Italia, Libia e i migranti al contrario

29/03/2010 - Un popolo ospitale quello che ci descrive, eppure fino a qualche anno fa il regime di Gheddafi celebrava una sorta di “giornata della memoria” contro gli italiani accusati di “genocidio” o quasi, durante l’occupazione fascista. Come sono oggi i suoi

     
 

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Un popolo ospitale quello che ci descrive, eppure fino a qualche anno fa il regime di Gheddafi celebrava una sorta di “giornata della memoria” contro gli italiani accusati di “genocidio” o quasi, durante l’occupazione fascista. Come sono oggi i suoi rapporti con le autorità libiche?

“I rapporti con le autorità sono altrettanto buoni sia a livello amministrativo, penso per esempio ai vigili urbani, sia a quello burocratico come con i funzionari governativi e gli stessi ministri. Utilizzano sempre solo le 3 o 4 parole in italiano che conoscono per simpatizzare. Il vigile urbano, per esempio, che ti ferma inferocito perché sei passato con il rosso, quando vede il passaporto italiano, sorride subito dicendo “Ah Italiano buono, buono” e ti manda via con un cenno.

Ma guarda… E le nostre autorità sul posto? Sì, insomma l’ambasciata, i consolati ecc. come si rapportano con voi?

“La nostra Ambasciata, tramite l’addetto commerciale e ICE, aiuta molto le aziende che l’avvicinano sia con preziose informazioni che mediante la partecipazione ad incontri di affari con enti pubblici dando a questi ultimi l’impressione che il governo sia con noi”.

Ed invece, no?

“Il panorama roseo che descrivo è offuscato dall’opprimente burocrazia che causa tempi lunghissimi sia per le negoziazioni che per i pagamenti. Inoltre è frustrante il fatto che spesso l’appalto o l’affare non vengono persi ma semplicemente spariscono”.

Addirittura? E allora perché non fa un appello ai suoi connazionali e a quanti potrebbero accettare questa sfida impegnativa?

“La Libia richiede una presenza costante e tempi lunghi mentre gli italiani che hanno sentito del boom, arrivano pensando a “Veni, Vidi, Vici” spesso illusi da decine di procacciatori d’affari che vendono fumo facendo balenare contratti da capogiro a portata di mano. I media italiani parlano pochissimo della Libia e quando lo fanno è per parlare del suo leader e delle visite di Berlusconi”.

Mannò…

     
 

8 Commenti

  1. fabristol scrive:

    Certo che gli italiani che passano col rosso in Libia.. si fanno riconoscere pure lì. Poteva scegliere un esempio migliore.
    Bella intervista ma avrei preferito qualche spunto più politico, sulla questione immigrazione per esempio ecc.

  2. Hellequin scrive:

    Dovremmo riprenderci la Libia come colonia.

  3. michele scrive:

    Io ho lavorato per Guidotti in Libia ma lui non mi ha ancora pagato il lavoro svolto per lui. Sara’ per quello che fatica a trovare partner.

    • Italo scrive:

      Caro Michele,

      ma che ne sai tu il motivo per il quale non ti ha pagato ? Glielo hai chiesto ? Non mi sembra, quindi chissá quanto sia vero il tuo commento giusto per scrivere di qui e di lá…

      • Michele scrive:

        Gentile Italo,
        il motivo lo ho chiesto e lui mi ha risposto che mi avrebbe pagato quando avrebbe avuto i soldi per farlo. Sono passati 10 anni.

  4. paolo scrive:

    Sono anch’io un’imprenditore che ha avuto un discreto successo nel mercato libico e sono anch’io un veterano bene informato sulla Libia . Siccome mi vengono i conati di vomito quando leggo informazioni false e svianti soprattutto quando cio’ coinvolge l’ottima reputazione che le diverse e buone imprese italiane si sono costruite a fatica e da sole in questa misteriosa, promettente, ricca e difficile Libia, desidero dare a chi ci sta leggendo ed in special modo ai giovani, contributo di corretta testimonianza dei fatti per scongiurare il generare di spiacevoli malintesi .

    Le buone imprese italiane a cui mi riferivo, certamente non possono essere ne’rappresentate e ne’ tantomeno raccontate da quei personaggi italiani di bassa lega che purtroppo e’ tipico trovare aggirarsi nel mondo in questi ricchi liberi mercati internazionali regolati da
    dubbie leggi, come appunto quello libico, personaggi che trovano in detti mercati un perfetto
    ambiente d’azione addirittura per loro protettivo, dove svolgere la loro filosofia “trombereccia” e dare sfogo al loro istintivo spirito truffaldino negli affari, riuscendo certamente a realizzare nei decenni anche ottimi affari ma a prezzo dello “sputtanamento” dell’ottima imprenditoria italiana in Libia .
    Pensate che per loro abilita’, riescono ad intrufolarsi ed a galleggiare abilmente negli anfratti e nelle pieghe anche di ambienti politici e diplomatici italiani in Libia, ottenendo spesso dagli stessi anche una certa considerazione che immediatamente sfruttano per i loro progetti incantatori sull’eldorado libico che rivolgono alle ditte italiane da spennare, che sono in disperata ricerca di nuovi mercati .

    Il Sig. Arnaldo Guidotti e’ uno dei piu’abili rappresentanti di questa negativa categoria d’imprenditoria italiana truffaldina da debellare nel mondo, inoltre consiglio vivamente di NON AVERE MAI A CHE FARE con le sue ditte :
    1) Emaco group
    2) Emaco libya
    3) Italmaco
    4) Tca
    5) Enterprise
    6) Impexital
    7) Eloto
    A disposizione per suggerimenti amichevoli nel caso che qualcuno fosse finito in dette “reti” .
    ********************************************************************************
    Finalmente adesso listo alcuni nominativi di imprese italiane di comprovata SERIETÀ’ e BUONA REPUTAZIONE in Libia .

    1) IMPREGILO S.p.a. – Costruzioni civili-stradali
    2) CON.I.COS S.p.a. – Costruzioni civili-stradali
    3) BONATTI S.p.a. – Impianti petroliferi
    4) SOGEPI S.r.l. – Servizi petroliferi
    ed altre ancora ………………………………………………..

    A VOSTRA DISPOSIZIONE PER CHIARIMENTI SULLA LIBIA

    Saluti/Paolo

    • arnaldo guidotti scrive:

      Invio mio commento a Paolo
      1. i commenti anonimi sono molto spiacevoli e, potendo dire quello che si vuole sotto anonimato, ti ringrazio perche’ potevi dire cosa peggiori su di me.
      2. abbi quindi la buona creanza di fare le stesse affermazioni usando nome e cognome. Oppure temi una causa per diffamazione nel caso tu non sia in grado di provare le tue affermazioni ?
      3. accetto che tu resti anonimo ma tu dia chiaramente i motivi delle tue dichiarazioni.
      4. sia la che la “vecchia Libia ante Ghedafi mi/ci ha sempre e continuamente gratificato con buoni contratti che abbiamo eseguito a regola d’arte e nei tempi dovuti. Percio’ la “nuova Libia” post Ghedafi appena nata ci ha subito ( e per primi) premiato con contratti ancora piu’ grossi.
      5. Affermo senza tema di sementita che non abbiamo alcun sostegno politico in Italia e non siamo nemmeno mai stati aiutati ne’ dalla vecchia Ambasciata ne’ dalla nuova.
      6. Impregilo, Conicos e Bonatti (non conosco la IV) sono scappate alla fine febbraio lasciando importanti contratti in sospeso. Noi siamo rimasti perche’ un contratto si deve portare a termine a qualsiasi prezzo ed e’ quello che abbiamo fatto in questi 7 mesi ed e’ cio’ che ci e’ stato riconosciuto dalla “nuova Libia” che ci ha ringrazioto e compensato con nuovi contratti anche perche’, senza contratto e senza ordini, in agosto abbiamo riparato gratis diversi danni alle reti idriche, fognarie ed elettriche come dono alla popolazione di Tripoli.
      Sciaquati la bocca Paolo

  5. elio scrive:

    sono perfettamenete d’accordo conoscendo molto bene la libia.
    sarebba cosa assai gradita se le nostre autorità di ambasciata facessero una seria selezione onde evitare il proliferare di episodi che non fanno certo onore alla italia.

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