Dopo l’abbassamento del rating greco da parte di Moody’s e la valutazione negativa del deficit di Eurostat, l’Unione Europea approva in grande fretta i prestiti al paese ellenico, che risultano però solo un palliativo.
“Il paese è nel bel mezzo di una nuova Odissea”. Non poteva scegliere una metafora migliore il premier greco George Papandreu nel discorso televisivo in cui
ha deciso di annunciare che chiederà ad Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale di far scattare il meccanismo di prestiti approntato dalle due istituzioni per un totale di 45 miliardi di euro. All’Italia il computo totale degli aiuti costerà 3,7 miliardi.
TANTI, MALEDETTI E SUBITO – Probabilmente il piano sarà anticipato da un prestito ponte, una treasury facility, una anticipazione di cassa della Bce o dell’Fmi che avranno come garanzia i prestiti bilaterali dei 15 paesi dell’eurozona che ora devono essere approvati dai rispettivi parlamenti. La somma serve a fronteggiare la scadenza immediata del 19 maggio e dovrebbe ammontare a 11,3 miliardi di euro come anticipazione d’emergenza. Successivamente non è comunque ancora esclusa una ristrutturazione del debito ordinata e volontaria e gestita dalle banche. Secondo il ministro delle finanze, lo sblocco dei fondi per gli aiuti alla Grecia si avrà nel giro di qualche giorno. Papaconstantinou ha escluso, inoltre, che in attesa dei fondi la Grecia possa avere problemi di finanziamento: «La Grecia troverà i fondi senza dubbio attraverso il meccanismo di aiuti Ue-Fmi e forse anche sul mercato». Il ministro greco dovrebbe incontrare domani a Washington il direttore generale del Fmi, Dominique Strass-Kahn ed anche il commissario europeo agli affari economici, Olli Rehn.
SOLO BRUTTE NOTIZIE - La mossa era obbligata. Ieri sulla Grecia si erano nuovamente esacerbate le tensioni di mercato, dopo che Eurostat ha rivisto in peggio i dati sul deficit di bilancio del 2009 mentre l’agenzia Moody’s ha abbassato di un gradino il rating che assegna ai suoi titoli di Stato. E soprattutto, l’istituto di statistiche europeo aveva scritto nel suo bollettino che continuava ad esprimere riserve “sulla qualità dei dati riportati dalla Grecia, a causa di incertezze sul surplus della Sicurezza sociale, alla classificazione di alcune entità pubbliche ed alla registrazione contabile degli swap fuori mercato. A seguito del completamento dell’investigazione che Eurostat sta conducendo su questi aspetti, in collaborazione con le autorità statistiche greche, ciò potrebbe condurre ad una revisione per l’anno 2009 dell’ordine di 0,3-0,5 punti percentuali di Pil per il deficit e di 5-7 punti percentuali di Pil per il debito”. Insomma, traducendo brutalmente: se ci saranno sorprese dai conti del paese ellenico, saranno soltanto negative.



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