“Quella legge colpisce i più deboli” – Intervista a Marianna Madia
01/04/2010 - E quale è la vostra proposta di modifica? Il nostro emendamento parla chiaro: la possibilità dell’arbitrato deve essere circoscritta, non deve ledere e non può aggirare i diritti dei lavoratori. E se il governo dovesse essere di diverso parere? Ci
E quale è la vostra proposta di modifica?
Il nostro emendamento parla chiaro: la possibilità dell’arbitrato deve essere circoscritta, non deve ledere e non può aggirare i diritti dei lavoratori.
E se il governo dovesse essere di diverso parere? Ci sarebbe spazio per una grossa battaglia politica sull’articolo 18, di nuovo, da parte vostra?
Parlo a titolo personale e dico: certamente sì. Ci sono gli estremi per farne un caso molto grosso. Ma ancora spero che la situazione si sblocchi, che il governo colga quest’occasione con senso di responsabilità. Questa norma è gravissima, c’è una lesione dei diritti, e dei diritti dei più deboli. Cosa c’è di più grave, secondo lei? D’altronde, qui vediamo concretamente quale è la filosofia del governo per la gestione della crisi…
Che intende?
C’è la crisi no? Dunque ci sono meno risorse, e bisogna tagliare i costi. Il punto è che il governo vede i diritti delle persone come dei costi, e li taglia. Risparmia sui diritti: e questo è inaccettabile. Bisogna invece, a parere mio, mantenere i diritti per chi li ha, aumentarli per chi non li ha, sostenere i redditi.
C’è chi le potrebbe obiettare che questa è la visione di un mercato del lavoro blindato, che non ci permetterà affatto di uscire dalla crisi.
Un attimo: è l’Europa a dirci che il contratto standard deve essere quello a tempo indeterminato, e che quelli atipici e temporanei devono essere l’eccezione. Lo fa in una direttiva molto chiara del ’99. Molti si accaniscono sull’articolo 18 in nome dell’efficienza e della competitività. Ma a forza di fare concorrenza sui costi, ci stiamo perdendo tutto, sta andando tutto al ribasso, si abbassano gli standard di vita globali. I diritti invece devono restare la base: se si fa competitività solo con l’attenzione ai costi non se ne uscirà, perchè c’è sempre qualcuno che costa meno (i Cinesi, ad esempio). Vogliamo parlare di mercato del lavoro?
Parliamone.
L’accesso al lavoro oggi è completamente sballato, con oltre il 70% dei lavoratori che entrano con contratti a progetto o parasubordinati. Invece di insistere sull’uscita dal mercato lavoro, parliamo dell’accesso, parliamo di come si entra nel mercato del lavoro: è li che serve una vera riforma di sistema, che anzi, io auspico e invoco.
Grazie.
E di che?













Complimenti all’on. per la disponibilità ma per me che non sono giuslavorista ne azzecca poche: se il problema sono i precari a 1000€ al mese che c’entra l’art.18? poi l’Europa puo’ dire anche che il rapporto di lavoro subordinato standard dev’essere a tempo indeterminato, ma ancora una volta cosa c’entra l’art. 18? ripeto quanto scritto a Carlo: feticcio, linea del piave, chiamatelo come volete. mi sembrerebbe molto piu’ dde sinistra negoziare sull’art.18 per ottenere una riforma degli ammortizzatori sociali.
“mi sembrerebbe molto piu’ dde sinistra negoziare sull’art.18 per ottenere una riforma degli ammortizzatori sociali.”
A me sembra giusto fare una riforma degli ammortizzatori sociali che tuteli tutti i tipi di lavoratori, e una riforma dei contratti che metta sullo stesso piano tutti i lavoratori. Con un equilibrio tra tutela (delle persone, non del singolo posto che non deve essere un feticcio) e flessibilità, che non deve essere, a sua volta un feticcio.
Mi sbaglio, o diciamo una cosa simile?
riguardo l’ultimo punto toccato dall’On. Madia, l’accesso al lavoro: mi piace ricordare il suo, di accesso al lavoro:
http://nullo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1798882
L’ennesimo cooptato che va a parlare in nome di chi cooptato non lo sarà mai. E chi legge l’intervista non può far altro che riconoscere vecchi paradigmi trapiantati in un corpo giovanile.
Meno male che ha concluso l’intervista con “E di che?” altrimenti l’avrei confusa con Rosi Bindi.
Tra un paio d’anni si rifarà le tette e sbarcherà sull’isola dei famosi.