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Economiadi Pietro Di Giorgio (Libertyfirst)
pubblicato il 26 settembre 2008 alle 10:39 dallo stesso autore - torna alla home

Uno dei capisaldi della politica per lo sviluppo del mezzogiorno è storicamente il trasferimento a fondo perduto di una mole consistente di risorse finanziarie. L’esperienza insegna che, più che una cura, essi sono una malattia: la palude in cui è impantanto il mezzogiorno

La contrattazione nazionale collettiva del lavoro è uno dei maggiori problemi del Mezzogiorno, in quanto produce elevata disoccupazione, soprattutto di lungo termine, e allontana i capitali. Eppure le moltissime, tutte fallimentari, politiche per il Mezzogiorno non si limitano a sperare che la retorica giuslavoristica ecommerce 360 Il sud nella palude dei finanziamenti a fondo perdutodel diritto al lavoro riempia le tasche dei disoccupati più di un lavoro vero. Ci sono anche i finanziamenti agevolati, i trasferimenti assistenziali, e l’assunzione nella P. A. Che assistere o assumere chi si trova in stato di minorità economica per via delle politiche cosiddette “sociali” non sia la soluzione è evidente. Ma perché i finanziamenti agevolati non hanno mai fatto sviluppare il Sud?

I FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO – Un finanziamento agevolato si ha quando si ottengono fondi a costi inferiori a quelli di mercato; un finanziamento a fondo perduto si ha quando il debitore riceve credito e non deve restituire niente. La domanda di credito agevolato è per definizione superiore all’offerta di credito, limitata ad esempio da quanto lo Stato riesce a togliere al Nord con la tassazione. Cosa succede quando la domanda supera l’offerta? Deve intervenire un meccanismo di razionamento. Sul mercato è in genere il prezzo: se la domanda di credito è eccessiva, i tassi di interesse salgono. Non è il caso dei finanziamenti a fondo perduto, a interesse nullo, e neanche di quelli a interessi agevolati.

COME RAZIONARE IL CREDITO – Come si fa quindi a razionare il credito? Ci sono varie possibilità:
1.    Burocrazia – La domanda di credito è ridotta dal costo delle pratiche burocratiche.
2.    Regolamentazioni – Le richieste di finanziamenti devono soddisfare determinati requisiti, come la presenza di un progetto industriale o un piano di assunzioni.
3.    Rapporti personali – La probabilità di ottenere finanziamento cresce se si è parente o amico del funzionario incaricato, o se si sono avuti in passato relazioni professionali con quest’ultimo.
4.    Corruzione – I fondi vanno a chi offre di più, ma non al risparmiatore che mette a disposizione credito, ma al funzionario che prende le decisioni.
5.    Intimidazione – La mafia dice che chi fviadotto2 1 Il sud nella palude dei finanziamenti a fondo perdutoa richiesta di fondi verrà bastonato.
6.    Socialismo – Lo stato decide come allocare le risorse con un piano quinquennale di stampo sovietico dove si specifica cosa, come, quanto produrre.
7.    Lotteria – Tra tutte le richieste di finanziamento pervenute se ne scelgono alcune a caso.

QUESTE SONO SOLUZIONI? - La burocrazia (1) non uguaglierà mai domanda e offerta di finanziamenti a fondo perduto: spendere 100€ in una fila per chiederne un milione sarà sempre un buon investimento. Aggiungerei che la lotteria (7) sta lì solo per ridere: mi chiedo però perché non si ride anche delle altre sei assurdità. Forse perché sarebbe meglio piangere. Le regolamentazioni (2) molto possono per ridurre la domanda di credito, ad esempio impedendo la richiesta di finanziamenti per ristrutturare abitazioni; ma è ovvio che l’attività imprenditoriale non possa essere sostituita dalla burocrazia: qualcuno deve decidere come allocare le risorse, non è possibile avere un insieme di regole statiche che prendono decisioni. I rapporti personali (3) tutto sono tranne che economicamente efficienti: e sono pure profondamente iniqui. La corruzione e l’intimidazione (4 e 5) non vanno prese sul serio come soluzione del problema: sono l’ovvia e inevitabile conseguenza dei finanziamenti a pioggia, ma non hanno nulla a che fare con una razionale allocazione delle risorse. Rimane il socialismo (6), che ha fallito ovunque. Il problema della decisione centralizzata sull’allocazione delle risorse e che profitti e perdite dipendono da una miriade di fattori specifici,  Il sud nella palude dei finanziamenti a fondo perdutocontingenti, locali, dispersi… la produzione è così complessa che nessun dittatore sociale benevolo può effettivamente risolvere il cosiddetto “problema del calcolo economico“: l’unico modo per allocare razionalmente le risorse è il sistema dei prezzi. L’esperienza socialista dimostra che questo sistema genera corruzione infinita e distrugge il tessuto sociale, rendendo le persone corrotte e incapaci di cooperare ed impegnarsi.

PER USCIRE DALLA PALUDE – Non esiste quindi un meccanismo efficiente per allocare i capitali messi a disposizione del Sud. E gran parte dei meccanismi di razionamento concepibili sono proni a fenomeni di corruzione e beneficeranno la parte più corrotta della società meridionale, non ultime le varie mafie. Inutile farsi illusioni. Forse il Sud non ha le capacità morali e istituzionali di crescere, neanche senza i problemi creati dallo Stato con le sue insulse politiche. Un “nation building” non si fa in un paio d’anni: la società richiede cultura, valori, istituzioni, carattere. Forse il Sud è così malridotto che l’unica alternativa allo Stato, nel breve termine, è la Mafia: di certo, finché ci saranno queste politiche non si uscirà mai dalla palude.

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