Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Economiadi Pietro Di Giorgio (Libertyfirst)
pubblicato il 30 settembre 2008 alle 10:33 dallo stesso autore - torna alla home

L’attuale Ministro dell’Economia si è accorto da tempo che dare la colpa di tutto al mercato è un’ottima strategia: sono gli speculatori ad alzare i prezzi, è la Cina a frenare la crescita dell’Occidente. E la soluzione, ovviamente, è lasciar fare a lui.

14tremontiv01yv3 Fame e sete di potereDa che mondo è mondo, i movimenti di massa si attivano quando si trovano di fronte ad un nemico, vero e presunto. Far parte di un movimento di massa significa perdere, in parte o del tutto, la propria individualità e le proprie capacità critiche, per adottare un insieme e di valori condiviso con gli altri appartenenti. I movimenti di massa possono essere facilmente sfruttati da capipopolo ambiziosi che, approfittando della tendenza a credere del “true believer”, impiegano quest’ultimo come strumento per acquisire potere. Fortunatamente, la Storia non si ripete mai allo stesso modo, e ciò che è comparso in passato sotto forma di tragedia – (comunismo e nazismo, ad esempio) a volte riappare in forme meno tragiche e più divertenti.

LE REGOLE DI TREMONTI - E qui arriviamo al nostro attuale Ministro dell’Economia. Da quanto Tremonti ha scoperto che il mercato è un ottimo capro espiatorio – visto che, di economia, nessuno capisce nulla, e visto che il secolo del totalitarismo ha lasciato dietro di sé un’ampia e diffusa diffidenza verso la libertà economica – ha pubblicato due libri e iniziato diverse polemiche. Il Tremonti-style è noto. Regola #1: Elencare una serie di problemi effettivamente esistenti: sintomatologia. Regola #2: Sfruttare luoghi comuni, sarcasmo e associazioni di idee – ma mai (i libri e le interviste lo confermano) argomentazioni razionali – per mostrare al lettore un filo conduttore dietro i sintomi precedenti. Si noti che, mentre i sintomi sono spesso correttamente elencati, la regola #2 i2003927chinamoney1if2 Fame e sete di poterempone che la diagnosi, cioè la spiegazione dei problemi, sia mancante o comunque deficitaria. Regola #3: Proporre, a mo’ di terapia, una serie di misure caratterizzate da un aspetto comune: più potere per Tremonti. Più protezionismo, più regolamentazioni, più inflazione monetaria. È stupefacente che tutti i problemi si risolvano aumentando il potere del nuovo Divo Giulio. Sarà una coincidenza.

I CAPRI ESPIATORI – Tremonti ha in precedenza affermato che gli speculatori erano dietro i picchi del petrolio. Poi la diminuzione della crescita in tutto il mondo ha fatto diminuire il prezzo di questo, e quindi l’emergenza è rientrata… ma il cavallo di Troia della diffidenza verso la speculazione non poteva essere abbandonato. Ora se la prende con la speculazione sull’acqua e il cibo. L’incipit dell’articolo parrebbe degno di Naomi Klein (e in genere le differenze tra i due sono minime: solo che la seconda non ha interesse politico nelle idee che propugna, vende solo tanti libri). Stavolta l’apparenza però inganna: Tremonti si lamenta che ora c’è più egalitarismo. Si lamenta che il mercato ha risollevato le sorti di centinaia di milioni di persone, soprattutto nell’Estremo Oriente. Rimane sempre la solita faccenda: cosa impedisce all’Occidente di crescere? Non certo la Cina. Più probabile che siano i nostri politici, e il protezionismo e l’inflazionismo avocati da Tremonti peggiorerebbero ulteriormente la nostra situazione.

63514e12dacaf6c98b31e93yd5 Fame e sete di potereC’È DA FIDARSI? - È vero: l’Europa e gli Stati Uniti se la passano male, e continueranno a passarsela peggio in futuro. Ma mi chiedo: abbiamo bisogno di cattive diagnosi e di cattive terapie, o dobbiamo cambiare qualcosa, per impedire che gli errori degli ultimi decenni continuino ad ipotecare il nostro futuro? È proprio nei momenti di crisi che chi ha sete di potere ne approfitta. Si noti: l’unico argomento a favore della rilevanza della “peste del XXI secolo”, la speculazione, è che Tremonti crede in quello che dice: “Per me (non solo per me) c’è anche e forte la speculazione”. Ipse dixit. Basta la parola (come il confetto Falqui?). Un medico che non si interessa della diagnosi, e che propone una terapia – tra l’altro per lui vantaggiosissima – senza questa, non è un buon medico. La condizione minima per convincere qualcuno che non sia un true believer – strutturalmente insensibile ai fatti e alla ragione – è argomentare le proprie tesi. Tremonti non lo fa mai. Mi sembra una buona ragione per essere diffidenti.

12 commentistampa - fallo leggere