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pubblicato il 26 settembre 2008 alle 16:16 dallo stesso autore - torna alla home

Su come vincerà il PdL le elezioni del prossimo giugno per il rinnovo del Parlamento europeo il dibattito non è ancora entrato nel vivo. Finora solo qualche assaggio. PdL verso le liste bloccate, il Centrosinistra preferirebbe, invece, perdere con le preferenze (attualmente in vigore).

 È compatto, innanzitutto, il fronte della minoranza parlamentare (Partito DemocraticoItalia dei ValoriUDC). 2889766472 eca7cd801e Verso le Europee 2009: come vincerà il PdL?I leader delle forze di opposizione esprimono un secco no. Veltroni in una lettera a Casini, col quale si mostra in perfetta sintonia sul tema, parla di “questione di civiltà politica e di qualità della nostra vita democratica”, e considera “antidemocratico privare i cittadini oltre che del diritto di scegliere i propri rappresentanti alla Camera e al Senato, anche del diritto di designare con la preferenza coloro che li rappresentano in sede europea”. Ma dov’era e cosa pensava Casini nel momento di discutere e votare il Porcellum? Mah! Due pesi e due misure. Sembra passato un secolo dalla porcata di Calderoli, ora l’UDC, libero da ogni vincolo di coalizione, riscopre a cuore aperto la sua vecchia e autentica vocazione proporzionalista, in perfetto stile democristiano, e per bocca del suo leader in queste settimane parla di “legge elettorale liberticida”. Casini dice il suo partito disposto ad una “battaglia di libertà fino all’ostruzionismo parlamentare”, a una “battaglia senza se e senza ma”, disposto “a ogni compromesso sulle circoscrizioni, sulla soglia di sbarramento, ma non sulle preferenze, perché sulle preferenze non sarebbe possibile alcun compromesso”. Insomma, la proporzione è: Casini sta alla lista bloccata come Bush al terrorismo.

AN MASOCHISTA? – Alleanza Nazionale non ha espresso per ora apertamente nessuna contrarietà all’ipotesi liste bloccate. Ma non si è capito come faccia ad essere favorevole alla eliminazione delle preferenze. Infatti, rischierebbe di subire senza preferenze la stessa sorte dei margheritini nel 2004, quando si ritrovarono a Strasburgo con una pattuglia di eurodeputati ridotta rispetto alle aspettative. Prima di quella tornata l’ultima elezione nazionale era stata quelle delle Politiche del 2001, quando i Democratici di Sinistra ottennero il 16,5% dei consensi, la Margherita il 14,5%. 2888938921 14fc8630ed Verso le Europee 2009: come vincerà il PdL?Dopo tre anni i rapporti di forza tra gli eletti della lista Uniti nell’Ulivo furono nettamente favorevoli ai diessini (vedi i successi di D’Alema, mister 800.000 preferenze, e Santoro al Sud): gli elettori dei Ds avevano votato grossomodo solo i DS, quelli della Margherita anche i DS. Il maggior radicamento di An rispetto a Forza Italia, che cinque anni fa alle Europee crollò al 21% dei consensi dopo il 29,4% del 2001, oggi sarebbe penalizzato da liste bloccate che svuoterebbero, come avviene per le Politiche, il territorio di ogni rilevanza: la campagna sarebbe condotta e combattuta quasi elusivamente dai leader nazionali nei media.

ANCHE BOSSI RISCHIA – La Lega Nord, come nessun altro, ha costruito sul territorio il successo alle elezioni di aprile, al di là di ogni previsione. Ha dimostrato come una campagna condotta porta a porta possa ancora oggi essere efficace. L’una e l’altra ipotesi, quindi, ce lo suggerisce l’evidenza empirica, possono andare bene entrambe al Carroccio. L’unico pericolo per il partito di Bossi può giungere dalla modifica del numero di circoscrizioni (attualmente quattro). Nel caso di circoscrizioni piccole in ognuna delle quali vengono eletti solo cinque europarlamentari di fatto si creerebbe uno sbarramento al 20%. La Lega, in quel caso potrebbe ottenere solo 1 o 2 seggi. Ma ciò resterà solo un’ipotesi. Al recente comitato costituente del Popolo della Libertà Berlusconi ha affermato che “il sistema delle liste bloccate permette di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese all’interno del Parlamento europeo”. Credo che queste parole non significhino nulla, o comunque molto poco. In ogni caso, non credo che nelle eventuali liste bloccate vengano “piazzati” (è questo il termine adatto) “professionisti”, che nel gergo berlusconiano significa “non politici”, ma ci andranno a finire i politici (come al solito), siano essi trombati della politica italiana che non.

QUANDO INIZIA LA RINCORSA? – Il duo Partito Democratico-Italia dei Valori è sotto di quindici punti rispetto al centrodestra guidato da Silvio Berlusconi. Veltroni annuncia che il Pd vale il 30%, ma l’impressione è che quella sia solo la soglia massima della forchetta all’interno della quale oscilla il dato reale del consenso del PD. Nessun istituto di sondaggi, infatti, da giugno ad oggi, ha mai dato il PD oltre quella soglia, sempre segnalato lontano dal 33,2% delle Politiche (Camera). 2889803022 5088f3411d Verso le Europee 2009: come vincerà il PdL?Gli attacchi di CGIL e piloti durante la difficile trattativa Alitalia-Cai-Governo-Sindacati evidentemente non hanno penalizzato il partito del presidente del Consiglio: il PdL ha infatti mantenuto quei quattro punti circa in più rispetto alle elezioni che gli vengono attribuiti da mesi dai sondaggisti. È la tipica crescita di consenso del vincitore che si verifica puntualmente dopo ogni elezione. Stavolta l’inversione di tendenza tarda ad arrivare: in vista delle Europee del prossimo anno l’inizio della rincorsa del PD è infatti rinviata alla presentazione della finanziaria, quando si presume che i toni del dibattito politico si facciano più accesi e che le critiche mosse dall’opposizione al governo diventino più efficaci in termini di consenso, sicuramente più di quanto non lo siano state nel caso dei tagli alla spesa per l’istruzione e nel caso della crisi Alitalia (nessun effetto hanno ottenuto gli esponenti del PD dalla rievocazione della trattativa con Air France del governo Prodi, affossata da Berlusconi, accusato di aver annunciato in campagna elettorale una cordata italiana, poi rivelatasi inesistente, alternativa al piano dei francesi, solo per fini propagandistici).

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