Arsenico e vecchi merletti“: il titolo lo rubo perché mi sembra perfetto - così come la definizione di ‘attention whore’ - per descrivere il travaglio del Partito Democratico e la guerra “sotterranea” (tra poco verrà definita dagli interessati come “un’invenzione dei giornali“) tra Veltroni e D’Alema. Paolo Franchi, tornato all’ovile di via Solferino dopo la sbornia del Riformista, lo definisce un dejà-vu: “Ma colpisce anche il merito strategico, chiamiamolo così, della contesa: se cioè (tesi D’Alema) si debba ritornare al degasperiano «Mai soli», o alla togliattiana strategia delle alleanze, e quindi aprire tutti i canali possibili, con la sinistra radicale ma pure con l’Udc e anche con la Lega, di nuovo «costola della sinistra », nella speranza che prima o poi il centrodestra ricominci a litigare; o se piuttosto (tesi Veltroni), si debba restare fedeli all’ispirazione originaria del Pd, riassumibile nell’aureo motto «Meglio soli che male accompagnati»“. E stiamo anche a dibattere, scusate?

Il governo Berlusconi è impegnato nello sbrogliare la matassa dei viceministri: “Questa dei vice sta diventando la partita più difficile. Le richieste sono tantissime e i posti pochi. Se siamo tutti d’accordo eliminiamo quelle poltrone e facciamo solo sottosegretari”, dice Silvio. Intanto Adriana Poli Bortone, ex ministro delle politiche agricole di An, dice che il Berlusconi IV è il “governo dei partiti”. Se avessero dato una poltrona anche a lei, c’è da scommetterci, sarebbe stato invece indipendente e autorevole. Da registrare l’arrabbiatura di Alessandra Mussolini: “”Se nel governo è entrato Rotondi col suo 0,1 non vedo perché dobbiamo restare fuori noi”. Secondo me stiamo anche sottovalutando la competenza del commissario Basettoni, a volerla dire tutta. In ogni caso, “I posti in ballo sono 39: 10 i viceministeri e 29 i posti da sottosegretario. Anche in questo caso gli ex forzisti faranno man bassa, con 5 vice (Paolo Romani alla Comunicazione, Mario Valducci alle Attività produttive, Guido Crosetto alla Difesa, Mario Mantovani agli Esteri e la Brambilla, la cui delega alla Sanità annunciata da Berlusconi però vacilla per le perplessità dei suoi. E poi una quindicina di sottosegretari. An, come si sono detti il presidente della Camera Fini e il futuro reggente La Russa in un incontro in mattinata, punta invece a 3 vice: Mantovano all’Interno, Urso al Commercio estero e Landolfi) e almeno sette sottosegretari. Ma la seggiola di Landolfi in serata è scomparsa per un accorpamento di deleghe.Quindi, un viceministro (e 5 sottosegretari) alla Lega con Roberto Castelli e all’Mpa con Giovanni Pistorio, entrambi alle Infrastrutture, il siciliano con delega ad hoc al Ponte. Certi i sottosegretari alla presidenza del Consiglio: Letta e poi Paolo Bonaiuti con delega all’Editoria, Carlo Giovanardi alla Famiglia, Rocco Crimi, ex tesoriere forzista in corsa per lo Sport, Gianfranco Micciché al Cipe e Sud”. E’ un piacere trattare con voi. Però non dimenticatevi Capezzone, eh?
Intanto è finita ufficialmente l’emergenza sicurezza a Roma: “Nei primi quattro mesi del 2008, secondo i dati presentati dalle forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, si evidenzia un calo di circa il 20% dei reati più comuni . Questi dati, è stato sottolineato dai componenti del Comitato, fanno intuire il lavoro di prevenzione e controllo svolto in questi mesi nella Capitale“, si è detto durante la prima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza alla presenza del sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, e del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. Inutile ricordare che il nuovo sindaco, durante la campagna elettorale, aveva descritto Roma più o meno come un Bronx rumeno. Dice Zoro: Alemanno ha detto che sì “c’è stato un grande impegno”. Mi pare che gli estremi per invalidare il voto ci siano tutti“.

Sul caso Marcelletti i titoli dei giornali si sbizzarriscono: il Mattino scrive in prima pagina che il chirurgo accusato, tra le altre cose, di pedopornografia “confessa“, così come lo “strillo” on line di Leggo. Repubblica parla di “scambio di messaggi” (e sul cartaceo in prima pagina anche lei di “confessione“), e il Corriere di “intrattenere un rapporto“. Andando avanti nella lettura, però, su tutti i giornali si dice che la relazione sarebbe stata univoca (ovvero, era la 13enne a inviarli a lui). Ora, comunque la si veda (e sempre nel rispetto della magistratura), forse sarebbe il caso di dare il giusto peso alle parole, ed evitare di parlare di confessione. E magari, già che ci siamo, forse è anche un po’ infantile concentrare tutto sugli “sms hard” quando in ballo ci sono reati pesanti come concussione e truffa…

Attenzione che qui le cose si fanno buie per la cultura nostrana: “Vittorio Sgarbi non è più l’assessore alla Cultura del Comune di Milano. “La mancanza di rispetto per la Giunta” e “l’atteggiamento non consono ai doveri di pubblico amministratore assunto in varie occasioni, anche pubbliche” hanno convito il sindaco di Milano a ritirare all’estroso critico d’arte le deleghe. Dopo nemmeno due anni di coabitazione, giocata tra alti e bassi, amori e odi, si è rotto l’incanto tra Sgarbi e “suor Letizia”, come lui stesso ebbe a definirla dopo la prima grande crisi del luglio scorso, legata alla censura della mostra ‘Vade Retro Arte e Omosessualita’. A rompere definitivamente “il rapporto di fiducia” tra il primo cittadino e il suo vulcanico assessore hanno pesato, ultime gocce di un vaso già colmo, le recenti affermazioni del critico che, appena dieci giorni fa, si diede vanto di aver “ingannato” i propri “ignari” colleghi proponendo il patrocinio a una rassegna di teatro omosessuale mascherato dietro all’innocuo titolo “Liberi amori possibili“.

Per dire che la creatività informatica è una caratteristica tutta italiana: FISCO: TASSE CON LO “SCONTO” A PALERMO, 15 ARRESTI (AGI) - Palermo, 9 mag. - Centinaia di contribuenti hanno ottenuto a Palermo indebitamente “condoni” di imposta personalizzati grazie alla compiacenza di funzionari dell’amministrazione fiscale. E’ lo scenario di un’indagine del Gico della Guardia di Finanza che ha eseguito la notte scorsa nell’operazione denominata “Front office” 15 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Palermo, Mario Conte. Tra gli arrestati, 5 dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, ufficio Palermo 3, una ex dipendente della stessa Agenzia, ufficio Palermo 1, oggi in pensione, un pensionato della Regione Siciliana in passato addetto all’ex Ufficio delle imposte dirette, 8 consulenti fiscali. Secondo i finanzieri, nel corso degli anni sono stati fatti ’sconti’ sulle tasse per un totale di un milione e 700 mila euro a 411 contribuenti che sono stati tutti segnalati alla Procura della Repubblica. Tra loro anche esponenti di Cosa Nostra e molti imprenditori operanti mei settori immobiliare, edilizio, artigianale, commerciale, e ancora nella sanita’ e nell’agricoltura. La riduzione delle imposte da pagare avvenia attraverso accessi illeciti al sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate.

Mi piacciono un sacco i pezzi che iniziano con “Nel 2004, l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinal Joseph Ratzinger, scrisse una nota all’episcopato americano…“. Leggetelo, ne vale la pena.

Vignetta di Marcellopera



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