Arrestato capo dei chierichetti a Bolzano: indovinate? Pedofilia
di Tommaso Caldarelli - 30/03/2010 - Stavolta non è un presbitero al centro dello scandalo: è un laico molto impegnato nella vita parrocchiale, beccato grazie al computer pieno di immagini pedopornografiche. Le valli del circondario di Bolzano sono in subbuglio: a Varna è finito in manette
Stavolta non è un presbitero al centro dello scandalo: è un laico molto impegnato nella vita parrocchiale, beccato grazie al computer pieno di immagini pedopornografiche.
Le valli del circondario di Bolzano sono in subbuglio: a Varna è finito in manette Klaus Moosburger, definito “mito del volontariato” dalla comunità locale, attivista Caritas, biondo e aitante alpinista. “Era praticamente l’aiuto-parroco”, scrive un magazine del mondo del volontariato locale. Dal 2006 al 2009, secondo la procura, il ragazzo si sarebbe speso in attività criminose ai danni di minorenni, come dimostrerebbe il suo archivio informatico, cancellato in tutta fretta ma facilmente ripristinato, e pieno di immagini dei suoi orrendi crimini. “Immagini raccolte dall’uomo in varie occasioni”, scrive il Corriere, “comprese i soggiorni estivi e le gite dei chierichetti”. Il giovane era infatti anche animatore della sezione giovanile dell’alpinismo locale, oltre ad essere il responsabile dei chierichetti della parrocchia del Paese.
MEA CULPA, MEA CULPA - Sconvolta la diocesi, che per bocca del vescovo Karl Gosler in persona chiede perdono. “A nome della Chiesa locale posso solo esprimere il mio sincero rammarico e in particolare alle vittime chiedere perdono a nome di chi ha fatto loro del male”. Come primo intervento, il vicario del vescovo padre Matzneller, responsabile per “le presunte molestie” ha annunciato l’apertura sul sito della diocesi di un forum web che, fungendo da filo diretto, possa essere un modo per denunciare casi di abusi e di molestie all’episcopato. Ma, a sentire le autorità ecclesiastiche, l’impegno non si fermerebbe qui. “Nel caso in cui vi siano segnalazioni su presunti episodi che non siano ancora prescritti per legge, vi è naturalmente la disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria locale” scrive il vescovo, mentre il vicario responsabile chiude: “Si devono chiarire le conseguenze legali e all’interno della Chiesa e si devono trarne quindi le giuste conseguenze.”. Dichiarazioni dunque in linea con quelle della CEI che, in una nota di oggi, si era detta “pronta a collaborare” con le autorità secolari per risolvere la piaga dei preti pedofili.
IL DIAVOLO SI MOSTRA COME UN AGNELLO - E pedofilo, dunque, anche il bravo ragazzo trentino: ma, in più, se le accuse a suo carico venissero confermate, un ipocrita. Navigando sul suo profilo Facebook, scopriamo infatti che il nostro Klaus era iscritto al gruppo di sostegno all’elezione di tal Simon Tschager alla carica di Garante dei Minori della Provincia Autonoma di Bolzano, una figura istituzionale approvata nel 2009 dalla giunta di Luis Durnwalder: “una sorta di difensore civico dei minori”, aveva spiegato a suo tempo il governatore trentino, “richiestoci anche dalle associazioni di volontariato”.
ALTO ADIGE - Sempre nel Nord-est, gli sviluppi delle indagini della polizia postale che nel luglio 2009 avevano portato all’arresto di un giovane di 22 anni della Val Venosta accusato di aver convinto una quindicina di minorenni, di età compresa tra gli 11 ed i 15 anni, ad inviargli foto osè in cambio di soldi o ricariche telefoniche, hanno portato a 13 perquisizioni in tutta Italia, di cui 2 in Alto Adige a carico di persone che avevano scambiato via internet materiale pedopornografico con il giovane arrestato; le altre perquisizioni sono state compiute nelle province di Arezzo, Brescia, Como, Frosinone, Palermo, Pordenone, Savona, Varese, Venezia e Verona. L’indagato, che si trova tuttora in carcere, sarebbe stato in contatto con le persone a carico delle quali, nelle ultime ore, sono state effettuate le perquisizioni. Questa ultime, da parte loro, sono accusate di aver scambiato attraverso chat e forum on line materiale multimediale realizzato mediante lo sfruttamento sessuale di minori. Sono stati denunciati a piede libero un 20enne che vive in un comune limitrofo a Bolzano e un 45enne meranese.












vista la sua fotina su fb…chi l’avrebbe mai detto (anche che fosse un aiuto parroco)
Un solo appunto: gli abitanti di Bolzano sono i bolzanini, non bolzanesi. Quindi si dovrebbe dire: “.. nel Bolzanino…”. Anche se questa espressione non si usa mai, si dice semplicemente “in Alto Adige”. O Südtirol se preferite.
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“il bravo ragazzo trentino”
il biondo krukko, detto comunemente “tamocco”, non è trentino!
scrivete altoatesino, scrivete sudtirolese, ma trentino NO!
esigo rettifica
Non sarà trentino, ma il fatto grave rimane e ci fa chiedere quanto è a tutt’oggi il sommerso di un fenomeno così spregevole che interessaa gli addetti della chiesa cattolica e dintorni. Le gerarchie cattoliche sono in affanno, anche perchè cominciano ad essere consapevoli che sta arrivando il conto, per aver tenuti nascosti questi fatti aberranti per decenni ed io aggiungo che finalmente non potranno più esentarsi da una condanna morale e civile, con l’aggravio di una complicità diffusa fra le altre sfere che getta una luce ancora più perversa dei fatti stessi.Alla faccia della moralità così richiamata, quando riguarda tutti gli altri. Spero che oltre a chi ha subito direttamente il danno, sia l’intera popolazione cattolica del mondo a non dimenticarsi di questi immondi episodi. Mi auguro che la Chiesa, sappia portare modifiche sostanziali al celibato dei suoi sacerdoti, se non vuole vedere assottigliarsi notevolmente le file dei suoi seminaristi. Che detto per inciso non sarebbe un gran male. G.S.