Bankitalia: consumi giù, redditi giù, ma tasse su

16 aprile 2010

Nei quotidiani di oggi ci sono Fini e Berlusconi, certo. Ma c’è anche altro. Il Sole 24 Ore sceglie per la prima pagina quei disfattisti di Banca d’Italia, che hanno pubblicato il loro consueto  Bollettino Economico. Forse istigati dal governatore Mario Draghi, arrabbiato perché il governo italiano non lo aiuta nella scalata alla presidenza della BCE,  snocciolano una serie impressionante di analisi e di dati, tanto negativi che la nuvola di cenere sparsa dall’eruzione del vulcano Fimmvorduhals in Islanda, che ha mandato in tilt il traffico aereo del nord Europa, è sembrata un regalo del cielo. Tenetevi forte e andiamo a leggere: In Italia la ripresa economica è ancora debole“, scrive via Nazionale. Ma come, non era tutto un problema psicologico? Aggiunge: “sulle prospettive di crescita pesano la debolezza della domanda interna e la lenta ripresa dell’export”. Cioè, tutto. E sull’intensità e i tempi della ripresa “pesano la perdurante debolezza dei consumi delle famiglie e l’incertezza sulla capacità dell’economia italiana di agganciarsi al recupero degli scambi internazionali“. Accidenti. Quelli di Bankitalia dicono che dopo la contrazione dell’1,8% del 2009, i segnali per i primi mesi del 2010 “non delineano una inversione di tendenza”. Anzi: il clima di fiducia dei consumatori, in progressivo miglioramento nella seconda metà del 2009, “è tornato a peggiorare quest’anno, riportandosi, in marzo, sui livelli dello scorso giugno“. Perché il reddito disponibile, “calato di oltre due punti percentuali in termini reali nella media dello scorso anno“. Bambole, non c’è una lira. Ops, un euro. Non c’è altro? Certo che c’è: esauriti gli effetti temporanei degli incentivi fiscali per la rottamazione degli autoveicoli, la spesa per consumi sarà frenata. Da cosa? Dalla fiducia in calo delle famiglie, su cui “pesa il maggiore pessimismo circa la situazione economica generale del Paese e l’accresciuta preoccupazione sulle condizioni del mercato del lavoro“.La paura di perdere il lavoro è sempre più forte.

I disfattisti di Bamkitalia ci vanno giù, senza pietà. “Rispetto al picco raggiunto nell’aprile del 2008, il numero delle persone occupate è diminuito di oltre 700 mila unità (-3,1%)“, precisa il Bollettino della Banca d’Italia. Il calo dell’occupazione prosegue dunque anche nei primi mesi del 2010: in gennaio e febbraio “la flessione è stata pari in media allo 0,4% sull’ultimo trimestre 2009“, afferma via Nazionale. A febbraio il tasso di disoccupazione “ha raggiunto l’8,5%, 1,2 punti percentuali in più” rispetto allo stesso mese del 2009. Ed è tra i giovani, nella fascia compresa tra i 15 e i 24 anni, che si registra l’aumento più pesante: il tasso di disoccupazione infatti “è cresciuto di quattro punti, raggiungendo il 28,2%“. Senza contare che ci sono, ricorda nuovamente Bankitalia, i cassaintegrati a zero ore, gli scoraggiati del sud che hanno proprio smesso di cercare un lavoro. Eccetera eccetera.

Basterebbe, ma invece non basta: peggiorano anche i conti pubblici. Dicono gli economisti guidati da Mario Draghi: “la situazione delle finanze pubbliche è notevolmente peggiorata“: il debito pubblico galoppa, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è salito nel 2009 al 5,3% del Pil, dal 2,7% del 2008. Ma insomma, amici di Bankitalia, è mai possibile che, leggendo le vostre analisi, spulciando le tabelle contenute nell’appendice statistica non ci sia neppure una buona notizia, una variabile che cresce? Eccoci accontentati: leggendo bene, una cosa che cresce in Italia gli economisti di Bankitalia l’hanno trovata: il peso delle tasse sulle tasche degli italiani. Nel 2009 la pressione fiscale è cresciuta dal 42,9 al 43,2%. Non ha frenato purtroppo l’aumento del disavanzo perché esso “è riconducibile alla marcata crescita della spesa primaria e alla flessione delle entrate, anche se quest’ultima è stata meno pronunciata di quella del Pil nominale“.

Per fortuna, Berlusconi è troppo occupato a litigare con Fini e ad accontentare Bossi. E i giornali ne parlano tanto, relegando all’interno – Sole 24 ore escluso – questa notizia. Altrimenti siamo sicuri che  il premier si sarebbe arrabbiato molto. Invece dev’essere di buon umore, se l’unica dichiarazione resa dopo il tempestoso incontro con Fini è  quella di avere “mangiato benissimo”. Beato lei, presidente. A noi ci resta solo da masticare amaro.

3 commenti a Bankitalia: consumi giù, redditi giù, ma tasse su

  1. Eh vabeh… Bankitalia copia spudoratamente dal centro studi di Giornalettismo ;)

  2. Pingback: Lo scarabocchio di Comicomix

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