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Cecilia Beretta: la studentessa trovata morta nel Po

Era scomparsa misteriosamente il 17ottobre scorso dalla sua casa di Pavia, dove studiava Farmacia. L’ultima a vederla era stata la sua compagna di stanza che le aveva aperto la porta di casa. Poi di Cecilia Beretta, la 25enne di Abbiategrasso si era persa ogni traccia. Fino a sabato mattina quando il Po non ha fatto riaffiorare il suo cadavere. E aperto tanti dubbi sulla sua morte. Dubbi che potranno essere chiariti solo dall’autopsia che inizierà questa mattina, dopo il formale conferimento dell’incarico a Marco Ballardini, dell’istituto di Medicina legale di Pavia.

 

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Un giallo, quello di Cecilia, per il quale gli inquirenti stanno vagliando tutte le ipotesi possibili. La stessa identità del corpo ritrovato nel Po, vicino al ponte di Pieve Porto Morone, quasi al confine tra le province di Pavia e di Piacenza, dovrà essere confermato dalle analisi del Dna: al momento, resta solo il riconoscimento avvenuto da parte del padre, Ulisse Beretta, che subito nel pomeriggio di sabato, convocato a Medicina legale a Pavia, ha identificato la figlia in base a un neo tra il polso e l’avambraccio destro.

LA LESIONE – Uno dei misteri si trova proprio sul corpo della ragazza, trovato in avanzato stato di decomposizione. L’autopsia dovrà soprattutto stabilire la natura delle lesioni ritrovate. E dovra’ soprattutto spiegare Come la giovane si sia procurata oltre alle micro fratture ad ossa facciali, una serie di lesioni su varie parti del corpo. In particolare una ferita lacero-contusa sulla fronte. Ma se arriva già la smentita dagli investigatori dei carabinieri di Pavia, che si stanno occupando del caso, dell’ipotesi che possa trattarsi del foro provocato da un colpo d’arma da fuoco, la lesione, come altre presenti sul corpo, potrebbe pero’ essere stata provocata da un colpo subìto. E se potrebbe essere la conseguenza di un impatto provocato dal trascinamento nel fiume del corpo ormai privo di vita, non si può peró neppure escludere, al momento, che invece possa trattarsi di colpi inferti alla vittima. Per questo, gli investigatori non scartano nessuna ipotesi, neppure quella dell’omicidio. Non solo.

 

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SENZA VESTITI – Quando e’ stata ritrovata la giovane era nuda, senza vestiti. Un dettaglio importante, visto che le indagini oscillano tra l’ipotesi del suicidio e dell’omicidio. La giovane potrebbe essersi buttata nel fiume dopo esserseli tolti, o peggio qualcuno glieli avrebbe strappati di dosso. E’ questa la domanda a cui la procura dovrà cercare di rispondere. Un giallo tutto da chiarire quello di Cecilia iniziato il 17 ottobre scorso quando prima delle 2 di notte, la giovane viene fermata da una pattuglia della polizia in viale Libertà a Pavia. La ragazza sembra strana, cammina sul marciapiede, è agitata. Addosso non ha documenti. I poliziotti la accompagnano allora nella sua casa, in via Cairoli. Ad aprirle la porta la compagna di stanza. Poi di lei si perde ogni traccia.

I MESSAGGI, GLI AVVISTAMENTI  – La ragazza lascia alcuni biglietti in camera, prima di sparire. Messaggi che potrebbero contenere la chiave del mistero. E che ora sono al vaglio del magistrato Paolo Mazza, che sta coordinando le indagini e che potrebbe disporre una perizia calligrafica. Pochi giorni dopo la sparizione, alcuni testimoni segnalano la presenza della ragazza alla fermata Cadorna della metropolitana di Milano. Le voci parlano di una ragazza con una gonna nera a fiori, una tracolla rossa e il golfino nero smanicato. La giovane, che è in compagnia di un ragazzo e una ragazza, ha le ginocchia sbucciate: un dettaglio che la mamma ritiene possa essere attendibile. A distanza di poche ore dalla prima un’altra segnalazione arriva da Voghera. I testimoni, in questo caso, parlano di una giovane che corrisponde alla descrizione della ragazza impressa sulle fotografie diffuse a Pavia. Tranne che per un particolare: la giovane di Voghera ha i capelli cortissimi, quasi rasati. L’avvistamento non convince gli investigatori.

I CELLULARI- E poi c’e’ il mistero del cellulare. Cecilia, prima di sparire, lascia nell’appartamento di corso Cairoli il telefonino grigio, i soldi, i documenti e le lenti a contatto. Ma la ragazza avrebbe anche altro telefonino, bianco di cui solo le amiche sono a conoscenza. Numero che però nessuno, nemmeno i genitori hanno. Insomma, Un giallo tutto da chiarire quello di Cecilia, al quale solo l’autopsia potrà dare delle risposte per una morte che per tutti non ha ancora spiegazione.

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