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	<title>Commenti a: Un rapporto migliore con i pazienti è possibile. Parola di medico</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Mar 2010 17:54:04 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Di: Claudio</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-3161</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2008 02:06:38 +0000</pubDate>
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		<description>Che abbassino gli stipendi ai medici!
Sono pagati uno spriposito.
Ci credo che poi vengono visti come presuntuosi onnipotenti.
Non è possibile che un pediatra prenda 12.000€ lordi mensili per lavorare (secondo contratto) 15 ore settimanali senza notti, visite domiciliari o reperibilità.
Quanti avvocati/architetti/ingegneri/fisici/chimici/imprenditori prendono queste cifre a parità di ore di lavoro?
Nessuno.Medici e dentisti sono una casta=a nessuno piace mantenere dei piccoli faraoni con i soldi delle proprie tasse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che abbassino gli stipendi ai medici!<br />
Sono pagati uno spriposito.<br />
Ci credo che poi vengono visti come presuntuosi onnipotenti.<br />
Non è possibile che un pediatra prenda 12.000€ lordi mensili per lavorare (secondo contratto) 15 ore settimanali senza notti, visite domiciliari o reperibilità.<br />
Quanti avvocati/architetti/ingegneri/fisici/chimici/imprenditori prendono queste cifre a parità di ore di lavoro?<br />
Nessuno.Medici e dentisti sono una casta=a nessuno piace mantenere dei piccoli faraoni con i soldi delle proprie tasse.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cesare</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-2921</link>
		<dc:creator>Cesare</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 00:06:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=568#comment-2921</guid>
		<description>Donatella,

ho letto con interesse il tuo articolo, che tocca un argomento delicato, difficile, importantissimo, che coinvolge molte delle abilità di cui un medico ha bisogno per svolgere la sua missione.
Devo dire che però proprio perchè l&#039;argomento è complesso, non può essere banalmente compresso e ridotto in così poco spazio. Semplicemente perchè ogni riduzione ed esemplificazione rischia di cambiare il messaggio che arriva ai pazienti (ed ai medici, perchè no).
Io sono un tuo collega, sono nella fase iniziale della mia carriera. E&#039; vero che in generale uno studente di medicina non viene addestrato alla gestione del rapporto medico-paziente, io forse sono un&#039;eccezione, avendo seguito al terzo anno un corso speciale di psicologia da cui ho imparato tantissimo, e che mi ha dato le basi per continuare da solo lo studio affascinante delle dinamiche medico-paziente.
A fronte di molte cose condivisibili nel tuo articolo voglio sottolineare i punti da cui dissento, o che meritavano un&#039;analisi meno superficiale:
I pazienti non hanno bisogno di un posto tranquillo, ma di qualcuno che sappia accogliere le loro (disperate) richieste di aiuto e comprensione, anche in un corridoio affollato.
Il meccanismo di difesa che i medici si costruiscono spesso li aiuta a non esser travolti da onde emotive che gli impedirebbero di fare il loro lavoro serenamente. Questo è un punto cruciale, e anche molto controverso. La filosofia da sempre si è misurata con il tema della consolazione, un tema difficile. Il consolatore è cinicamente visto come un truffatore in grado di dare una risposta alla richiesta di aiuto solo virtù dell&#039;estraneità emotiva di fronte all&#039;afflitto (non me ne importa niente di te, perciò ti posso consolare). Al contrario, il comportamento empatico, quello che di solito viene preso come modello di relazione medico-paziente, se integralmente applicato rischia conseguenza disastrose sul medico (io sento il tuo dolore, io divento te, mi è impossibile consolarti).
La mia esperienza mi ha reso chiaro sin dall&#039;inizio che un rapporto di fiducia tra medico e paziente è come un patto di sangue, un qualcosa che ti porti dentro, e inevitabilmente entrambi consegnano una parte di sé all&#039;altro, si vince insieme, si perde insieme.
Il discorso dell&#039;umiltà è strettamente legato a questo, perchè il medico saggio sa che ci sono situazioni in cui la propria opinione potrebbe non essere universale, ma a quel punto è lui stesso che deve consigliare un altro parere, la sua onestà lo impone. Ma dobbiamo stare bene attenti, perchè quando dici &quot;la salute è la vostra e chiedere altri pareri è un sacrosanto diritto&quot; dici qualcosa di vero ma rischi di innescare una catena di dubbi ed insicurezze che solo in pochi casi hanno una ragione d&#039;essere, credimi. E quando il paziente si trova davanti a 2, 3 o più opinioni discordanti la sua angoscia è quadruplicata. Davanti a diagnosi impietose è naturale l&#039;istinto del paziente a non arrendersi, a non accettare. Ma alimentare false speranze è altrettanto dannoso. Di solito è possibile identificare segni ed indizi che fanno pensare ad una non corretta gestione diagnostica, e che quindi possono giustificare la ricerca di altri pareri medici. Sarebbe stato più educativo per i pazienti cercare di renderli consapevoli su questi temi (che essendo del mestiere conoscerai bene).

Un cordiale saluto,
Cesare Russo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Donatella,</p>
<p>ho letto con interesse il tuo articolo, che tocca un argomento delicato, difficile, importantissimo, che coinvolge molte delle abilità di cui un medico ha bisogno per svolgere la sua missione.<br />
Devo dire che però proprio perchè l&#8217;argomento è complesso, non può essere banalmente compresso e ridotto in così poco spazio. Semplicemente perchè ogni riduzione ed esemplificazione rischia di cambiare il messaggio che arriva ai pazienti (ed ai medici, perchè no).<br />
Io sono un tuo collega, sono nella fase iniziale della mia carriera. E&#8217; vero che in generale uno studente di medicina non viene addestrato alla gestione del rapporto medico-paziente, io forse sono un&#8217;eccezione, avendo seguito al terzo anno un corso speciale di psicologia da cui ho imparato tantissimo, e che mi ha dato le basi per continuare da solo lo studio affascinante delle dinamiche medico-paziente.<br />
A fronte di molte cose condivisibili nel tuo articolo voglio sottolineare i punti da cui dissento, o che meritavano un&#8217;analisi meno superficiale:<br />
I pazienti non hanno bisogno di un posto tranquillo, ma di qualcuno che sappia accogliere le loro (disperate) richieste di aiuto e comprensione, anche in un corridoio affollato.<br />
Il meccanismo di difesa che i medici si costruiscono spesso li aiuta a non esser travolti da onde emotive che gli impedirebbero di fare il loro lavoro serenamente. Questo è un punto cruciale, e anche molto controverso. La filosofia da sempre si è misurata con il tema della consolazione, un tema difficile. Il consolatore è cinicamente visto come un truffatore in grado di dare una risposta alla richiesta di aiuto solo virtù dell&#8217;estraneità emotiva di fronte all&#8217;afflitto (non me ne importa niente di te, perciò ti posso consolare). Al contrario, il comportamento empatico, quello che di solito viene preso come modello di relazione medico-paziente, se integralmente applicato rischia conseguenza disastrose sul medico (io sento il tuo dolore, io divento te, mi è impossibile consolarti).<br />
La mia esperienza mi ha reso chiaro sin dall&#8217;inizio che un rapporto di fiducia tra medico e paziente è come un patto di sangue, un qualcosa che ti porti dentro, e inevitabilmente entrambi consegnano una parte di sé all&#8217;altro, si vince insieme, si perde insieme.<br />
Il discorso dell&#8217;umiltà è strettamente legato a questo, perchè il medico saggio sa che ci sono situazioni in cui la propria opinione potrebbe non essere universale, ma a quel punto è lui stesso che deve consigliare un altro parere, la sua onestà lo impone. Ma dobbiamo stare bene attenti, perchè quando dici &#8220;la salute è la vostra e chiedere altri pareri è un sacrosanto diritto&#8221; dici qualcosa di vero ma rischi di innescare una catena di dubbi ed insicurezze che solo in pochi casi hanno una ragione d&#8217;essere, credimi. E quando il paziente si trova davanti a 2, 3 o più opinioni discordanti la sua angoscia è quadruplicata. Davanti a diagnosi impietose è naturale l&#8217;istinto del paziente a non arrendersi, a non accettare. Ma alimentare false speranze è altrettanto dannoso. Di solito è possibile identificare segni ed indizi che fanno pensare ad una non corretta gestione diagnostica, e che quindi possono giustificare la ricerca di altri pareri medici. Sarebbe stato più educativo per i pazienti cercare di renderli consapevoli su questi temi (che essendo del mestiere conoscerai bene).</p>
<p>Un cordiale saluto,<br />
Cesare Russo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Notizie scientifiche prima settimana di Maggio &#124; Psiche Soma</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-2299</link>
		<dc:creator>Notizie scientifiche prima settimana di Maggio &#124; Psiche Soma</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 16:55:10 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Un rapporto migliore con i pazienti è possibile. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Un rapporto migliore con i pazienti è possibile. [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Uyulala</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-2246</link>
		<dc:creator>Uyulala</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 20:29:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao &lt;b&gt;Lisa!&lt;/b&gt;
il problema dei tempi di visita è strettamente legato alla tendenza in tutti i settori a privilegiare la quantità delle prestazioni piuttosto che la qualità. I medici di famiglia vengono pagati a paziente e tutti aspirano a diventare massimalisti (ossia avere 1500 pazienti) perché in questo modo guadagnano di più a prescindere che i pazienti siano prevalentemente persone giovani e sane o anziani e con patologie plurime. Avere 1500 pazienti di cui la maggior parte costituiti da persone anziane e malate significa di fatto non riuscire a fornire un&#039;assistenza adeguata o perché si dedica troppo poco tempo a ciascuno oppure perché, cercando di dedicare un tempo congruo per ciascun paziente, necessariamente ci si ritrova a penalizzare chi attende.


&lt;b&gt;Carlo&lt;/b&gt;
siamo tutti esseri umani, volenti o nolenti, e tutti navighiamo nello stesso mare di incertezza. A qualcuno la vita si è premunita di ricordarlo molto bene...


&lt;b&gt;per Medico Malato&lt;/b&gt;
siamo diventati dei burocrati e facciamo una fatica immensa per mantenere il nostro ruolo di &quot;artisti e scienziati&quot; della salute. Nel nostro campo, lo sai, ci sono molti livelli gerarchici &quot;effettivi&quot; di medici, al di là del ruolo ricoperto. Alcuni vivono davvero in uno stato di onnipotenza, ma la maggior parte è costituita da persone profondamente affaticate e frustrate in un ruolo carico di responsabilità al quale sottraggono ogni giorno le soddisfazioni tipiche del nostro lavoro. 

Come se ne esce? Proprio non lo so...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao <b>Lisa!</b><br />
il problema dei tempi di visita è strettamente legato alla tendenza in tutti i settori a privilegiare la quantità delle prestazioni piuttosto che la qualità. I medici di famiglia vengono pagati a paziente e tutti aspirano a diventare massimalisti (ossia avere 1500 pazienti) perché in questo modo guadagnano di più a prescindere che i pazienti siano prevalentemente persone giovani e sane o anziani e con patologie plurime. Avere 1500 pazienti di cui la maggior parte costituiti da persone anziane e malate significa di fatto non riuscire a fornire un&#8217;assistenza adeguata o perché si dedica troppo poco tempo a ciascuno oppure perché, cercando di dedicare un tempo congruo per ciascun paziente, necessariamente ci si ritrova a penalizzare chi attende.</p>
<p><b>Carlo</b><br />
siamo tutti esseri umani, volenti o nolenti, e tutti navighiamo nello stesso mare di incertezza. A qualcuno la vita si è premunita di ricordarlo molto bene&#8230;</p>
<p><b>per Medico Malato</b><br />
siamo diventati dei burocrati e facciamo una fatica immensa per mantenere il nostro ruolo di &#8220;artisti e scienziati&#8221; della salute. Nel nostro campo, lo sai, ci sono molti livelli gerarchici &#8220;effettivi&#8221; di medici, al di là del ruolo ricoperto. Alcuni vivono davvero in uno stato di onnipotenza, ma la maggior parte è costituita da persone profondamente affaticate e frustrate in un ruolo carico di responsabilità al quale sottraggono ogni giorno le soddisfazioni tipiche del nostro lavoro. </p>
<p>Come se ne esce? Proprio non lo so&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: medico malato</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-2231</link>
		<dc:creator>medico malato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 15:57:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=568#comment-2231</guid>
		<description>d&#039;accordo, ma occorerebbe eseere padroni, o almeno autonomi nel proprio lavoro. Oggi un medico è un impiegato della ASL.E&#039; difficile ricordare ogni momento l&#039; importanza di quello che fai, se tutto in torno a te ti dice che non conti nulla.
Lo so ad un paziente sballottato per ospedali questo sembra assurdo.Ma l&#039;assurdo è che il medico è percepito come un presuntuoso onnipotente,e si sente incompreso e maltrattato. Come se ne esce? se se ne esce?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>d&#8217;accordo, ma occorerebbe eseere padroni, o almeno autonomi nel proprio lavoro. Oggi un medico è un impiegato della ASL.E&#8217; difficile ricordare ogni momento l&#8217; importanza di quello che fai, se tutto in torno a te ti dice che non conti nulla.<br />
Lo so ad un paziente sballottato per ospedali questo sembra assurdo.Ma l&#8217;assurdo è che il medico è percepito come un presuntuoso onnipotente,e si sente incompreso e maltrattato. Come se ne esce? se se ne esce?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Comicomix</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-2223</link>
		<dc:creator>Comicomix</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 15:16:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=568#comment-2223</guid>
		<description>Complimenti Donatella. Come sai ho provato sulla mia pelle alcune di queste esperienze, nel bene e nel male. Il medico e il paziente sono, prima di ogni cosa, due esseri umani.

Non va dimenticato da nessuno.

^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti Donatella. Come sai ho provato sulla mia pelle alcune di queste esperienze, nel bene e nel male. Il medico e il paziente sono, prima di ogni cosa, due esseri umani.</p>
<p>Non va dimenticato da nessuno.</p>
<p>^_^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lisa72</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-2190</link>
		<dc:creator>Lisa72</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 13:12:37 +0000</pubDate>
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		<description>Un bell&#039;articolo: da far leggere a pazienti e medici! Vorrei solo aggiungere un elemento: la disponibilità. Un atteggiamento positivo e negativo! Se il medico è poco disponibile e liquida tutti in 2 minuti netti non cura o aiuta nessuno ma anche troppa disponibilità verso i pazienti tende ad allungare molto (troppo) le visite con ricadute sui pazienti successivi: soprattutto il medico di famiglia che arriva ad avere 3 ore di ritardo sull&#039;orario di una visita prenotata da 10 giorni non crea un buon rapporto. Ci sono ottimi medici che prendono più pazienti di quanti dovrebbero però alla fine non riescono a seguirli tutti...
Un abbraccio, Lisa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un bell&#8217;articolo: da far leggere a pazienti e medici! Vorrei solo aggiungere un elemento: la disponibilità. Un atteggiamento positivo e negativo! Se il medico è poco disponibile e liquida tutti in 2 minuti netti non cura o aiuta nessuno ma anche troppa disponibilità verso i pazienti tende ad allungare molto (troppo) le visite con ricadute sui pazienti successivi: soprattutto il medico di famiglia che arriva ad avere 3 ore di ritardo sull&#8217;orario di una visita prenotata da 10 giorni non crea un buon rapporto. Ci sono ottimi medici che prendono più pazienti di quanti dovrebbero però alla fine non riescono a seguirli tutti&#8230;<br />
Un abbraccio, Lisa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo!</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/568/un-rapporto-migliore-con-i-pazienti-e-possibile-parola-di-medico/#comment-2188</link>
		<dc:creator>ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo!</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 12:47:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=568#comment-2188</guid>
		<description>&lt;strong&gt;Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it....&lt;/strong&gt;

...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it&#8230;.</strong></p>
<p>&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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