23 marzo 2010
Ufficialmente sono vietati, ma in realtà continuano a circolare. E i pronostici sono in bilico in tre regioni decisive. Dove il Pd ha vinto nelle scorse elezioni, e il PdL ha buone possibilità ma non la certezza di portare a casa il risultato.
Ufficialmente sono vietati, e allora ci si arrangia come si può: con le corse dei cavalli, con i ciclisti e con la potenza della metafora. Però i sondaggi, anche se ne è vietata la divulgazione, continuano a essere svolti e lo saranno fino all’ultimo: queste elezioni regionali stanno diventando troppo importanti, soprattutto dal punto di vista politico, per poter farne a meno. E anche perché i risultati potrebbero portare a un risultato anche a livello nazionale.
I RISULTATI SICURI… - Di risultati certi ce ne sono un bel po’, anzi: sono la maggioranza a ben vedere. In Basilicata, Umbria, Marche, Toscana, ed Emilia Romagna non ci dovrebbe essere partita: il centrosinistra si dovrebbe confermare tranquillamente al comando. Le corse di cavalli e i risultati del ciclismo concordano con le corse clandestine. Meno sicuro, ma ormai assegnate paiono anche la Liguria e la Puglia, dove comunque il centrodestra appare in recupero, ma non è detto che gli riesca il sorpasso all’ultima curva. In particolare, nella regione di Vendola ci sarebbe un divario piccolo tra l’attuale governatore e Palese (uno o mezzo punto percentuale), e un’ottima performance per la Poli Bortone che non consentirebbe a nessuno dei due concorrenti di avere la maggioranza dei voti, con tutto quello che ne conseguirà a livello di Consiglio Regionale. Lombardia, Veneto e Calabria non sono in discussione: andranno al centrodestra, e per l’ultima si attende solo di sapere il come: Scopelliti potrebbe vincere largamente secondo alcuni, soltanto in virtù della discesa in campo di Callipo che “ruberebbe” voti a Loiero per altri.
…E QUELLI IN BILICO - Sono tre, invece, i risultati in bilico. Nel Piemonte la corsa tra Mercedes Bresso e Roberto Cota pare apertissima: in vantaggio di un punto e mezzo secondo alcuni il candidato leghista, di un punto la spunterebbe il governatore uscente secondo altri. In maggioranza si pensa che alla fine, di un’incollatura, dovrebbe vincere la Bresso, che così confermerebbe i risultati della sua amministrazione. Le performance dell’ex capogruppo leghista però sono ottime, e un miracolo alle urne potrebbe anche arrivare. In Campania, apparentemente, non ci dovrebbe essere partita: il PdL è in vantaggio come coalizione, in alcune rilevazioni anche di otto punti. Ma nelle stesse, a sorpresa, De Luca sarebbe a un punto di distanza da Caldoro come gradimento: un risultato possibile grazie al voto disgiunto, all’acquisto delle preferenze che sta avvenendo in zona e alle raccomandazioni dei candidati al Consiglio, tra i quali c’è qualcuno che chiede il voto per sé ma lascia libero il “venditore” di decidere chi può essere il governatore. Una pratica con la quale, complici le diatribe tra Cosentino e Bocchino/Carfagna, svantaggerebbe il candidato del Psi appoggiato dal centrodestra. Un mistero per tutti i pronostici come finirà la partita nel Lazio dopo l’esclusione della lista del Popolo delle Libertà. Renata Polverini ha appena usufruito dell’endorsement della Chiesa, e prima di questo tutti davano comunque un risultato in bilico: parità assoluta tra le due, con i minori a spartirsi le briciole e quota di indecisi in calo. Nelle ultime rilevazioni Emma Bonino vinceva di poco, e quindi è probabile che l’effetto della campagna elettorale e del suo imbarbarimento polemico abbia fatto guadagnare visibilità all’ex sindacalista dell’Ugl. Come finirà? Se dovesse essere tre a zero per il centrosinistra, si aprirebbe una crisi politica senza precedenti per Berlusconi. Ma è improbabile che vada così. Un 2 a 1 sembra più possibile. Il problema è sapere a vantaggio di chi.




Un mio amico giura di aver sentito gridare a Napoli, dalle parti di via Toledo per la precisione “To close to call”
IMHO dipende dall’affluenza. Mannheimer dice che sarà alta.
Magari, però, ha capito male, ed era solo “l’allucca” di quello che vende “triglie e calamari”..
bah, sarebbe clamoroso.
UNo dei punti dirimenti è la maggioranza in Conferenza Stato regioni.
Nelle 7 (8, le due province di Trento e Bolzano vanno da sole) dove non si vota mi pare ci sono 4 di centro destra, 3 di centro sinistra o comunque non di centro destra e la Sicilia (che non si sa bene come collocare, adesso).
Posto che non ci sarà il paventato cappotto per il Pd che si temeva qualche mese fa, ma neppure lo sberlone che secondo me Berlusconi si meriterebbe, alla fine bisognerà vedere anche questo aspetto. Siamo lì.