Interni

“Mafia italiana povera, ma famosa grazie ai media”, anche stavolta Berlusconi sbaglia

16 aprile 2010

Anche oggi era evidentemente necessario dire una stupidaggine. “Il governo ha fatto tantissimo contro la criminalità organizzata, abbiamo superato le 500 operazioni di polizia giudiziaria, che hanno portato a quasi 5000 arresti di presunti appartenenti a organizzazioni criminali“. Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa con il titolare del Viminale, Roberto Maroni, a Palazzo Chigi, rivendica, nel giorno della richiesta per il senatore PdL Marcello Dell’Utri di undici anni di carcere, i risultati dell’esecutivo, sferrando un affondo contro chi, in tv e in libreria, affronta il tema della criminalità. Berlusconi sottolinea che “la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta” anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come “le serie della Piovra” e in generale “la letteratura, Gomorra e tutto il resto“.

Ora, a parte che già Michele Placido ha ricordato al premier che, dopo le produzioni Rai, tutte le fiction che hanno parlato di Cosa Nostra nell’ultimo decennio sono state prodotte da Mediaset, le mafie italiane prese nel loro complesso operativo sono invece al primo posto nel mondo. E a certificarlo è una analisi indipendente realizzata dal Global Agenda Council on Illicit Trade promosso dal World Economic Forum. Seguono la mafia cinese, la Yakuza giapponese, la mafia russa e le mafie sudamericane. Insieme, dice il rapporto, questi cinque sistemi criminali, ciascuno formato da diverse organizzazioni, si spartiscono cifre che sono nell’ordine delle migliaia di miliardi di dollari realizzati su vari mercati. Quello degli Stati Uniti da solo viene valutato 310 miliardi di dollari, quello italiano 112, quello giapponese e cinese rispettivamente 84 e 83.

Il Council è composto da 18 studiosi ed esperti di vari paesi che partecipano al progetto non in rappresentanza delle loro organizzazioni ma a titolo personale. Il presidente è Sandro Calvani, italiano, direttore del Centro di Ricerca delle Nazioni Unite sulla Criminalità Internazionale e la Giustizia, a Davos nella sua qualità di presidente del Coucil on Illicit Trade.

4 commenti a “Mafia italiana povera, ma famosa grazie ai media”, anche stavolta Berlusconi sbaglia

  1. Mica colpa di Hitler se c’erano gli ebrei! O del Ku Klux Klan se c’erano i negri! La mafia è un’invenzione di Saviano per farsi pubblicità! L’Italia è la maschia, florida, spensierata patria delle belle donne, della buona cucina e della musica napoletana. Che c’entra la mafia?

    Silvio dixit…

  2. Andrea

    Berlusconi OSCENO! PAZZO! NON CE LA FACCIO PIU’ A VIVERE IN QUESTO PAESE DI M…DA!!!

  3. Luigino

    “Lui” è chiaro che non vorrebbe sentire parlare di mafia: l’ha avuta in casa, ed ancora adesso ne ha in Parlamento.
    Quanto poi all’auto celebrazione degli arresti, autoincensarsi è il lavoro normale di certa gente. Io non dò a Maroni il merito di tutti quegli arresti. In primo luogo perchè, dopo i precedenti 5 anni dove gli arresti avvenivano a mesi di distanza, con il governo Prodi si comincio una costante lotta contro mafia ed affini. Lotta che è continuata anche con il ritorno del governo destrorso, ma con un particolare: un costante, quanto incredibile, taglio dei fondi alle forze dell’ordine. A questo punto il merito è solo delle citate forze dell’ordine, non certamente del padano Maroni. Tra l’altro ci sarebbe da ricordare che per diversi mesi la notevole attività contro la criminalità con risultati annessi è passata sotto il silenzio proprio del padano Maroni, così come del governo intero. Come mai?

  4. PATROCLO PERCOLO DI LAMBRATE SUL NAVIGLIO

    IN VERITà, IN VERITà VI DICO …..

    che la Mafia è preoccupata dal fatto di operare in realtà economiche in crisi

    al contrario della delinquenza russo-cinese

    per cui si prevede un espandersi esponenziale della potenza russo-cinese che prima o poi tenterà di scalzare la Mafia dai traffici tradizionali nei paesi occidentali

    è questione di tempo

    urgerebbero immediati interventi goernativi occidentali in danno di una espansione delle delinquenze non mafiose a tutela della mafia locale

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