La storia

Se stai per fare sesso in chat pensaci: tua moglie lo sa!

2 aprile 2010

Due ricercatrici inglesi indagano su un fenomeno sommerso ma dilagante: la sorveglianza delle attività online del partner.

Chissà se Ellen J. Helsper, psicologa all’ Oxford Internet Institute, e Monica Whitty, ricercatrice alla School of Social Sciences della Notthingam Trent University, quando hanno cominciato ad intervistare le 992 coppie inglesi sposate che hanno partecipato al loro studio,  si aspettavano di scoprire che quasi la metà dei soggetti avrebbe ammesso di spiare il proprio coniuge e di monitorare le sue attività su internet. Chissà se immaginavano che la privacy, o un valore ad essa contiguo, fosse subordinata all’istinto di sopravvivenza, prima ancora che alla gelosia. Chissà se pensavano di confermare il detto “Chi la fa l’aspetti”, e quello “Chi si somiglia si piglia”, perchè dalla ricerca è emerso che chi spia quasi sicuramente è a sua volta spiato, visto che il 73% degli intervistati ha comportamenti reciprocamente simili.

QUESTO NON SI FA! – In particolare sono quattro i comportamenti che fanno più soffrire e che vengono ritenuti inaccettabili, soprattutto dalle donne: innamorarsi di qualcuno online per ben il 90% dei partecipanti, praticare il cybersex per l’84%, flirtare e confidare a qualcuno le problematiche della coppia. Invece gli acquisti effettuati sul web, l’uso di materiale per adulti e di giochi preoccupa molto meno. Solo il 20% degli uomini ha ammesso di spiare la propria compagna, mentre quasi la metà delle intervistate, il 43% ha candidamente dichiarato di impicciarsi degli affari del proprio partner, perchè preoccupata di eventuali infedeltà.

I METODI – Quelli più semplici e banali sono anche i più utilizzati come ci si poteva aspettare: il controllo delle mail, degli sms, e della cronologia di navigazione. Una piccola percentuale dei partecipanti, forse in seguito a qualche batosta presa, ha affinato le proprie tecniche, andando a spulciare le conversazioni in chat, e creando falsi profili per parlare con i sospetti fedifraghi e metterli alla prova.

E SE CI FOSSE DI PIU’? – La prospettiva più allarmante, o più divertente, a voi la scelta di prospettiva, è che quasi certamente la maggior parte degli spioni non avranno confessato le loro gesta, un po’ per evitare le conseguenze una volta tornati a casa, un po’ per continuare ad agire indisturbati e un po’ (ma questo a mio avviso in minima parte) perchè si sono vergognati. Resta da fare una considerazione, anzi due: anche il popolo British di fronte alle corna non rimane impassibile, e Ellen e Monica dovrebbero venire in Italia e ripetere lo studio; allora sì che scoprirebbero tecniche di spionaggio molto più fantasiose.

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