Come e perché la banca americana è finita sotto indagine in America. E in che modo rischia di andare a finire.
Era una tranquilla giornata di contrattazione sulla Borsa di New York, venerdi’ 16 aprile 2010, quando si diffuse la notizia che Goldman Sachs era accusata di frode per la vendita di
obbligazioni strutturate risalenti al 2007 (link G). Pochi secondi e il panico si era già diffuso. Chi? Goldman! Cosa? Frode! E perché? Un CDO! Quando? Nel 2007! Nel 2007 si vendevano ancora i CDO? Non ci credo!
Sembra una vita fa, ma nel 2007 l’economia mondiale andava ancora a gonfie vele e i segnali di cedimento sembravano niente più che il preludio ad una “correzione tecnica”, un giro defatigante prima del prossimo scatto. Sembra una vita fa, ma nel 2007 le banche d’investimento valevano miliardi di dollari, Lehman Brothers non era ancora fallita e la più bella del reame, Goldman Sachs, poteva persino fregiarsi di avere il suo ex-CEO al Ministero del Tesoro. Sembra una vita fa, ma nel 2007 era ancora possibile pronunciare parole come synthetic dynamic collateralized debt obligation senza seminare il panico in una platea di investitori. Anzi, pronunciandole si dimostrava di essere particolarmente à la page.
In questo passato ormai mistico, succedevano spesso cose come questa:


