A nessuno. Tantomeno a Napoli e dintorni, quella che conoscete come Gomorra. Ecco cosa si pensa, tra i furbetti “interessati ai fatti” dello scrittore partenopeo
Che ci crediate o meno, Saviano su Google già vale poco. Appena cinquanta centesimi, a giudicare dall’annuncio birbante che di recente lì è apparso. Che quel che succeda su rete capiti poi anche sui media ufficiali, come quel detto che fa “quel che succede in Amerika oggi è in Italia domani” ?. Chissà. Io lo chiedo alla gente, a Gomorra, cosa in realtà pensino di Roberto Saviano, scrittore da milioni di copie vendute, un primo posto nella classifica dei libri in un paese dove nessuno legge.
PER LA STRADA - Conosci Roberto Saviano? E’ la mia edicolante. Sembra sicura. “Non è proprio uno sconosciuto”, si schernisce orgogliosa. Ha pensato le dessi dell’ignorante. E’ la prima cosa cui qui si pensa quando si fanno domande. L’unica accusa che qui non si regge è quella: di tutto il resto si parla tranquillamente. Perché ha la scorta ? Non parla. Sbircio la mercanzia. Mi viene in mente che Saviano sia per la camorra ciò che per l’amore sono i romanzetti rosa: una apologia sudiciona, trucida e tormentata in uno scenario stupendo. Qui però piove. Sono stato troppo tempo in questo posto. Perché forse è un simbolo ? “Come fa ad essere simbolo. Come fa a guidare uomini e donne. Che ne sa lui della vita. E’ solo un ragazzo”. Mi allontano, tanto non compro i giornali. Con la voce m’insegue: “simbolo solo di uno che ce l’ha fatta”. Solita invidia. Vado altrove.
RETORICA - La maestra di mia figlia è lapidaria: ha una classe cui badare, addosso. “Un po’ troppa retorica”, mostrandomi il profilo buono come se la risposta se la fosse preparata per Santoro. In effetti anche a me il gridato pellegrinaggio a Casarsa era sembrato moneta falsa. “E quello non cercava aiuto morale, cercava un padre nobile, cercava uno sponsor”. No, non è che quello non fosse il vero urlo di Saviano, peggio. La verità è che ogni uomo ha il suo destino: a Pier Paolo Pasolini rompevano i coglioni da vivo, continuano a romperglieli da morto. Però me lo avalli, l’urlatore scortese scrive bene. “Pure i temi degli alunni corretti dall’insegnante scorrono una bellezza”. Prima che mi dica, oramai dimentica che chi sta urlando è la classe sua, la nostra società civile di domani, cosa stia pensando del milanesissimo editing della gran Mondadori, o mi parli di auto-generatori di libri sul Sud su al Nord, le fo un po’ di retorica, tanto per ricambiare, sui suoi alunni. Non abbocca. “Sono solo futuri padri di figli”. Continuo ad andare decisamente altrove.
“E’ PIU’ BRAVO CHI PITTA PIU’ BELLO” - Da quello che mi ha venduto, in cd, la copia piratata di Gomorra sulla bancarella, a cinque euro. Saviano ? “Il difficile è ripetersi”. Si, ma qui tutti a fargli solo i conti in tasca. E abbiamo capito che ci ha fatto i soldi addosso ma fuori dicono che ci rappresenta tutti.
“Impossibile, dottò, che ci rappresenti. Usa colori troppo sgargianti. Qui è tutto molto più grigio, pure il terrore. Si vede che gli hanno dato la scorta perché messo a confronto con noi altri è sembrato un ragazzino spaventato”. Le minacce, che dici, le minacce. “Le minacce ? E quelle, le telefonate anonime, le riceviamo tutti quanti, pure le ragazzine quando si fanno grandi”. Che schifo, il cinismo. Il suo assistente ce l’ha scritto in faccia che adesso è arrivato il momento di quello che ha capito tutto. E’ un sempreverde della dialettica napoletana. “Dottò, ma voi ci avete mai fatto caso che per quello, Saviano, nessuno qui ride ?”. No, è importante ? “Non è veritiero che nessuno sta bene, vi pare. Saviano parla come chi non tiene famiglia. Che è una cosa nel bene e nel male. Lui non è obiettivo. Vede solo disgrazie. Ma piatti a tavola o gioie di figli addo’stanno ? Così chi sta fuori non capisce, non pensa che ci siano ragioni o che spesso ne valga la pena, pensa solo che siamo dei mostri o dei disgraziati. Se non viene fuori che qualche volta siamo pure liberi e felici… “. Liberi ? “Chille non si può fare manco una barba, dottò”, riprende un filo del discorso pericolosamente scivolato via il suo principale. “Quello deve essere sempre Saviano e basta”. Lo fanno uguale ai due ragazzi di Castelvolturno descritti in Gomorra. Una vittima delle fantasie sue e di quelle degli altri. Uno che spara, ca’vocca, ai “colombiani”. “Ma dall’altro lato dei sospiri, risponde mai nessuno alla fine, dottò ?”. E se a lui rispondessero ? “ Quello può avere paura solo di fallire, dottore. La spada fa male, la penna pitta. E più il pittore è bravo, più chi pitta lui è bello”. Mi viene in mente che Giancarlo Siani, in fondo, l’hanno ucciso solo perché, mettendo inciuci, s’era inserito come (attore con la ) spada nell’eterno dialogo tra i clan. Dal di dentro di quelle diplomazie. Mica perché aveva fatto nomi. “Quelli, i nomi, si sanno”, ripete la lezione eterna l’amico che mi ha prestato il cartaceo di Gomorra. E’ la prima cosa che sai, si può dire.










Rientravo tra i “soliti invidiosi”:-) Finalmente, fantastico articolo, bravissimo Vincenzo.
Articolo bellissimo.
Chi sta a Napoli sente la puzza di bruciato da lontano su Saviano ma Ricchiuti ha trovato cosa è che brucia
E ha dato a tutti i noi le parole per esprimere la truffa sensa il senso di disagio di parlar male di quello che tutti vedono come un eroe.
Che poi questo eore porti più carabinieri e poliziotti a combattere i Casalesi (no i checkpoint alla Iraq fatti dai militari non li posso considerare positivi) ci fa piacere.
Purchè non li spostino da Secondigliano o Locri…
“Dicon che a Napoli c’è la spazzatura
invece è una dittatura…
si chiama camorra…
e la puoi conoscere meglio
grazie a Gomorra!”
Bel post Ricchiuti!!
ricchiuti es mobile, qual piuma al vento…
di comorra campano più “onesti” che i cammorristi
Tutta questa fuffa si può sintetizzare così: “Ma chi, Saviano? Chill ca s’e inventato tutto, copiando malamente dagli altri e aggiungendo infamità, e che s’è fatto scrivere o’libro dalla mondadori e mò vive colla scorta pe’ aumentà i profitti?”.
Davvero un grande pezzo. Mi sembra pari pari la tesi del padre di Schiavone. Complimenti Ricchiuti, ci vuole fegato per scrivere certe cose, ne convengo.
Un’altra perla in una collezione per me largamente perdibile. Avrei perso volentieri anche questa se non m’avesse fregato il titolo fatto da gregory immagino.
@vocidipopolo
Guarda che Schiavone dice che è tutto falso e che quelli sono bravi ragazzi. Qui invece si sta dicendo (tante volte ormai sia da parte di Ricchiuti che da parte mia in qualche altro pezzo) che a forza di esagerare quello che è vero sembra romanzato e l’unico eore è Saviano. Io considero gravissima la mistificazione del funerale della ragazza raccontata da Ricchiuti ma dire che questa è una mistificazione cosa toglie alla credibilità delle accuse (soprattutto quelle fatte dalla magistratura) ai Casalesi?
Non capisco perchè sia sempre necessario il fegato per scrivere qualcosa di onesto. E’ una visione un po’ d’annunziana questa dei testimoni fegatosi.
A volte più che il fegato basta il buon senso.
Il problema è che il buon senso per quanto onesto puzza sempre di ambiguità, di compromissione.
Però qualche volta rispetta, se non le magnifiche e progressive sorti di una rivoluzione, almeno un funeralino. Magari che ne so, per un antico rispetto quasi esoterico dovuto alla paura dei morti. Meglio di niente, però.
“Cosa essere funeralino di bimba dinanzi sorte di rivoluzione morale”, mi dirai, Voci di popolo.
Sarà.
Il napoletano è un popolo scettico. E Saviano è comunque solo un ragazzo.
Tesi contorta come quella complottista sull’ 11 Settembre. E badate bene : io credo al complotto dell’11/9.
La citazione su Siani poi è nello stile del cellulare nella bara della Durante
Sono sempre i migliori che se ne vanno.
Dai Saviano, fatti ammazzare !!
A dire il vero non sono tesi. Sono fatti.
Che poi siano interpretabili per gli amici come Saviano, questo lo si fa e lo si sa allegramente dai tempi di Giolitti.Importante è esserne consapevoli.
Poi ci sarebbe eventualmente da chiedere quale sia l’analogia tra la citazione di una invenzione sulla Durante e quello che c’è scritto su Siani. No, perché Siani è stato ucciso per aver scritto che un boss si era cantato il suo alleato non per aver incitato la gente a dare addosso a qualcuno o per aver citato Pasolini, ed era effettivamente un oscuro cronista locale di quelli che la strada la vivevano e raccontavano live. Non per interposta persona ed interposto racconto. Non ci sono invenzioni dunque.
Ma nei commenti, specialmente quando s tratta di Celentano volevo dire Saviano, bisogna essere sportivi e lasciar perdere. Sennò finisce che dal papà di Schiavone si passi a Schiavone in persona.
Pure Serino ha pubblicato su Saviano, e proprio ieri.
E dire che vi stavo invitando, alla Serra, a frequentare su Saviano più idraulici che gente perbene.
Questo articolo non è nemmeno una masturbazione, ma una polluzione notturna!
Se uno ha delle accuse da fare nei confronti di qualcuno, Saviano nello specifico, le faccia basandoti su dati certi e fonti vere. Sarò ben lieto a quel punto di leggere il tuo pezzo. Valutare, rispetto ad altre fonti e all’idea che mi sono fatto io di Saviano.
Ma qui si cita la tua edicolante, la maestra di scuola di tuo figlio… roba da Studio Aperto! A quando l’Adagio di Albinoni come sottofondo?
Fai allusioni, ma non dici nulla.
Come mi spiace che Giornalettismo stia diventando un posto dove, anziché informare, si fanno le pulci al nome del momento, ci si limita a maliziose allusioni e si sollazzano le invidie…
Le allusioni le hai fatte tu.
Che hai da dire nel merito ?
Cosa di quello riportato da questi inqualificabili omini non è vero ?
Mi stupisce sempre che gente che ha apprezzato un racconto fantasy come Gomorra sia così snob in materia.
Che sai tu se a me è piaciuto o meno Gomorra? Trapela forse da quanto ho scritto?
Nel merito ho da dire che chiederò alla tua verduriera che cosa ne pensa di te e lo pubblicherò sul mio blog, facendolo passare come “la verità”, per esempio. Ti pare una modalità di indagine? Ti pare un modo “corretto”? E questo non vale per Saviano, mio caro. Verrebbe da dire: chi se ne frega di Saviano! Ma non si opera così.
Le allusioni, infatti, stanno nel fatto che sottintendi che Saviano non sia mai stato presente a ciò che racconta, che in fondo “ci abbia marciato”. Magari c’hai pure ragione, ma non citi uno straccio di fonte, tranne appunto, il parere (appunto un parere, non una fonte) della maestra e dell’edicolante (tra l’altro: hai letto da qualche parte che disprezzo le categorie di edicolanti e maestre? Quindi “omini” l’hai detto tu, non io…)
“Come mi spiace che Giornalettismo stia diventando un posto dove, anziché informare, si fanno le pulci al nome del momento, ci si limita a maliziose allusioni e si sollazzano le invidie…”
Mi dispiace, ma ti sbagli. Noi cerchiamo di offrire un punto di vista diverso (e comunque discutibile e discusso) sulla realtà, ma né personalmente né come sito d’informazione mi sento di poter accettare la critica “sollazzare le invidie”. Se non altro, perché non capisco in che modo noi possiamo giovarci, di scrivere un pezzo su Saviano in un momento del genere. Saremmo dei bei fessi se non sapessimo come ci si comporta in questi casi. Quindi, non mi piace come allusione nei nostri confronti. Scriviamo cose “discutibili”? Forse. Ma non a cottimo.
Gerogory in tutta onestà, anche se non mi conosci, vi leggo da molto, ancora da quando eravate sull’altro blog. Da tempo avrei voluto scriverti privatamente. In particolar modo dopo un pezzo sull’Orlandi. Ma poi mi sono detto: chi me lo fa fare? E poi, perché dovrebbe ascoltare me che manco mi conosce?
Ma qui non ho resistito. Scrivere per bocca di un anonimo:”Non era un giornalista, non era un cronista, nessuno se lo ricorda nei mille posti dove dice sia stato.” è un’allusione. Punto.
L’autore (e qui spiego cosa intendo per polluzione) fa le pulci a Saviano, sul fatto che fosse o meno pasoliniano, che fosse o meno minacciato, che fosse o meno sul posto, quanti editor abbia, senza rendersi conto e riconoscere che la sua opera - piaccia o non piaccia - ha sollevato un velo sulle dinamiche economiche della camorra. Mostrando anche - se non fossimo così scemi come cittadini - che l’invio di soldati da parte del governo in un simile contesto, non serve un emerita cippa.
Ma tutte queste robe paiono non interessare. Manco la camorra. E allora parliamo di Pasolini.
Io ascolto tutti, e mi interessano i punti di vista ragionati, anche critici. E sono molto interessato a sapere cosa abbiamo fatto sulla Orlandi
La mail del sito la conosci, basta cliccare su contattaci per scriverci.
Capisco. Le indagini vanno fatte soltanto tra uomini illustri.
La vox populi non conta. Anche mettere i loro nomi sarebbe non dire niente: chi sono loro per poter ambire ad essere qualcuno di attendibile.
Però se si entra nel merito magari si scopre che pur essendo signori nessuno non dicono inesattezze.
Vogliamo fare la prova ?
Saviano non era un cronista: è vero ? Si, non è mai stato col vespino, alla Moretti di Caro Diario (toh), su nessuno degli scenari clou del libro. Il processo a Paolo Di Lauro ad esempio: non c’era, a detta di quelli che c’erano. Poliziotti compresi. Di più: a seguito di richiesta della stampa locale, giustamente curiosa, il dirigente della Questura, Sbordone, rese noto l’elenco di ventisette giornalisti/ ospiti presenti in aula. Il nome di Roberto Saviano non risulta. Perché non c’era. La ricostruzione dell’episodio fatta dal nostro vespista è dovuta, pare, alle confidenze davanti a una pizza fattegli da uno dei presenti. O semplicemente dalla lettura di Cronache di Napoli del giorno dopo.
E questo per quanto riguarda la parte documentario della docu-fiction.
La parte inventata, i cinesi al porto ed il suo inesistente infiltraggio, non necessita di dimostrazioni. Sarebbe stato carino rimarcare che quella era la parte fantasy ma dal momento che Gomorra ha preso piede come una cosa vera, il buon Saviano non ha osato darsi la zappa sui piedi.
Saviano ha “rielaborato” cose scritte sui giornali locali e la Mondadori ad ogni ristampa in alcuni casi deve aggiungere la fonte originale per evitare cause di vero e proprio plagio. E’ vero ? Si.
La prima l’ha confermata Saviano stesso quando fu chiamato dalla polizia come persona informata di fatti criminosi. Saviano si difese portando i giornali dove erano stampate le cose di Gomorra.
La seconda, un esempio.
Il patto tra Di Lauro e scissionisti fu messo nero su bianco da Simone Di Meo della stampa locale. Simone Di Meo mise pubblicamente a confronto il suo articolo e la ricostruzione “dal vivo” offerta dal nostro: erano uguali. Simone Di Meo risulta in Gomorra come fonte a quel punto lì da una certa ristampa in poi.
Saviano ha fantasticato sulla morte della povera Annalisa Durante. Vero ? Si. Lo dicono i genitori. Lo dice una giornalista free lance, Matilde Andolfo. Non lo dice solamente. Ha scritto un libro nel quale racconta che la Annalisa era ben lungi dall’essere la lolita di cui parla Saviano per tirar sù… le vendite.
«Nella parte del libro che riguarda l’omicidio Durante, Saviano riferisce dei fatti che sono inventati di sana pianta e definisce la ragazza in maniera tale che l’immagine che ne risulta è denigratoria. Lui vuole fare di Annalisa un simbolo di Forcella e il ritratto che ne riporta, dalle piccole alle grandi cose, è falso. A partire dalla descrizione dei vestiti e del fisico della ragazza. Annalisa era paffutella, senza ombra di trucco. Era ancora una bambina. Quella sera, in realtà, aveva un paio di jeans con tasche gialle, una t-shirt nera e un paio di Nike Silver dorate. Era scesa per pagare delle pizze vicino a casa. Se Saviano avesse letto le carte del processo lo saprebbe. Quegli abiti sono ancora ammassati in un enorme sacco della spazzatura nascosto in casa della zia. Da allora nessuno ha mai avuto il coraggio di riaprirlo».
Inventato il look, inventato il cellulare che squilla, inventato il funerale pacchiano con gli scagnozzi dei Giuliano a presenziare.
Saviano ha smentito la Andolfo ? Ha smentito i Durante ? La Mondadori ha smentito ? No.
Saviano nel libro fa retorica, parla di Pasolini, urla. Vero ? Si, è vero.
Suona come retorica il riproporre l’Io so ? Si.
E’ forse stata giudicata quella come la parte finale dove chiude con una specie di non mi prenderete mai da parte della critica letteraria una ingenuità da ragazzo ? Si.
E’ vero che il suo manoscritto ha subito un lavoro di editing ? Si. Ma non è mica una colpa. E’ la regola.
E’ vero che molti, sempre dell’intellighenzia (e sempre pare su istigazione dei giornalisti che in redazione devono cercare di metterci falle), insistono sull’editing perché la differenza in quanto a scorrevolezza tra Gomorra e i pipponi su Repubblica etc è troppo evidente ? Pare, ma certo son cose che si scrivono. Ci sarà qualcuno del popolaccio di idraulici e mezze seghe che l’avrà orecchiato, chissà.
Sono ancora tanto assurde le cose riportate ? Non saprei.
Io a dire il vero ho letto di peggio su Saviano e da gente che di mestiere si occupa di libri.
C’è chi addirittura ha proposto di mandare al rogo Gomorra perchè avrebbe rotto i coglioni col suo marketing invasivo.
Addirittura una volta ho visto l’Unità titolare, “Gomorra: a quando il profumo ?”.
Voglio dire, ai piani alti ne dicon ben di peggio.
Ai piani bassi sono molto più comprensivi.
Ricchiuti, un conto è la critica all’opera di Saviano, che uno può condividere o meno (è retorico? probabilmente sì; imita Pasolini? certamente sì; gioca a fare il personaggio? probabile).
Un conto è citare anonimi. E costruirci sopra un articolo critico in quel modo. Senza notare, comunque, che la sua opera, lo ripeto, volente o nolente, ci piaccia o non ci piaccia, ma è riuscita dove mille altri cronisti locali hanno fallito). Vuoi dire che Saviano è un personaggio mondadori, che è finto? Dillo, ma ci metti la faccia.
E non giocare con me al gioco del “i poveri non contano” o “io ascolto solo le firme di Repubblica”, perché con me non attacca. Se vedi che cazzo tratto in genere, capisci che a me interessano tutti. Soprattutto chi non ha voce.
Se nel tuo articolo avessi scritto, per bocca tua, quanto hai scritto in questi commenti, non avrei scritto quello che ho scritto. Al massimo avrei detto condivido o non condivido. Tutto qui.
E ti dico ancora: ho trovato maggiormente corretta, come metodologia, i riferimenti che fai qui. Almeno citi.
Anche perché, a voler essere stronzi, ci sono frasi nel tuo articolo che potrei leggere con lo stesso dubbio insinuante con cui tu guardi alle ricerche di Saviano. Ti cito la frase? “Impossibile, dottò, che ci rappresenti. Usa colori troppo sgargianti. Qui è tutto molto più grigio, pure il terrore. Si vede che gli hanno dato la scorta perché messo a confronto con noi altri è sembrato un ragazzino spaventato”. Pure questo sa di romanzo. E combattere il romanzo col romanzo, non ha senso…
Questo è quello che penso. Se ti sei sentito attaccato, non era mia intenzione. Ma c’è già troppa gente ambigua. Abbiamo bisogno di trasparenza.
@ Gregory: ti scriverò privatamente, d’accordo.
Se non avessi potuto citare gente che non vale niente, non l’avrei neanche scritto.
Del parlarsi addosso tra blog, giornali e similari non mi va.
Sarebbe uscito il solito collage.
Per il resto, sei partito con la fuffa. Dicendo che erano cose incredibili visto che non citavano fonti.
Alla fine ti sono bastati due nomi, un questore e l’Unità.
La verità è che la gente quando dice che è solo un ragazzo, che non è simbolo di nessuno perché non ha figli, non ha preoccupazioni, non avrà bollette da pagare, quando dice che ha la mondadori dietro, quando alla fine umanamente se ne frega sia di lui che della scorta considerandolo un fenomeno oramai distante dal proprio quotidiano, non dice nulla che non si potesse accettare così com’è. Senza bisogno di fonti. Semplice buon senso popolare.
Un’altra verità è che non hai capito il timbro di quest’articolo. La verità è che c’è gente talmente imbevuta di reportage che li vede ovunque.
Questa era solo una chiacchierata dove addirittura faccio l’avvocato del diavolo.
Una piccola fotografia di umori e pensieri veri della gente di Gomorra, non il documentario alla Ruotolo con finalità pedagogiche, statistiche e didattiche. La traduzione in italiano serviva a questo, dove è stata possibile: non a fare colore, ma ad evitarne una parte inutile.
La verità è che, e con questo alludo anche al Vocidipopolo che mi dà del papà Schiavone, avete una concezione sovietica dell’arte come della letteratura.
Che un libro serva alla causa o non serva.
La verità è che a Napoli si pensa che gente come voi si sia bevuta come Vangelo un romanzo fantasy scritto da un ventenne e non sappia più come tornare indietro.
La verità è che a Napoli in sintesi si pensa semplicemente che Saviano sia quello che ce l’ha fatta perché grazie a Dio al mondo ci sono ancora i fessi.
Poco civile, non dignitosa, meno dotta, ma reale morale alla favola.
Questo a Napoli.
In provincia, sono problemi loro.
La “gente” dice? Ma scusa, riporti il parere di tre o quattro persone e intendi che questo è il sentimento di una città, di una popolazione, manco fossimo tutti uguali?
E poi dici che ho io una concezione sovietica dell’arte… mi pare tu abbia una concezione piuttosto sovietica del pensiero.
Citare 4 anonimi che danno ragione alla tua idea e va bene così. Così come quando Raiotta intervista due assistenti di volo, entrambe contro la CGIL…
PS non mi sono bastati due nomi. Mi piace però quando si parla, che di dica “penso che Saviano sia un personaggio piuttosto furbo” oppure “X o Y dicono che” e non è parlarsi addosso. Ma dare un volto, riconoscibile a ciò che si dice.
Citare l’anonimo e pretendere che, tra l’altro, incarni il sentimento della “gente” è fuffa! Non le mie obiezioni.
Adesso la fuffa è diventata non il contenuto ma che il campione sia rappresentativo di un sentimento maggioritario.
Vorrà dire che quando avremo votato pure su Saviano, si avranno dati statisticamente pregni.
Nel frattempo, nessuno usi la parola gente.
Mi auguro che la cosa sia valida per tutti, però.
Scriveremo, la gente non pensa nulla di Saviano in quanto non è possibile rilevarne il 50% + 1 dei pensieri.
E così via, però.
La gente non pensa nulla della camorra perché non è possibile rilevarne il 50% + 1 dei pensieri.
La gente non pensa nulla, in attesa che ci si metta d’accordo su chi sia la gente.
Finisce come finiscono quelli come Michele Serra.
Che parlano a nome della gente, poi si accorgono che la gente vota altro e allora dicono: ah che peccato che si esprimano tutti.
Stammi bene, con le tue obiezioni di cartone e le tue fuffe mobili Provaci ancora Sam.
Gomorra è romanzato, ok. Premetto che sono napoletana doc, nata e vissuta downtown. Emigrata per scelta di vita.Ma soprattutto per il livello di inciviltà raggiunto a napoli.
Denigrare il libro di saviano viene percepito come fare torto a una causa da molti napoletani che si sentoni impotenti, indifesi di fronte allo strapotere della camorra. Non è una concezione sovietica dell\’arte, a parte il fatto che l\’arte serve anche a questo, a muovere il pensiero in una diversa direzione. Ma comunque gomorra ci ha fatto sperare, e napoli sono secoli che spera invano. Io non so tu dove vivi, ma di sicuro non in una terra che quotidianamente ti invita a fuggire via, che ti opprime con mille soprusi quotidiani, che ti mette la paura addosso, che fa temere per la tua incolumità e quella dei tuoi figli. Ci sono libri molto più fantasiosi e romanzati, a cominciare dalla stessa bibbia, (mi si passi l\’illecito paragone) che nonostante le frottole hanno il merito di smuovere le coscienze. La tua critica è accettabilissima, ma se tu fossi uno dei tanti napoletani onesti che vivono con questo tallone di ferro sul collo, sono sicura che non l\’avresti scritta, avresti solo sperato che grazie alla ribalta nazionale del caso napoli provocata da un best seller del cavolo, finalmente qualcuno potente si ponesse il problema di liberarti da questo terrore.
Questo non per criticare il tuo articolo, più o meno condivisibile, ma solo per farti comprendere alcune reazioni sdegnate che può suscitare.
Ma per favore. Sono trent’anni che si parla e si scrive ( anche senza averci dietro la Mondadori ) di camorra e nessuno ha mai VOLUTO risolvere niente.
Figurarsi che dopo Gomorra le cose sono pure peggiorate e qualcuno si è chiesto perchè ?
Dico qualcuno che ragioni con la testa.
Ve lo dice una napoletana perché. Perché per combattere la camorra non c’è solo bisogno di inviare trecento militari. La repressione serve, ma deve essere coadiuvata da una serie di interventi strutturali sul territorio.
Perché per portare la legalità hai bisogno di una Giustizia che funzioni, hai bisogno di portare cultura e quindi Istruzione, hai bisogno di portare il lavoro e quindi i diritti per togliere la monovalanza ai boss, c’è bisogno che la politica riporti l’ etica pubblica nelle Amministrazioni locali.
Queste cose qua le diceva il Rapporto sulla camorra della Commissione Antimafia nel lontano 1993. Quindici anni fa signori miei.
Certo, dietro non c’era la Mondadori, nessun mito e nessun Santo. Molti di voi non l’ avranno mai letto. Tuttavia ve lo consiglio, perché dà anche le soluzioni. Ebbene in tredici anni nessuno ha avuto la voglia di metterci almeno mano.
Il romanzo, invece, resta un romanzo. Lo leggete la sera, ne discettiamo amabilmente, serve ad accrescere una certa cultura personale. Punto.
Intanto, in qualche villetta di Casal di Principe, qualcuno starà discutendo della prossima partita di droga in arrivo.
Mi scuso per la lunghezza
Citi Serra, io ti cito Rossini, il compositore siciliano: “La calunnia è un venticello…”, diceva nel Barbiere.
Abbi almeno le palle, Ricchiuti, di dire quello che pensi su Saviano e lascia perdere ste strafuffe sulla gente.
Altro che fare l’avvocato del diavolo, quando il tuo articolo mira a ben altro…
Inizia a suscitare quello che lui ha suscitato, con la mondadori al culo oppure no, furbo o non furbo, pasoliniano o non pasoliniano, poi ne riparliamo.
Secondo il tuo pensiero iper chic anche Garrone è un paraculo che approfitta di una situazione o solo Saviano?
Intanto alzo la bandiera bianca perché avanti di questo passo, mi sento più inutile di un troll.
Il problema è sempre quello. Ci innamoriamo di un film, puntiamo l’ occhio di bue su Saviano e domattina questi ne ammazzeranno altri dieci.
Che palle.
Io sono napoletano. Che sia onesto o meno non credo abbia importanza. Credo rilevi più l’intelligenza della realtà dove si vive. E a me questo interessa. Anche se si hanno brutte sorprese, preferisco.
Le reazioni di quelli che han preso un romanzo per una speranza ? No comment.
Non me ne frega niente.
A me interessa altro.
Diceva Norman Mailer che qualora fosse diventato un monumento, avrebbe pregato i piccioni di defecargli addosso per non perdere contatto con la realtà.
E’ un buonissimo suggerimento per chiunque.
“Non me ne frega niente.
A me interessa altro.”
Sarebbe bello sapere cosa.
Fare il fighetta controcorrente? Quello che Siani si che era un eroe, perchè un eroe morto è più eroe di uno vivo, anche se combatte per la stessa causa.
Ti interessa altro cosa?
Di sicuro non ti interessa confrontarti coi tuoi interlocutori che liquidi estrapolando un rigo e aggiungendoci uno snobissimo “no comment”. Praticamente un saccentucolo (che scrive pue male) abile solo a scovare peli senza notare i travi che gli occupano la vista. Memorabili le tue fonti, ovviamente inventate di sana pianta, tanto mica sei obbligato a citare il banco del tarallàro sotto casa tua, però quale orrore se Saviano utilizza fonti ufficiali.
Che poi tu sia onesto o meno è un discorso da approfondire con la tua coscienza, ma relativizzare questo concetto ti mette in una posizione di ambiguo squallore.
Poi la citazione, oh Gesù.
Diceva mio nonno in carriola quando troppi piccioni ti cagano addosso, carica lo schioppo e apri la caccia al piccione.
Credo che quando si parla di Giancarlo Siani bisognerebbe pulirsi prima la bocca.
Giancarlo era un cronista.
Giancarlo era quello che portò avanti le indagini su Valentino Gionta.
Giancarlo era quello che denuncio’ il clan Nuvoletta e il clan Bardellino.
Giancarlo non ha mai sbirciato nei verbali della Procura e tutto quello che scrisse non era già a conoscenza di tutti, come in altri casi.
Giancarlo fu ucciso perché stava per pubblicare un libro sui rapporti tra politica e camorra
Cianciulli, con gli insulti non arriverai da nessuna parte. Neanche a verificare il minimo indispensabile per essere trattata come una interlocutrice. Se avessi letto i commenti precedenti, avresti visto che le fonti altolocate sono state citate. Basta una ricerchina su Google.
E “i travi” volendo te li togli.
Resta che non me ne potrebbe fregare di meno.
E chi vuole arrivare dove? Inoltre neanche tu hai i requisiti minimi di sistema per divenatare un mio interlocutore.
Hai semplicemente condotto una speculare operazione come quella dell’esecrabile Saviano. Raccolte un po di voci in giro, dalla discutibile buonafede, ne hai reso un ritratto ambiguo. Solo che Saviano rischia di beccarsi una pallottola per quello che ha scritto (e forse così avrebbe inizio il processo di beatificazione) mentre tu solo gli insulti di anonimi sfigati come la sottoscritta.
Continua a trastullarti con l’idea di essere un dissidente, in realtà sei parte della massa di quelli che la camorra non esiste (sono solo imprenditori ben armati), o con la mafia ci dobbiamo convivere.
Servono altre menti e altri attributi per vincere questa guerra. Sarebbe già tanto capire tu da che parte stai.
Ah già, te ne freghi. La camorra ringrazia, si accludono agenda e panettone per natale.
Cianciulli, nel merito di quello che è stato scritto nel pezzo si è già andati.
Rileggiti lo scambio con sam e poi mi dici. Sempre nel merito di quello che c’è scritto.
Nel merito dico che definire gomorra un romanzo fantasy è inquietante. Vanno ancora bene le posizioni benaltriste di tess, ma l’opera di denigrazione di un testo che (faccio mia la posizione di sam), per quanto romanzato, ha svelato al mondo i meccanismi economici della camorra, minimo minimo fa pensare che tu sia, se non schiavone senior, uno dei tanti avvocati che difendono per mestiere questa spazzatura.
Cose già dette, cose già scritte, ok sacrosanto. Ma quanti le avevano sentite o lette? Quand’è che è scoppiato il bubbone del traffico dei rifiuti tossici dal norditalia che hanno avvelenato la Campania se non dopo gomorra. Se non dopo che era caduto il velo di indifferenza nazionale tenuto su dalla disinformazione e dall’ignoranza dei fatti? E’ credibile che sia rimasto tutto come prima? Onestamente non credo, e il fatto di avere messo in difficoltà questa attività, di avere iniziato un lungo e difficile processo di bonifica, di salvare dal cancro anche un solo abitante campano, non credi che sia meritevole di una parola di elogio anzichè disprezzo?
Non è colpa della cronaca locale se non esce, con tutti i nomi e soprannomi fatti, fuori dalla Campania.
Non è merito di Saviano averla usata come roba propria portandola in tutta Italia sul Jaguar della Mondadori.
Non è merito di Saviano non citare le fonti. Non è meito di Saviano aver usato i cronisti consuma suole pagati a cottimo e poi averli sputtanati, sempre in tutta Italia, come cronisti di fogli di camorra.
Non è merito di Saviano aver sputtanato anche i funerali di una ragazzina per ingrossarsi il conto in banca.
Non è merito di Saviano se è scoppiato lo scandalo dei rifiuti. E’ solo merito della mancata raccolta per le strade, sennò.
Firmato
Vincenzo Ricchiuti Schiavone
Si si hai ragione.
Brad Pitt fa schifo, non me lo scoperei manco morta, con quell’alluce storto.
cianciulli tu non hai capito niente. Evvabbè uno se ne fa una ragione.
Vatti a rileggere la storia. Vatti a rileggere le soluzioni che ti ho dato punto per punto.
Quando e se avrai capito, ne riparliamo. Se avrò voglia di perdere tempo con te. Una che dopo trent’anni non sapeva quali erano i meccanismi della camorra.Li ha scoperti ieri.
E’ che sei, siete, pigri. Vi adagiate nelle cose che vi rassicurano. Avete una attitudine a credere molto più sviluppata che nei chierici.
E’ per questo che frequento le chiese. Per imparare a credere in Dio per non credere a tutto come fate voi altri.
Canciulli, è solo un ragazzo in pigiama.
E solo a un ragazzo potevano far firmare di tutto, dal romanzetto ai J’ accuse dai palchi per le scolaresche annoiate, come han fatto fare a lui, sicuri che ci sarebbe cascato. Han fatto a mezzi: a loro il botto, a lui l’aureola e la grand’idea di sé.
Vedi se a uno scafato Sciascia gliel’avrebbero fatta.
Vedi ricchiuti, tu il meglio lo dai nei commenti, invece che nel pezzo. Finalmente hai concluso quello che si intuiva dal pezzo e chissà perché non l’hai scritto, nel pezzo: Saviano, oltre che cialtrone e disonesto è pure l’utile idiota della mondadori che ha fatto il botto grazie a lui e a noi coglioni che se lo bevono come la ferrarelle, perché siamo pigri, sovietici e boccaloni. Per fortuna ci sei tu ad aprire le nostre obnubilate menti. Quello che non capisco è la tua insofferenza se qualcuno annota la quasi totale assonanza di vedute, su Saviano, tra te e Schiavone. Mica è colpa mia, è nelle dichiarazioni, vattele a leggere. Per quanto mi riguarda, io boccalone e sovietico, mi tengo Saviano con tutti i suoi errori e presunti tali e ti lascio volentieri un Previti, ad esempio, altro tuo alfiere da difendere ad ogni costo, anche a quello del ridicolo. Saresti credibile se scendessi dal pulpito della certezza dell’anticonformismo conformista e venissi tra noi comuni mortali con le gambe affondate nel dubbio. Saviano non è esente da critiche come chiunque, ma la tua operazione tesa alla totale delegittimazione fa sì che l’utile idiotino (non vorrei ti montassi troppo la testa) rischia di essere qualcun altro.
Azz. Pure bigotto, allora il cerchio si chiude. Ma in attesa che la divina mannaia della provvidenza cada sul collo di questi delinquenti, noi laici ammiriamo l’opera dei tanti eroi della resistenza anticamorra, vivi o morti che siano.
Se estendiamo la tua grossolana deduzione che Saviano ci marcia e grazie alla camorra ha fatto i soldi, allora anche la polizia, i carabinieri, la magistratura, e tutti quelli legati all’indotto della lotta al crimine sono egualmente da condannare. Inclusi i fabbricanti di uniformi e berretti.
Intanto il numero dei commenti cresce, ma ancora non si è capito da che parte stai.
Sono stufo di dover spiegare il format di un pezzo, perché e percome sia stato concepito così anziché i soliti Io penso, io scrivo, io dico della blogosfera.
Riguardo le accuse di connivenza spirituale con chicchessia, ho già dato.
Il numero dei commenti cresce, ma io devo ripetere sempre le stesse cose.
figliuoli
apprezzate sempre chiunque, dico chiunque dica qualcosa che non sia un deja vu su giornali, radio o tv
apprezzate sempre chi si oppone al movimento lento ed inesorabile dell’ onda
non è detto che la ragione sia nei solitari eroi che contrastano il mondo, ma sono comunque questi solitari eroi che consentono ancora ai cervelli di riflettere, di ragionare, di avere un senso critico anche in contrasto con i distributori di verità ns termini di riferimento
potete dissentire da Ricchiuti, ma siete tenuti a farlo con rispetto, urbanamente e col sottinteso garbo di chi riconosce comunque il gran favore di aver avuto la possibilità di ragionare su fatti e soluzioni che credeva acquisiti e che invece ora sono rimessi in discussione
pace e bene
Ricchiuti, uno che in un solo commento scrive per 3 volte (riferito al sottoscritto), “La verità è che” (ovviamente quello che tu intendi) dovrebbe evitare di dare dei chierici ad altri…
PS ma chi cazzo è Schiavone, citato continuamente? Posso saperlo?
@ sam:eccoti un link e, se ti va, leggiti pure il Romanzo(e che romanzo) di Balestrini.
http://209.85.135.104/search?q.....lr=lang_it
p.s. ti prego, Rossini è pesarese!
@ sam (per saperne di più su Sandokan. Se ti va, leggiti quel formidabile romanzo)
http://209.85.135.104/search?q.....lr=lang_it
p.s rossini è pesarese!!!
Schiavone detto sandokan per una vaga somiglianza con la brutta copia di kabir bedi è costui: segui il link
Uno dei tanti imprenditori con la pistola che infestano Napoli e provincia.
E io tapino che dovevo fare nomi e fonti a uno che ignora pure chi sia Schiavone.
Ah Sam perché sei tu Sam, e non, che so, Serino.
Chi è Serino?
cianciulli sei ignorante dal verbo ignorare.
E’ Caserta e provincia di Caserta. Non Napoli.
Sono errori grossolani, questi
Ha ragione, Cordapazza. Eccome. Chiedo scusa a lui, a Rossini e a tutti i pesaresi. Dovrei prendere esempio da Ricchiuti e citare anonimi, magari la maestra dei suoi figli. In questo modo non si sbaglia mai e nemmeno nessuno può dire, - come fa, e giustamente, Cordapazza nei miei confronti - hai scritto una cazzata.
Il problema è che faccio un sacco di confusione con i nomi o li dimentico in fretta. Ma sono comunque sereno perché errare è tipico di chi, come me, non pretende di detenere la verità. Potrà assolvermi, padre Ricchiuti?
Sta di fatto che i nomi li sbaglio e li dimentico, ma chi cerca di smerdare senza sporcarsi le mani, invece, lo sgamo al volo.
Fossi in te, sveglio come te, capirei al volo che la confusione non è mai uno stadio passeggero o circostanziato.
Provaci ancora, Sam.
Mamma tess, ma a cosa ti attacchi?
Ma sei mai stata a napoli in vita tua? Che c’è anche tu vanti nobili discendenti fra quei cafoni criminali di casal di principe?
Sai, il mio è stato un refuso, una reminiscenza dovuta al fatto che i napoletani atavicamente considerano la provincia e i provinciali una massa informe e sgraziata che orbita attorno alla storica capitale.
Ma mi faccia il piacere…
cianciulli io vivo a napoli e sono napoletana.
Non vanto parentado con nessun criminale. Se tu avessi avuto il buon senso di non cianciare come un gallinaceo ti saresti informata su di me. Visto che sono pure una firma di questo giornale e che sui criminali ho sempre scritto.
Ma ti perdono perchè in fondo non sei altro che un povero troll.
Ah. Per tua conoscenza.
Sono quelli della provincia di Napoli che quando li incontri a Kyoto, anzichè dire che vengono da Grumo Nevano dicono che sono napoletani
E a proposito di massa informe e sgraziata, ti consiglio, se proprio non vuoi leggerti la Storia di Napoli, anche un rapido sguardo su wikipedia, prima di travestire le tue figure di niente da refusi e reminiscenze
“non sei altro che un povero troll.”
ehi, io amo i troll!
Ma anch’io dir
Ai troll gli si perdona sempre tutto in fondo.
Fosse stata una cianciulli in carne ed ossa, invece…
Non sono obbligata a informarmi su chicchessìa, il fatto che tu scriva sul giornaletto ti fa onore ma mi rimbalza. La tua ultima asserzione fa scopa con quanto ho detto, ovvero tampona malamente la sofferenza dei provinciali derisi storicamente dai cittadini napoletani che, appunto, non li considerano come nel mio refuso. Una forma di inconsapevole razzismo, peccatuccio veniale di cui faccio ammenda.
Mi hai dato gratuitamente dell’ignorante e del troll attaccandoti a un inezia concettuale. Proprio da napoletana dovresti sapere che per napoli e provincia si intende da formia a reggio calabria. Ovvero il mio era uno scherzo ma mica tanto, almeno psicologicamente parlando.
Insomma ti sto sulle palle e il tuo tentativo di “prendermi in castagna” risulta moscio e patetico per le ragioni fin qui esposte.
Ma questo scherzo non mi piace più. Voi non state difendendo la vostra libertà di opinione, non so se parteggiate per i criminali ma nemmeno si capisce bene da che parte state. Questo attacco a saviano molto debole nei contenuti ma così veemente nella forma, puzza di connivenza. In guerra purtroppo è così, i se e i ma non portano da nessuna parte, e la camorra è in guerra con la parte sana della società, la parte civile, e come in tutte le guerre sei costretto a scegliere da che parte stare. Io ho scelto la giustizia. Altri non so, non capisco, dato ambiguo, non pervenuto, prego specificare.
Hai scelto la giustizia poi. E andiamo Cianciulli, hai scelto la Mondadori, di credere, obbedire e combattere. Dal livello dei commenti si evince (senza offesa perché è la realtà) che come lettori non siete un granché: vi si è spiegato il format mille volte e niente, vi si è detto le fonti e niente. Come confutatori siete impiccati più ai vostri refusi che alla supposta ambiguità del testo: si comincia a discutere con voi pensando di partire da un piano di nozioni e disincanto comune, ci si accorge dopo un po’ che vi occorre più una balia che un corso accellerato di nozioni minime.
Come curiosi rasentate il coma indotto, e dunque siete soltanto arruolabili come marmittoni. Buon divertimento con i vostri scolapasta in testa.
No. Sei tu che continui a non capire. Quello che serve l’ho scritto al commento n. 26.
Ti ho fornito la ricetta e tu mi hai dato della benaltrista. Ora mi stai dando della camorrista, non conoscendo minimamente la mia storia, ma giudicando e senza per altro aver capito.
Se avessi letto attentamente ( ma sono ripetitiva )avresti intuito che forse sono più dalla parte della Giustizia io, che tu.
Tu stai attribuendo un valore simbolico ad un romanzo. Io dei valori simbolici ne ho fin sopra i capelli e PRETENDO interventi strutturali.
Ché dopo Gomorra sarete sicuramente tutti più istruiti sui traffici della camorra, ma questa vostra presa di coscienza ( dico vostra perché credo che qui in Campania, anche i neonati sono a conoscenza e pur non avendo mai letto )non ha fermato la violenza, non ha limitato il numero dei morti, non ci ha reso meno schiavi.
C’eran gli usellin che cagavan sul capo la gente in piazza,
arrivò qualcun che vedendo il cacato scrisse un cartello “attenzion ce stan gli ugellin cacatori”.
La gente leggea e dicea “Ce stanno a cagà!”,
ma fermi restaron a subir la cacatura.
Chi scrisse il cartello se mise al ripar,
chi restò sulla piazza applaudia lo scrittor
ormai pieni de merda fermi ancor.
“Dicci un po’ Roberto, com si chiamerà il tuo prossimo successo ?”
Erano le ventuno circa, in prima serata nel salotto della Mara andava in onda, in un bagno di folla scorta permettendo (da casa), la “Coscienza di un paese-dieci modi per fabbricarcene una”. Il tono era materno, il pantalone bianco stirato.
“Io so che sarò ucciso. Ma non ne ho ancora le prove”. Finito che ebbe, il giovin attore abbassò gravemente il capo, mentre il titolo del suo nuovo docu-real-romanzo-reality scorreva in sovrimpressione. Al netto degli 1-6-6.
Un bell’applauso in silenzio, mentre Mara piangeva(singhiozzando su Ancora, ancora..). Mazzi di fiori appoggiati per terra, un minuto o due e la testa ancora reclinata in avanti. La scorta intanto filtrava le chiamate da casa.
Mara singhiozzò Ancora, Robè, ancora.
E lì fu il numero del Malacarne. Sui titoli di coda, balzato in piedi il malaffare ei sfidò.
“O’ Malacarne è ‘nu guapp e cartone ! Un guappo di cartone…”.
Guarda se “impiccarsi ai propri refusi” intendi le mie gaffe su Rossini o Schiavone o il discorso su Napoli e provincia di Cianciulli, sei proprio debolino. Oltre che piuttosto arrogante. Torniamo al tuo articolotto, caro Ricchiuti. Dei miei problemi di memoria ne parliamo poi privatamente. Torniamo al tuo pernicioso pezzo.
Ancora non hai risposto alle mie domande:
1 - che hai fatto tu contro la camorra o oltre a parlare con la maestra dei tuoi figli, e sputtanare Saviano?
2 - Garrone che porta il film nel mondo è un paraculo come Saviano?
3 - perché se ami smerdare qualcuno ti fa tanto senso la cacca? Ovvero: perché non hai parlato chiaro nel pezzo e ti sei assunto le responsabilità delle tue parole, anziché affidarle, vigliaccamente, ad anonimi?
4 - un pensiero diffuso in una località può essere spiegato o raccontato citando 4 persone, vere o finte, chi lo sa, tutte con lo stesso punto di vista? (ma già, io sono quello delle statistiche e dell’arte sovietica, così mi hai risposto…).
E allora stai solo manipolando e facendo allusioni.
Del resto, che eri in malafede lo si notava dal primo rigo con quel link a Gomorra a 50 cent. Per vero che sia, sei mooolto in malafede.
Mi basta questo, che traspare dai commenti.
Scemo io che ho continuato a cercare di dialogare con un presuntuosello con la verità in saccoccia. Uno che dà dei chierici agli altri. A quelli che, secondo il tuo punto di vista - com’è che dici a Cianciulli? - “hanno scelto la Mondadori, credere, obbedire e combattere”. Ma ripigliati! Il complesso di superiorità si può sconfiggere: ce la puoi fare, Ricchiuti. Devi solo volerlo.
Poi puoi continuare a scacciare i miei commenti con la mano, come fossero moschini e ripetere: “Provaci ancora, Sam…”, ma qui in testa al tuo articoletto e alle tue tesi c’hanno cacato in molti. Forse non te ne sei accorto…
E ritorno alla mia frase iniziale: “Questo articolo non è nemmeno una masturbazione, ma una polluzione notturna”.
Di solito fan del buon Ricchiuti. Domanda: ma se Saviano fosse stato pubblicato da Feltrinelli?
Il libro è’ un romanzo, non un saggio, un’inchiesta o una ricerca socio antropologica. Quindi dov’è il problema. La bufala semmai ( e qui concordo) è il post. Il fatto che l’hanno spacciato per l”unica” cosa scritta sulla camorra dai tempi di Barabba.
Mi viene da consigliare al buon Ricchiuti (mi permetto) di non prendersela più di tanto. Sui commenti è stato un pò saccente. Se fai vedere al tuo lettore che vacilli, allora esso ti butta giù. Solidarieta, ma con riserva sui modi ricchiutiani
Non so se abbia vacillato. Oddio, messa così mi fa sorridere: sembra una gara di stolidità.
A me sembra, in sintesi, di aver scritto sempre la stessa cosa.
Che il formato del post è quello di una inchiestina tra amici perché si è voluto scansare il solito monologo internettiano in prima persona.
Che quello sia il genere di commenti che ho raccolto. E che non sia rappresentativo della maggioranza mi sembra un rilievo sciocco.
Come la pensi la maggioranza di Gomorra su Saviano paradossalmente è inconoscibile.
Rappresenta un pensiero e un sentimento.
E, ripeto, neanche troppo molesto. Anzi, comprensivo e affettuoso, solidale seppur non nel senso che si vorrebbe.
Un pensiero e sentimento che ho dimostrato basato in generale sul buon senso e che nel merito non è così campato in aria. Ho citato le fonti, le Andolfo, i Di Meo.Sembrava utile in un momento in cui Saviano viene considerato dalla grande stampa come una sorta di simbolo di qualcosa, andare da questo qualcosa e farsi aggredire dalla realtà.A me piacciono queste perdite d’innocenza, mi fanno sentire vivo, non un soldatino da museo.
Era questo il senso di questa lettura: un piacevole risveglio, volendo. Uno spretato dirsela fuori dai denti tra gente che ha cambiato i denti da latte e che sa accettare anche che Mamma Saviano non sia illibata.
E a dire la verità m’aspettavo anche peggio dalle risposte che ho avuto. In un paese in crisi m’aspettavo che qualcuno mi dicesse che coi miliardi che s’è fatto, la pizza con gli amici a causa della scorta non la mangia ma in compenso di pizzerie se ne compra quante ne vuole. Invece ho trovato meno acredine e più applausi, magari al successo, magari all’essersi saputo imporre, di quanti ne stimassi.
Se qualcuno si fosse preso la briga di leggere senza per forza voler dimostrare che stavo servendo gli Schiavone, avrebbe notato, nel link che ho inserito, quanto addirittura ai piani alti di Saviano si parli in maniera anche peggiore.
Paradossalmente, lo stesso 26 Settembre in cui è stato inserito questo appuntamento col sentimento di quei quattro scafessi che ho trovato disponibili a parlare di uno scrittore, tra i vari saviano chi e saviano chissenefotte, G.Serino, il critico letterario, ha fatto un appello a mandare al macero Gomorra perché ha rotto i coglioni.
In tutto questo, c’è gente che non sa chi sia Schiavone, gente che mi dà dell’utile idiotino, gente che magari non sa chi sia Schiavone ma che mi associa al papà di Schiavone. Gente che vuole sapere con chi stia. Se vi dicessi la verità vera, che cioè sto dall’unica parte dove stiamo tutti, cioè dalla mia, ricomincerebbe tutto daccapo e allora fate finta che non l’abbia detto.
Ripeto, quando è iniziata la discussione pensavo fossimo tra adulti o gente che volesse parlare consapevolmente al di là degli schemi di quale sia la realtà poi di certi fenomeni.
Poi ho capito che invece il livello era altro.
Non sapevo fosse una gara di buone maniere.
E’ che sono un tantinello razzista coi deficienti.
Ma prometto, Bernardì, che quando faccio Miss Mondo dirò che è un pubblico meraviglioso e che la cultura è un giglio ancora più meraviglioso.
Amen.
Se lallèro… Non ti ho dato della benaltrista, mi riferivo al taglio del tuo commento. Condivisibile, ma prima che napoli diventi zurigo o stoccarda ci vorranno secoli, a essere ottimisti. Quindi nell’attesa cosa si fa? ci si da di zappa sui coglioni. Ovvero l’arte italiana del tafazzismo. Stucchevoli conversazioni sul sesso degli angeli e sulla differenza fra eroi morti ed eroi vivi. Friggere l’aria fino a farla sembrare dorata e croccante. Il mio primo commento voleva essere distaccato ed equilibrato. In fondo sostenevo la funzione utile, la semplice efficacia di certe operazioni, anche se commerciali. Tutto fa brodo se serve a contrastare il crimine organizzato e punto. Senza entrare nel merito. Apriti cielo, i giornalettari subito hanno preso d’aceto, addirittura scrivendo che saviano ha peggioranto la situazione. Se poi gentilmente ci regala 1 o 2 argomenti a supporto di questa tesi strampalata, ci facciamo 2 risate.
Insomma davanti a questa reazione scomposta, lasciando perdere le provocazioni sulle presunte connivenze, rimane comunque un interrogativo aperto, ma perchè? Perchè tanta veemenza, perche da napoletani non difendere con orgoglio questo ragazzo che ha alzato la testa per denunciare le nostre miserie? Ma che è un virus che ha infettato napoli, lo stesso che spinge interi quartieri a rivoltarsi se un delinquente (alias nubbravoguaglione) viene arrestato?
Certo se fosse morto allora… tutta un altra musica, ci saremmo tutti indignati perchè lo stato è incapace di difendere questi coraggiosi che si battono per la giustizia con le proprie armi, in questo caso la penna. Così fu per Siani, così è per Saviano. In questo paese fradicio di cattolicesimo per acquistare dignità bisogna morire. Solo allora diventiamo tutti buonanima, che tu sia stata madre teresa o il mostro di milwakee, una volta che stiri le zampe passi immediatamente dalla parte dei buoni. Roba da chiodi.
Non è il cattolicesimo, Cianciulli.
Già i latini dicevano parce sepulto.
E’ semplice civiltà.
Ciccio bello Ricchiuti non confonderti. Dici: “gente che magari non sa chi sia Schiavone ma che mi associa al papà di Schiavone”.
Ero io, “provaci ancora sam…” che non ricordavo il nome di Schiavone. E, non ricordandolo, non ne ho parlato con te. Qui la gaffe la fai tu. Erano altri a darti dello Schiavone sr. Ciaciulli e Vocidipopolo. E credo ognuno per motivi propri. Io ho parlato sempre di altro con te. Occhio, tutto è scritto. E verificabile. Non come quanto detto dalla maestra dei tuoi figli.
O si caca un’altra volta sulle tue tesi.
Quanto alla tua volontà di un piacevole risveglio, attendo prima che tu mi venga a rimboccare le lenzuoline, questa notte, visto quante ne sai. E mi racconti la storiella.
Ma prima tolgo da casa tutti i libri targati Mondadori, che non si sa mai. Guai poi che mi dai del connivente con Saviano, Schiavone (ora grazie a te, ricordo chi è) e Berlusconi. O chierico sovietico…
ohh, i latini
seconda parte:
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