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Verso le Europee 2009: come vincerà il PdL?

26 settembre 2008

Su come vincerà il PdL le elezioni del prossimo giugno per il rinnovo del Parlamento europeo il dibattito non è ancora entrato nel vivo. Finora solo qualche assaggio. PdL verso le liste bloccate, il Centrosinistra preferirebbe, invece, perdere con le preferenze (attualmente in vigore).

 È compatto, innanzitutto, il fronte della minoranza parlamentare (Partito DemocraticoItalia dei ValoriUDC). I leader delle forze di opposizione esprimono un secco no. Veltroni in una lettera a Casini, col quale si mostra in perfetta sintonia sul tema, parla di “questione di civiltà politica e di qualità della nostra vita democratica”, e considera “antidemocratico privare i cittadini oltre che del diritto di scegliere i propri rappresentanti alla Camera e al Senato, anche del diritto di designare con la preferenza coloro che li rappresentano in sede europea”. Ma dov’era e cosa pensava Casini nel momento di discutere e votare il Porcellum? Mah! Due pesi e due misure. Sembra passato un secolo dalla porcata di Calderoli, ora l’UDC, libero da ogni vincolo di coalizione, riscopre a cuore aperto la sua vecchia e autentica vocazione proporzionalista, in perfetto stile democristiano, e per bocca del suo leader in queste settimane parla di “legge elettorale liberticida”. Casini dice il suo partito disposto ad una “battaglia di libertà fino all’ostruzionismo parlamentare”, a una “battaglia senza se e senza ma”, disposto “a ogni compromesso sulle circoscrizioni, sulla soglia di sbarramento, ma non sulle preferenze, perché sulle preferenze non sarebbe possibile alcun compromesso”. Insomma, la proporzione è: Casini sta alla lista bloccata come Bush al terrorismo.

AN MASOCHISTA? – Alleanza Nazionale non ha espresso per ora apertamente nessuna contrarietà all’ipotesi liste bloccate. Ma non si è capito come faccia ad essere favorevole alla eliminazione delle preferenze. Infatti, rischierebbe di subire senza preferenze la stessa sorte dei margheritini nel 2004, quando si ritrovarono a Strasburgo con una pattuglia di eurodeputati ridotta rispetto alle aspettative. Prima di quella tornata l’ultima elezione nazionale era stata quelle delle Politiche del 2001, quando i Democratici di Sinistra ottennero il 16,5% dei consensi, la Margherita il 14,5%. Dopo tre anni i rapporti di forza tra gli eletti della lista Uniti nell’Ulivo furono nettamente favorevoli ai diessini (vedi i successi di D’Alema, mister 800.000 preferenze, e Santoro al Sud): gli elettori dei Ds avevano votato grossomodo solo i DS, quelli della Margherita anche i DS. Il maggior radicamento di An rispetto a Forza Italia, che cinque anni fa alle Europee crollò al 21% dei consensi dopo il 29,4% del 2001, oggi sarebbe penalizzato da liste bloccate che svuoterebbero, come avviene per le Politiche, il territorio di ogni rilevanza: la campagna sarebbe condotta e combattuta quasi elusivamente dai leader nazionali nei media.

5 commenti a Verso le Europee 2009: come vincerà il PdL?

  1. Certo che bullarsi di essere al 30%… Brrr… :D

  2. Franco

    “Certo che bullarsi di essere al 30%… Brrr… ”
    Confonderà 30% con 30 cm.

  3. pasquale terlizzese

    Le argomentazioni addotte dai partiti che vogliono la preferenza,sono assolutamente incongrue, in quanto , le liste vengono fatte dai partiti e qundi, sono loro che determinano chi puo essere eletto, senza considerare che , la maggior parte degli elettori , vota lista senza preferenze , anche perchè pochi conoscono i candidati.

  4. stefano

    Qualcuno conosce (all’incirca) il periodo di svolgimento delle elezioni europee?
    Sarà election day con le amministrative?

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