Non aveva ancora finito di perdere, ieri sera, il Partito Democratico, e già aveva trovato qualcuno a cui dare la colpa. Nello specifico, sul banco degli imputati è salito l’astensionismo – che, non si sa perché, avrebbe penalizzato il partito di Bersani più di quello di Berlusconi – e, nello specifico piemontese, il partito di Grillo, che evidentemente secondo qualcuno non aveva diritto di presentarsi alle elezioni perché non è bello disturbare il manovratore.
Certo, è vero che anche Roberto Cota è a favore della Tav che ha costituito il cavallo di battaglia elettorale dei grillini contro la Bresso. Ma se questo non è stato decisivo per far scegliere all’elettore di votare il “male minore” (dal suo punto di vista), la colpa è di chi non è riuscito a farglielo capire, o non era abbastanza credibile per riuscirci.
Ieri Bersani a botta calda diceva di essere pronto a grandi alleanze, per il futuro, e che il modello di coalizione a cui guarda è quello dei presenti alla manifestazione contro il decreto interpretativo del governo a piazza del Popolo. Sarebbe stato più corretto ammettere anche che l’UdC non solo non basta: non serve proprio. A fronte della vittoria ligure c’è la sconfitta piemontese che brucerà per molto, mentre nel Lazio il risultato dell’Udc è andato al di sotto delle attese, ed è stato decisivo per la vittoria solo in mancanza della lista del PdL.
Poi c’è il caso Puglia, dove Vendola vince senza superare il 50%: probabilmente con l’alleanza tra PdL e Udc il PD avrebbe perso anche lì, di sicuro Nichi è stato un candidato impermeabile agli scandali e al malaffare della maggioranza pugliese che lo sostiene. Questo significa che lui è un leader con un’investitura popolare. Mica come quel D’Alema che invece al giudizio “del popolo” non si è mai sottoposto in prima persona e voleva scambiare Vendola, come quando da bambini si gioca con le figurine, con un Boccia e un Emiliano. Con il senno di poi è facile ragionare, ma forse per la Puglia il destino a quel punto sarebbe stato simile a quello del Piemonte (se non della Campania), e anche lì sarebbe stata colpa dell’astensionismo o di qualcuno che decideva di correre da solo soltanto perché è stato cacciato a calci.
Quando avrà finito di raccontarsi le favole, il PD si renderà conto che questa è la più bruciante sconfitta che abbia mai conseguito. E anche che ogni volta che arriva un’elezione, la più bruciante sconfitta diventa sempre l’ultima che è arrivata. Le possibilità di uscire dal cunicolo in cui s’è infilato, senza nemmeno il conforto dei risultati elettorali visto che per tre anni le urne sono chiuse, adesso sono ridotte al lumicino. “Dare un senso a questa storia”, quando “questa storia un senso non ce l’ha”, insomma. E chissà se ce l’ha mai avuto.









[...] crisi è colpa della guerra. E nostra 0 commentistampa – fallo [...]
Se il PD perde, il PDL non gioisce. Entrambi sono al 26%.
Stesso discorso a livello di coalizioni, centrodestra (pdl, lega, la destra) e centrosinistra (pd, idv, sel, fed.sin. e radicali) sono pari al 40%.
Il restante 20% lo hanno preso l’udc, le liste dei governatori e le liste grillo 5 stelle. Il 20% e’ molto.
Se si pensa anche che 1 elettore su 3 non si e’ recato alle urne, per le politiche del 2013 ne esce un quadro molto aperto, tutto da giocare.
Un’analisi impietosa e (purtroppo) giusta. Personalmente, non mi consola il fatto che anche il PdL ha i suoi acciacchi.
Sono davvero le peggiori elezioni della nostra vita.
Bravo Ale, come sempre.
C.
non sono affatto d’accordo, questa volta serviva un voto contro al di la di chi abbiamo all’opposizione, dovevano farci vedere uniti contro la dittatura e invece l’astensionismo come previsto ha danneggiato il centrosinistra. Siamo i soliti polli pensiamo di fare i francesi non capendo che qui l’assenteismo è sempre stata l’arma che si è avvalsa di usare l’estrema destra e il centrodestra..noi siamo i responsabili di questa situazione, noi stiamo consegnando totalmente il paese a loro VERGOGNA ITALIANI
“Quando avrà finito di raccontarsi le favole, il PD si renderà conto che questa è la più bruciante sconfitta che abbia mai conseguito.”
La Bresso ha ironizzato sul fatto che “adesso i Grillini saranno contenti di essere governati da qualcuno che gli assomiglia” questa dichiarazione vale 1000 analisi politiche.
Il PD ha presentato chi sappiamo in Campania e Calabria, mettendo in difficoltà perfino il suo unico vero alleato Dipietro che ha dovuto ingoiare il rospo in Campania. Temo che il PD non si racconti favole, il PD vive nel mondo delle favole dai tempi dei DS e della Margherita. Dare la colpa a Grillo vuol dire non ammettere l’unica semplice verità, che la classe dirigente del partito deve dimettersi in blocco, perchè in un paese occidentale quando i dirigenti perdono si dimettono. Danno la colpa a Grillo perchè sono abituati a pensare che il voto di sinistra gli appartenga di diritto ereditario. In Emilia Romagna si lamentano del 7% del moVimento ma pensassero a quasi il 10% che ha perso il PD rispetto alle precedenti elezioni regionalie agli astenuti. Io ho votato Grillo e per la prima volta da quando voto non mi sento in colpa per aver dato il mio voto ai meno peggio. Ho votato i migliori sulla piazza. Esagero? No, il moVimento è fatto di giovani mentre guardate i partiti monopolisti media 60 anni, hanno un programma politico chiarissimo sull’ambiente, sull’energia, sulle riforme delle istituzioni e via dicendo il PD non ha nulla e sono incensurati!!!
beh diciamo che il pd è riuscito nel suo intento: perdere. perchè la sconfitta se l’è cercata senza se e senza ma.
in campania ed in calabria le amministrazioni di centrosinistra hanno fatto sfracelli e l’hanno giustamente pagata.
in puglia si è vinto solo perchè udc e pdl hanno corso separati altrimenti dubito che con tutti gli scandali che ci sono stati vendola sarebbe ancora lì.
nel lazio i dirigenti del pd papabili per la presidenza hanno vigliaccamente dato forfait prevedendo una clamorosa sconfitta, nel vuoto si è inserita la bonino che ha dimostrato che invece si poteva vincere. peccato che il lazio si regga sul voto cattolico e la bonino non fosse la candidata più adatta ad intercettarlo.
in piemonte le scelte destroidi della bresso le hanno alienato il favore della parte più sinistra dell’elettorato che o si è astenuto o ha votato grillo.
con questa classe di politici non si va da nessuna parte. d’alema veltroni e quelli come loro hanno fallito e continuano a fallire ma non si schiodano: il partito è una loro proprietà e serve a curare i loro interessi.
non si può andare avanti a votare solo perchè una parte è il “male minore”, si togliessero dalle palle e lasciassero il posto a chi magari qualche idea per ricreare una opposizione seria ce l’ha.
Analisi ineccepibile.
Continuo a non capire perché la dirigenza PD, complessivamente erede del PCI, che le autocritiche le faceva e le responsabilità di solito se le assumeva, sia così irresponsabile. Forse perché, al contrario dei tempi del PCI, è una dirigenza cotta, cadaverica, finita e soprattutto falli(men)ta(re), che va avanti per inerzia e soprattutto per impermeabilità rispetto all’elettorato.
Sa che se cominciasse a mettersi in discussione verrebbe spazzata via; emblematico l’arrogante e cafone nervosismo di Fassino
http://tv.repubblica.it/copertina/fassino-si-rafforza-la-radicalita/44740?video=&pagefrom=2
Con il PD in questo stato Berlusconi farà il presidente a vita e la Lega conquisterà anche la Calabria. Ah, che rabbia, vedere le scene di esultanza dei leghisti! Se avessimo avuto un’opposizione credibile…
wwww.ledicolante.altervista.org/riflessioni.html