1. La lunga lettera che Benedetto XVI ha scritto ai cattolici d’Irlanda si rivela per ciò che davvero è fin dal quarto dei suoi quattordici paragrafi, dove si legge che l’enorme numero di preti pedofili sia da imputare ad un fraintendimento – l’ennesimo – del Concilio Vaticano II: in pratica, prese piede la cattiva abitudine, “anche da parte di sacerdoti e religiosi, di adottare modi di pensiero e di giudizio delle realtà secolari senza sufficiente riferimento al Vangelo”, con la “tendenza, dettata da una buona intenzione ma errata, a evitare approcci penali nei confronti di situazioni canoniche irregolari”. Siamo dinanzi a un altro tentativo di insabbiare.
L’avevamo già sentita dal cardinal Ruini, che appena tre giorni prima imputava “queste deviazioni legate alla sessualità” alla “tanto conclamata «liberazione sessuale»”: come l’intera società, anche la Chiesa ne era stata fatta vittima, e poco ci mancava che Sua Eminenza ne chiedesse risarcimento, forse trattenuto dal saperlo quantificare.
Anche Benedetto XVI, dunque, sceglie di “difendersi contrattaccando”, come consigliava Giuliano Ferrara: la Chiesa è innocente, e per ciò di cui sono colpevoli i suoi membri la colpa è declinata ai tempi. Come se i preti avessero cominciato a compiere abusi sessuali su minori solo dal Concilio Vaticano II in poi. Come se schifezze come quelle venute alla luce negli ultimi anni negli Stati Uniti, in Irlanda, in Germania, in Italia e un po’ dappertutto non siano sempre state compiute dai preti.
In realtà, il ruolo di educatore che il prete ha esercitato per secoli in pressoché esclusivo monopolio è stato considerato sempre dai pedofili un’ottima copertura, al punto che pulsione pedofila e vocazione al sacerdozio sono state spesso inestricabili. È che non sappiamo esattamente in quale misura lo fossero prima di adesso, e adesso sappiamo che in moltissimi paesi almeno il 5% dei preti ha commesso abusi sessuali su minori (cifre confermate dalla Santa Sede), mentre fuori dalla Chiesa la percentuale scende a 1 caso su 2000.




Se questa piaga si deve risanare non possono esistere mezze misure. La verità è una, e va tirata fuori e strillata, non detta. Meglio una macina al collo, è scritto, e bisogna ripulire questa ferita infetta subito, prima che marcisca tutto.
Mi sembra il minimo!
In fondo per riabilitare Galilei ci sono voluti solo 400 anni. Chissà che qualche Giovanni XXXVIII o qualche Paolo XXVI scriverà la sua bella enciclica di scuse postdatate con tanto di Eterno riposo.
oltre al digiuno e alla preghiera non poteva anche aggiungere l’astinenza?
ma se diciamo che ha la faccia come il culo, commettiamo un reato o un peccato?
Non lo so ma se tu lo dici io mi associo senza preoccuparmene!!!
per l’appunto, c’è da sottoscrivere tutto l’articolo di Malvino, sperando che certi concetti riescano a passare anche su altri media di maggiore diffusione (con tutto il rispetto per Giornalettismo e il blog di malvino), perché è intollerabile sentire e leggere commenti ipocriti e retorici sulla lettera di “pentimento” del papa agli irlandesi. la verità è solo una: in Vaticano hanno paura del danno di immagine e del danno finanziario nel caso dovessero essere costretti a pagare risarcimenti come accaduto in America.
“insufficiente formazione umana, morale, intellettuale e spirituale nei seminari e nei noviziati”
Ho il sospetto che, invece, certe “pratiche” fossero, e siano, proprio tramandate da prete a seminarista… nei secoli dei secoli.
Solo in Austria dalla scorsa settimana c’è un boom di cancellazioni dalla Chiesa cattolica.
Un sondaggio rivela che ben un milione di austriaci stanno meditando l’uscita.
E’ questo SS Benedetto XVI teme.
Per quanto riguarda “avere una gran faccia di culo”, gli alti prelati sono in buona compagnia:
“Benedetto XVI, non diversamente dai suoi recenti predecessori, e’ spesso chiamato a confrontarsi con situazioni difficili, che diventano motivo di attacco alla Chiesa e perfino alla sostanza stessa della religione cristiana. Il modo in cui Egli risponde e’ straordinariamente efficace, almeno per ogni persona che non si lasci guidare da sentimenti pregiudizialmente ostili, e lo e’ per la sua umilta’ e sincerita’ unita alla chiarezza delle ragioni che il Papa mette in campo”
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Chiesa-Berlusconi-solidarieta-al-Papa-sua-risposta-efficace_156034425.html
Grazie per avermi chiarito il contenuto della lettera. Da quello che ho sentito in tv sembrava un cambio di rotta non indifferente ma così è chiaro dove va a parare il pope
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