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Quali sono gli oggetti più sporchi negli alberghi

Una recentissima inchiesta della CBC Television Canada ha rilevato dati sbalorditivi circa l’igiene delle camere d’albergo, stabilendo che non sempre un prezzo pagato più elevato, o le stelle attribuite, sono sinonimo di pulizia assoluta. E a giudicare dai risultati dell’indagine di marketing alcuni oggetti sono ancora più sporchi di altri.

IL TEST – Un vero e proprio team ha così misurato i livelli di pulizia in 18 grandi alberghi tra Montreal, Toronto e Vancouver. È stato anche rilevato che coliformi e batteri antibiotico-resistenti sono stati rinvenuti in oggetti con cui vengono a contatto i clienti. Al primo posto degli oggetti più contaminati da microrganismi è il copriletto il cui il livello di batteri rilevato è stato in media più volte descritto come inaccettabile dalla microbiologa Keith Warriner dell’University of Guelph che ha condotto lo studio. Nella speciale lista degli oggetti più esposti vi sono il telecomando, il telefono e le abat jour.

GLI OGGETTI – L’equipe che ha svolto lo studio ha confrontato i risultati di cinque oggetti in ogni stanza (le coperte, il telecomando della TV, il coperchio del water, l’interruttore della luce del bagno, il rubinetto del lavandino). Ha anche utilizzato il test della luce ultravioletta sulle lenzuola ed esaminato le macchine per il ghiaccio automatiche. Come dicevamo un prezzo elevato per una camera d’albergo non è una garanzia di maggiore pulizia. È vero che tra gli hotel visitati due di fascia bassa alberghi sono risultati in testa alla classifica, ma è un hotel di lusso che occupa il terzo posto della speciale graduatoria della sporcizia. Non sorprende, quindi, che l’hotel trovato più pulito sia stato uno di fascia media.

I CAMPIONI – La stessa microbiologa Keith Warriner all’inizio della ricerca ha sottolineato che si aspettava un notevole divario tra alberghi eleganti e alberghi economici. Con l’aiuto della professoressa Warriner, il team del programma televisivo Italian Market della CBC ha condotto, come detto test in 18 hotel di Montreal, Toronto e Vancouver. Gli alberghi appartengono a diverse categorie che sono diverse dalle nostre “stelle”: sei di fascia bassa (Super 8 e Econo Lodge), midrange (Holiday Inn e Best Western) e raffinato (Fairmont e Sheraton). In tutto i 810 campioni prelevati sono stati in 54 camere. Sono state utilizzate le seguenti procedure:

1. Esposizione a luce ultravioletta delle lenzuola per vedere i segni lasciati dalle secrezioni umane o microrganismi, ecc.

2. L’utilizzo di un misuratore di ATP (adenosina trifosfato o ATP). Questo dispositivo misura una questa sostanza prodotta dai batteri. È una sorta di tampone usato per prelevare campioni su alcune superfici. Una forte presenza di ATP indica un elevato livello di pulizia. Il livello di sicurezza è stato descritto come buono, moderato, scarso o inaccettabile a seconda del risultato del contatore ATP. Non essendoci standard d’igiene per gli hotel, il microbiologo ha utilizzato quelli del settore alimentare e delle istituzioni sanitarie.

3. Misurazione delle colonie aerobiche. Questo metodo viene utilizzato per verificare il numero di microrganismi su una superficie. Secondo il risultato, il livello di contaminazione è stato descritto come eccellente, buono, moderato, scarso o inaccettabile.

4. Misurata la presenza di coliformi, per individuare la contaminazione fecale ed il rilevamento di batteri resistenti agli antibiotici (penicillina). Se questi batteri sono risultati presenti, sono stati fatti ulteriori test per vedere se lo Staphylococcus aureus è in grado di resistere alla meticillina (MRSA).

COSA FARE – A dir la verità, l’inchiesta ha avuto effetti immediatamente positivi giacché, per esempio, dopo la “rivelazione”, lo Sheraton Vancouver Wall Centre ha comunicato immediatamente di aver avviato una pulizia straordinaria coinvolgendo tutti i suoi dipendenti. Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, se è impossibile per i viaggiatori verificare volta per volta la corretta pulizia della camera assegnata, e non essendo possibile avere una certezza assoluta che anche il migliore hotel di lusso sia a prova di test microbiologico, spetta a noi utenti utilizzare piccole accortezze che ci consentano di evitare fastidiosi inconvenienti o finanche pericolosi contagi. Per tali ragioni elenchiamo di seguito alcuni semplici e pratici consigli per evitare l’esposizione a sporco e germi quando si deve soggiornare in un albergo:

• chiedere di vedere la camera prima di pagare;

• non camminare a piedi nudi sulla moquette, tappeti e pavimenti;

• indossare sandali di plastica per la doccia;

• mettere da parte cuscini e copriletto decorativi;

• pulire la maniglia igienica, la maniglia della porta del bagno e il telefono;

• non mettere la valigia sul pavimento, e lasciarla chiusa su un tavolo o una sedia;

• Lavarsi spesso le mani.