Cultura

La crisi della Chiesa secondo Della Loggia

22 marzo 2010

Oltretevere non si respira una bella aria: colpa dei tanti scandali che negli ultimi giorni hanno fatto tremare il Vaticano. Ecco cosa ne pensa 

La Chiesa cattolica sotto tiro, perseguitata, ostracizzata, vilipesa, si rifugia nuovamente nelle catacombe pronta al sacrificio nell’arena moderna dei media ove viene immolata da diabolici laici agguerriti come gladiatori per la gioia di un pubblico oramai scristianizzato. Questa, in sintesi, l’analisi che Ernesto Galli della Loggia fa sul Corriere di domenica 21 marzo 2010. Secondo l’autorevole politologo i capi d’accusa mossi contro questa istituzione religiosa sono i seguenti:

SOTTO TIRO - «celibato, il maschilismo, la pedofilia, l’autoritarismo gerarchico, la manipolazione della vera figura di Gesù, l’adulterazione dei testi fondativi, la complicità nella persecuzione degli ebrei, le speculazioni finanziarie, il disprezzo verso le donne e la conseguente negazione dei loro «diritti », il sessismo antiomosessuale, il disconoscimento del desiderio di paternità e maternità, il sostegno al fascismo, l’ostilità all’uso dei preservativi e dunque l’appoggio di fatto alla diffusione dell’Aids, la diffidenza verso la scienza, il dogmatismo e perciò l’intolleranza congenita: la lista dei capi d’accusa è pressoché infinita, come si vede, e se ne assommano di vecchi, di nuovi e di nuovissimi». Ma queste fondate accuse sarebbero niente se ad esse non venisse unito – come a formare una miscela esplosiva – «un radicalismo enfatico nutrito d’acrimonia [che] è, insieme, una contestazione sul terreno dei principi, un chiedere conto dal tono oltraggiato e perentorio che dà tutta l’idea di voler preludere a una storica resa dei conti».

PRIMO – La Chiesa ha dunque le spalle al muro. Il papa non sa più nemmeno bene se affacciarsi la domenica per l’Angelus per non andare incontro a temibili contestazioni di piazza. Al non credente, quale Galli della Loggia si dichiara, ciò che più colpisce di questa situazione «è soprattutto l’ovvietà ideologico-culturale della posizione anticristiana, la sua facile diffusione, oramai, anche in ambienti e strati sociali non particolarmente colti ma “medi”, anche “popolari”. Ai preti, alla Chiesa, alla vicenda cristiana non viene più perdonato da nessuno più nulla. Si direbbe — esagero certo, ma appena un poco — che ormai nelle nostre società, a cominciare dall’Italia, lo stesso senso comune della maggioranza stia diventando di fatto anticristiano. Anche se esso preferisce perlopiù nascondersi dietro la polemica contro le “colpe” o i “ritardi” della Chiesa cattolica».

8 commenti a La crisi della Chiesa secondo Della Loggia

  1. Marco71

    Che si sia intrapresa (finalmente) la strada per la modernità) ?
    http://www.albanesi.it/Video/Psicologia/no_bisogno_papa.htm

  2. “Mi lasciano sempre perplesso questi non credenti che si atteggiano a difensori della tradizione cattolica per conto terzi.”
    D’accordissimoo. E mi lasciano anche perplesso i cosiddetti “atei devoti”, al quale non sapevo volesse iscriversi anche il nostro prof.

    La Chiesa sarà anche trascendente, ma è fatta di uomini piccoli piccoli, proprio come me (e come il prof. della Loggia).

    Un caro saluto

    C.

  3. Z

    Ormai il Corsera è un ensemble di tromboni. Intellettuali in pantofole e vestaglia, talmente raffinati e sottili da risultare fin troppo complessi persino per le proprie stesse capacità intellettive.
    E così si ritrovano spersi nelle brume della loro retorica informe, privi del conforto di un’opinione, del calore di una convinzione, della certezza di un approdo. Tutta la loro pompa destinata ad esaurirsi in un lungo, lamentoso sbadiglio. Ecco allora che a questi parolieri di palude non rimane altro che mettere in scena la rappresentazione del proprio psicodramma: laici e clericali, modernisti e tradizionalisti, eroi, vittime, carnefici e puttane, ma soprattutto sintomi e premonizioni, loro sì, del deserto pneumatico creato dalla mitologia progressista del profitto.

  4. ipazia

    Dareste voi credito ad un leader della sinistra semi-estrema,che passasse dalla parte opposta della barricata per il solo fatto di venire a scoprire che la tanto diletta fidanzata si fa da tempo fischiare da un capopolo tribuno assembleare della sinistra estrema?Eppure l’episodio è avvenuto,e di tale episodio sono stata testimone periferica involontaria.Potrei ricordare nomi , cognomi e professioni,ma mi sembra di cattivo gusto il solo pensarlo.

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