7 aprile 2010
Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del Premier, si dichiara “sconcertato” per gli attacchi da parte dei giornali esteri. Proprio mentre scoppia il caso norvegese.
“Sono sconcertato da questi attacchi senza senso che vengono dai giornali esteri perchè è ovvio che non si può e non si deve attaccare chi ha colpito il male anzi, lo si dovrebbe lodare. Non capisco“. Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, lo dice a Uno Mattina a proposito degli “attacchi” al Papa Benedetto XVI.
IL GOVERNO FA QUADRATO – Le parole di Bonaiuti si accordano a quelle del sottosegretario alla Famiglia Giovanardi, che l’altroieri aveva difeso il Papa contro un complotto massonico, che a suo dire muoveva contro il Vaticano con l’arma delle vittime della pedofilia. Mentre c’è chi, dalla parte della maggioranza, parla di congiura anticlericale: «Benedetto XVI ha affrontato con grande determinazione lo scandalo ‘dei preti pedofilì, evitando di cadere in un’omertà di parte che sarebbe stata deleteria. Ha ammesso poi anche gli errori, le omissioni e le superficialità, sostenendo, giustamente, la necessità di un giudizio super partes, come quello dei tribunali dello Stato», ha detto Alessandro Pagano (Pdl), per il quale «Benedetto XVI ha evitato in ogni modo di proteggere coloro che hanno sbagliato, che hanno tradito la fiducia di milioni di persone e segnato la vita di molti bambini innocentì. Ma nonostante questo - rimarca Pagano - c’è ancora chi lo critica, chi gli attribuisce colpe non sue, chi afferma che la sua ammissione è dovuta al fatto che non si poteva più negare di fronte all’evidenza. Non è così. C’è stata una grande reazione non solo della Chiesa a livello sacerdotale ma anche dei fedeli, che hanno sostenuto il Papa senza farsi ipnotizzare dall’enfasi mediatica, mobilitandosi per lui, quindi per la libertà. È sempre più evidente -conclude Pagano- che è in atto una persecuzione anticlericale di cui Benedetto XVI è vittima oltre che martire“.




Mi sembra ovvio che il governo si sia schierato dalla parte del papa e delle gerarchie cattoliche. D’altra parte, si può notare un evidente parallelo laddove la “linea di difesa” scelta è il contrattacco feroce che grida al complotto, cercando di far passare per martire chi è colpevole (o presunto tale). Della linea privilegiata dal signor Ratzinger riguardo il come gestire i casi di pedofilia all’interno della Chiesa, si sapeva ben prima che scoppiassero questi ultimi casi ed erano già allora state mosse aspre critiche. Le Iene avevano realizzato sull’argomento un significativo servizio l’anno scorso (o due anni fa?), con tanto di dichiarazioni rilasciate dalle alte sfere della Penitenzieria Apostolica, che esplicitavano la direttiva del “lavare i panni sporchi in casa”.