro il porno ci sono squallore e tragedia. Io ho scritto già “Morte di una pornostar” (Racconti d’Italia, Gabrieli).
    Il moralismo di Costanzo è assai più squallido.

  40. bob

    quante pippe per karin e marina….

  41. paolo

    Si, Karin era bellissima. Ma datte ‘na calmata, bob! Si matura…

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