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Come imparare una lingua in 22 ore

Si può apprendere una lingua in appena 22 ore? Sembra di si, o almeno lo crede Joshua Foer. Il giovane giornalista scientifico americano ne è convinto e lo spiega in un articolo pubblicato dal  Guardian: basta utilizzare le tecniche di memoria, combinandole con le opportunità offerte dal web e dalla tecnologia.

SFRUTTARE IL WEB – Non è mai stato un genio a scuola, ma le idee non gli mancano certo. Quella che molti pensano come un’impresa titanica, per il free lance è invece un’operazione relativamente semplice. Si chiede: “Cosa succederebbe se invece di navigare sul web, in cerca di pettegolezzi o notizie, lo si utilizzasse per impegnarsi in attività complesse, come l’apprendimento stesso di una nuova lingua?”.

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I VIAGGI IN AFRICA – Foer ha pubblicato da poco tempo il suo primo lavoro, “L’arte e la scienza di ricordare tutto”, che racconta i metodi per potenziare il livello di apprendimento e le capacità mnemoniche. Un interesse che hai poi rivolto verso la conoscenza delle lingue stesse: “Come parte della mia ricerca, ho iniziato a pianificare una serie di viaggi logisticamente complessi che mi portavano in alcune regioni remote del globo. Come quelle dove avevo conosciuto il mio amico Mongousso”. Ovvvero, un pigmeo Mbendjele, che vive nella Ndoki, la foresta scarsamente popolata che si trova sull’estrema punta nord della Repubblica del Congo. Nei suoi precedenti viaggi si era intrattenuto con lui per sapere cosa conoscesse degli Stati Uniti. In pratica, poco o nulla. Le difficoltà d’interazione e la necessaria presenza di interpreti lo hanno così spinto a trovare nuove soluzioni.

IL LINGALA – Non si è certo arreso alle difficoltà: “Trovare pigmei nel nord del Congo che parlano francese è quasi impossibile. Molto meno sono quelli che comprendono l’inglese”. L’unica soluzione era  imparare il lingala. O mangala, che dir si voglia: una lingua bantu parlata dai bamangala, una popolazione quasi completamente scomparsa. Il lingala si è diffuso nel 19° secolo come lingua franca del bacino del Congo. Anche se non è la prima lingua dei pigmei, è universalmente parlato nel nord del Congo. Conta circa due milioni di parlanti nativi. Tra questi alcune popolazioni dell’Angola. Altri la usano come seconda lingua, compresi i pigmei Mbendjele.

UN’IMPRESA? – “Si potrebbe pensare che l’apprendimento di una lingua con tanti oratori sia un compito facile al giorno d’oggi, in un mondo interconnesso”, ha dichiarato Foer. Ma non è così: “Quando sono andato online in cerca del Lingala, il libro di testo che ho trovato è stato un manuale stampato nel 1963 – quando l’Africa centrale era ancora un fronte della guerra fredda – e una copia scannerizzata di un 1109 parole Lingala-Inglese”. Serviva un’alternativa, oltre a sfruttare la memoria: “Il britannico Ed Cooke,  mi ha preso sotto la sua ala e mi ha insegnato un insieme di tecniche mnemoniche antiche, sviluppate in Grecia intorno al V secolo a.C”. Un repertorio che può essere usato per apprendere un sacco di informazioni casuali  in un lasso di tempo relativamente breve. Trucchi adatti per compiere imprese apparentemente impossibili, come ad esempio imparare a memoria poesie intere, stringhe di centinaia di numeri casuali. O anche l’ordine di un mazzo di carte da gioco mescolate in meno di due minuti.

LA SOLUZIONE? MEMRISE– Fu Cook a presentare il suo libro, dopo la pubblicazione, al co-fondatore di una società di apprendimento on-line, chiamata Memrise Il loro obiettivo era quello di raccogliere tutto il know-how su ciò che rende le informazioni “memorabili”. E combinarlo con tutte le conoscenze sul social gaming, per poi sviluppare una web app necessaria per l’aiuto nella memorizzazione dei dati. Nessuno escluso: dai nomi di formaggi sconosciuti, ai membri del governo britannico, al vocabolario di una lingua africana, nel modo più efficiente ed efficace possibile. Fin dal lancio, il sito ha ottenuto un grande seguito tra gli appassionati di lingua e ha raccolto più di un quarto di milione di utenti.

I MEMI – Memrise ti incoraggia a creare un “meme” per ogni parola che si desidera imparare. Un meme potrebbe essere una rima, un’immagine, un video o semplicemente una nota sull’etimologia della parola.  Nel caso di lingue come il francese e cinese, studiate da migliaia di persone in qualsiasi momento, è possibile sfogliare un catalogo di memi creato da altri membri della comunità Memrise. Ciò è particolarmente divertente per il cinese: gli utenti hanno caricato i video di vari personaggi in cartoni animati e delle parole che rappresentano.

QUASI UN GIOCO – “L’idea di Memrise è quella di rendere l’apprendimento una pratica divertente, ma allo stesso tempo corretta,” ha spiegato. Il segreto è quindi trasformare lo studio in una sorta di gioco. “Altro che guardare la TV “, continua.

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TUTTO SEMPLICE – Conferma che le difficoltà non esistono quasi: “Non sono mai stato particolarmente bravo con le lingue. Nonostante una dozzina di anni di scuola ebraica e una vita di preghiera in lingua, mi vergogno ad ammettere che non riesco ancora a leggere un giornale israeliano”. Come l’inglese, l’unica lingua che parla con una certa scioltezza è lo spagnolo, grazie a una mezza dozzina di viaggi verso l’America Latina: “Eppure, ero determinato a dominare il Lingala prima di partire per il Congo. E ho avuto poco meno di due mesi e mezzo per farlo. Quando ho chiesto ad Ed se pensava possibile imparare un intero linguaggio in una minuscola quantità di tempo utilizzando Memrise, la sua risposta è stata più che rassicurante: “Sarà un gioco da ragazzi.”

REGOLE BASE – Va da sé che memorizzare le 1000 parole più comuni in lingala, francese o cinese non basta per rendere chiunque un oratore fluente. Sarebbe stato un obiettivo non realistico. Ma il vocabolario è sufficiente per consentire le prime interazioni. E, cosa più importante, ti offre legami per collegare altre parole, in futuro. Per chi considera il tutto ancora un’impresa, non resta quindi che seguire l’esempio di Foer. Provare per credere.

 (Photocredit donaldclarkplanb.blogspot.com, passionelettura.it, The Guardian)

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