I due partiti vogliono poltrone e assessorati: “Sono stati eletti i pupi, adesso tocca ai pupari”
Dopo la tornata elettorale che ha visto Renata Polverini prevalere sulla candidata della coalizione di centro sinistra Emma Bonino, si apre una nuova stagione di governo per la regione che, pero’, appare sin da subito fallata da vizi antichi e consuetudini dure a morire.
PARTITI DI CAMPAGNA E DI CITTA’ - Della coalizione che ha portato alla vittoria la Polverini fanno parte sia l’Udc che La Destra di Storace ed entrambe le formazioni politiche sono state “indispensabili” alla vittoria finale. L’ Udc ha portato alla causa una dote di 150mila voti (raccolti piu’ nelle province che non a Roma) mentre La Destra di Storace ne ha raccolti 100mila sopravanzando l’Udc proprio a Roma città. L’ esito del voto ha visto tre consiglieri eletti nelle liste dell’ Udc e due in quelle de La Destra ma i conti (secondo il manuale Cencelli della politica nostrana ) non tornano. A fronte dei 150 mila voti l’ Udc ha ottenuto, oltre ai 3 consiglieri eletti nelle proprie liste ( ai quali si dovra’ aggiungere probabilmente anche un ulteriore quarto seggio a danno del PdL o della Lista Polverini, in quanto i Casini Boys hanno gia’ presentato un ricorso in tal senso) anche 3 posti nel listino protetto della Renata. Conti alla mano: 7 consiglieri regionali e 3 assessorati.
INGIUSTIZIE CENCELLIANE – Storace, pur evitando plateali recriminazioni dannose all’ immagine della costruenda coalizione regionale, ha fatto notare che il metro usato nei confronti del proprio partito e’ stato assai diverso e penalizzante rispetto all’UdC. A fronte di una differenza di 50mila voti la rappresentanza de La Destra conta solo 2 consiglieri regionali (Storace e Buonasorte) e un assessorrato (probabilmente assegnato al presidente del partito Teodoro Buontempo, gia’ consigliere provinciale a Roma). Si tratta quindi di una evidente disparita’ di trattamento che e’ ancora piu’ incomprensibile visto che l’UdC ha giocato la partita nei due forni, alleandosi alla bisogna per cercare di ottenere il massimo dell’ ottenibile, in perfetto stile democristiano. Non sono mancate , nel corso della campagna elettorale, quotidiane frecciate al veleno da parte di Casini nei confronti del premier Silvio Berlusconi ne’ del governo in carica, a testimoniare -ove ce ne fosse ancora bisogno- la schizofrenia della politica dei centristi.




Questa è la politica italiana: le poltrone. Si dovrebbero vergognare perchè in loro non vi è interesse verso il Paese, ma solo per la poltrona
La Polverini, accetterà TUTTO, possono stare tranquilli i sostenitori di “”FONDI”" e dintorni. ORA che ce l’ha fatta, gli darà anche la mancia. IO, torno a ripetere la proposta che ho fatto in altre occasioni. UN MURO lungo il confine che divida l’Italia al nord del Lazio dal SUD, questo per impedire che la malavita del NORD, dilaghi al SUD, vittima secolare dei cattivi NORDISTI. Solo così, il SUD potrà rifiorire.