IGNORANZA SENZA FINE - Eppure, non solo la leggenda trova migliaia di fedeli sostenitori, ma addirittura rimbalza di frequente persino negli ambienti istituzionali. Alcuni parlamentari ed europarlamentari, in passato, hanno presentato interrogazioni sul “fenomeno” e in tempi recentissimi il Comune di Savignano sul Rubicone ha presentato una mozione ufficiale.
Com’è possibile che tanta gente si lasci condizionare da teorie così assurde? La risposta sta nella profonda ignoranza della persona media nei confronti dei fenomeni atmosferici e del mondo dell’aeronautica civile e militare in generale. Le condizioni stabilite come parametri per la formazione delle scie di condensa, infatti, si riferiscono all’atmosfera standard, ossia un modello ideale di atmosfera, con valori standard di pressione, temperatura ed umidità, utilizzato come parametro internazionale a vari scopi scientifici e operativi, tra i quali quello di assicurare la medesima taratura di tutti i sensori a bordo di tutti gli aerei nel mondo, presupposto indispensabile per garantire le corrette separazioni verticali e orizzontali nel volo e scongiurare collisioni ed errori di interpretazione.
SPIEGAZIONI RAZIONALI - L’atmosfera reale, però, è quasi sempre diversa da quella ideale (altrimenti non avremmo nuvole, venti, pioggia, neve, freddo, caldo, ecc.) ed è tutt’altro che uniforme. Questa è la ragione per cui le scie spesso si formano a quote che possono risultare molto differenti rispetto a quelle ideali.
La variabilità dei venti in quota spiega le ragioni per cui le scie possono variare in lunghezza e persistenza. Gli incroci di scie sono conseguenza naturale delle separazioni verticali e orizzontali a cui volano gli aerei, che in genere seguono veri e propri corridoi virtuali. Se provassimo a fare qualche calcolo di diluizione, ci renderemmo subito conto che per diffondere nell’aria qualsiasi sostanza chimica in concentrazioni significative e su vaste aree, non basterebbero tutti gli aerei del mondo.
CHE COSA C’È DI VERO? - Non è un mistero che in talune circostanze si provveda a irrorare nei cieli un qualche tipo di sostanza: i defoglianti sono stati realmente utilizzati durante la guerra del Vietnam (ma non era un segreto
e venivano adoperati aerei militari attrezzati per questo scopo) né più né meno di come oggi si utilizzano i diserbanti e gli insetticidi in agricoltura, o i liquidi ritardanti contro gli incendi. Parimenti, è noto e documentato che attraverso la diffusione a mezzo aerosol di determinate sostanze si possa provocare la pioggia o contrastarne la formazione, su aree molto delimitate e per brevissimi periodi. Queste tecniche sono utilizzate in agricoltura e persino per scongiurare la pioggia su manifestazioni e celebrazioni. In alcuni casi, poi, gli aerei si liberano del carburante in eccesso spruzzandolo nell’aria attraverso appositi sistemi di espulsione: è una procedura chiamata “fuel dumping”, utilizzata in situazioni di emergenza e in tutti quei casi in cui sia necessario alleggerire l’aereo per l’atterraggio. Tutto ciò è ben diverso – sia per tipologia che per ordini di grandezza – da quanto ipotizzato dagli sciachimisti.


























PADRE PIO HA INVENTATO LE SCIE CHIMICHE
Per dominare gli sciocchi non servono scie chimiche, bastano un po’ di chiacchiere!
A quando un bel debunker sull’omicidio Kennedy?
Chapeau!
… va letta -rivista e corretta- ma quando nei commenti vedo: “chapeau”, e: ” a quando su Kennedy?”; francamente, comincerei a preoccuparmi!:-)
pocché?
..pocché?.. Se riferito a me, dimenticavo “assolutamente si!” così in voga qui in Italia
….
Non vedo la prevedibile invasione di cretini, come mai?
Che scienziato!!!
http://www.tankerenemy.com
voglio crederci
http://altagradazione.blogspot.....derci.html
voglio crederci
clikka sul mio nick