21 marzo 2010
Pesantissimi i risultati delle elezioni regionali per la destra francese: i socialisti si affermano ovunque tranne che nella roccaforte Alsazia. E la sconfitta apre scenari politici inquietanti per l’attuale presidente, oggi veramente in difficoltà.
“L’esito del secondo scrutinio del voto regionale in Francia segna il crollo del sarkozysmo“; non lo dicono i socialisti, ma il leader del fronte nazionale di estrema destra francese, Jean-Marie Le Pen, parlando con l’agenzia France Presse in un albergo di Nizza. Da parte sua, il presidente francese riceverà domani mattina alle 9:00 il primo ministro, Francois Fillon, per “fare il punto sul messaggio dei francesi” del voto. È quanto ha riferito l’Eliseo. Poco fa Fillon ha detto che si assume tutta la sua parte di “responsabilità” nell’esito dello scrutinio. È molto probabile che il premier presenti domani mattina le doverose dimissioni, che però dovrebbero essere respinte dallo stesso Sarkozy, che chiederà a Fillon di procedere a un rimpasto di governo.
RISULTATI PESANTI - In effetti, per il secondo turno delle elezioni regionali dalle urne potrebbe uscire una vittoria storica per la sinistra francese. Secondo gli exit-polls raccolte dalla France Presse, la sinistra avrebbe conquistato il 54% dei voti contro il 36% della destra. Secondo gli stessi dati il Fronte Nazionale di Jean Marie Le Pen otterrebbe l’8,7% dei consensi. L’Ump perde tutte le regioni tranne l’Alsazia, riuscendo così a non portare a casa una disfatta soltanto per un soffio. Ma i socialisti vincono in Corsica e a Parigi, e Segolene Royal può parlare a ragione di “Vittoria di tutto il paese”: la gauche mantiene le regioni che aveva, e perde soltanto La Reunion, territorio d’oltremare.
ASTENSIONE IN CALO – L’astensione che aveva caratterizzato lo scrutinio del primo turno è scesa sotto il 50% secondo le prime stime, e si situa fra il 49% e il 49,5%, contro il record del 53,67% di una settimana fa. “Non abbiamo saputo convincere“, dice Fillon alla stampa, mentre il presidente non commenta. La sinistra conquista anche la regione di Parigi, l’Ile-de-France, con una vistosa vittoria del candidato socialista Jean-Paul Huchon ai danni della ministra dell’Insegnamento superiore, Valerie Pecresse (Ump, destra di governo). Si tratta di un altro risultato altamente significativo, dal momento che l’Ile-de-France, oltre ad essere la regione della capitale, è anche la più popolosa d’Europa.
IL MITO SCRICCHIOLA - Si conferma in questo modo un “voto punitivo” nei confronti del governo che non è certo una novità – quattro anni fa la sinistra aveva conquistato 22 regioni su 24, pur uscendo duramente sconfitta dalle presidenziali – ma che va forse al di là delle previsioni di Sarkozy, il quale paga lo scotto della crisi economica, di un riformismo a tutti i costi percepito a volte come esagerato e di un’eccessiva presenza sulle pagine dei tabloid. Il mito del sarkozysmo scricchiola pesantemente. E rischia di essere ricordato davvero soltanto come una moda passeggera.



