Interni

Il vecchio frac del PdL

21 marzo 2010

La manifestazione di ieri si è rivelata più che una prova di forza una lente di ingrandimento per i problemi di Berlusconi e del Popolo delle Libertà, a partire dalle assenze eccellenti per finire con gli slogan stantii.

“….E’ giunta mezzanotte si spengono i rumori, si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè….” e la folla plaudente e stiminzita del popolo della liberta’ lascia la kermesse e , pigramente piazza San Giovanni si svuota. La manifestazione che doveva essere un plus , una prova di forza del PdL, ha avuto l’effetto esattamente opposto. Il premier ha sciorinato il solito intramontabile refrain, un discorso-ritornello che va in scena da oltre quindici anni sempre uguale a se stesso. Anche la folla, che avrebbe dovuto sprizzare energia militante da ogni poro, e’ apparsa scialba, distratta, inquadrata in un meccanismo di consenso genuino come il culatello prodotto in Cina.

I CONTI NON TORNANO -Il premier si arrampica sugli specchi gridando al complotto giudiziario ma e’ ben consapevole egli stesso di dare una versione partigiana e troppo stiracchiata per essere convincente. Le liste del PdL sono state accolte ovunque in Italia e sono state ricusate solo in quei due casi (Roma e Milano) dove l’imperizia e la strafottenza hanno superato ogni livello di buonsenso. Quello di Berlusconi e’ stato un discorso con poca politica e volto piu’ alla ricerca di trovare “dei complici” che fossero disposti a sostenere la sua personalissima visione dello Stato. Interroga a piu’ riprese la folla con domande tanto banali da risultare offensive per qualunque essere umano dotato di un quoziente intellettivo almeno pari a quello di un pesciolino rosso. ”Volete pagare piu’ tasse? “,”Volete essere spiati? ” Il premier non si e’ arrischiato a formulare domande “difficili” al suo popolo, non ha chiesto ai “cuori azzurri” di farsi un esame di coscienza e spiegare al resto degli italiani che razza di nazione intendono costruire. Un discorso senza futuro, arido e ovvio come lo puo’ essere una trimestrale di cassa. Un discorso simile a un “pronto contro terzi”, un investimento a breve termine come e’ naturale che sia per un uomo che porta sulle spalle piu’ di 70 anni.

ASSENZE IMPORTANTI - Il futuro dell’ Italia dovrebbe essere rappresentato da due ragazzacci come Berlusconi e Bossi? Evidentemente una panzana del genere puo’ essere creduta solo da chi vuole crederlo ed e’ disposto a rinunciare a qualsiasi senso critico per ogni sorta di convenienza.La manifestazione di ieri ha sortito anche l’effetto di aggravare , rendendole assai piu’ visibili, le crepe all’interno della maggioranza.L’ assenza del nocciolo duro dei finiani non e’ passata inosservata. Il gruppetto di irriducibili ha glissato completamente la manifestazione divaricando con piu’ forza la loro via politica da quella della completa sudditanza ad Arcore. Sulla manifestazione ha aleggiato anche la presenza-assenza di Casini che, impegnato altrove, non ha disdegnato di sparare le consuete bordate contro Berlusconi accusandolo , dopo due anni di governo, di non aver fatto nessuna delle cose promesse dal suo programma elettorale. Casini , d’altro canto ha le sue belle gatte da pelare nel convincere gli elettori che Berlusconi e’ una canaglia ma che la Polverini - candidata sostenuta a tutta forza da presidentissimo – e’ la candidata ideale per il Lazio.

2 commenti a Il vecchio frac del PdL

  1. Nomenklatura

    “Volete voi la vita comoda? Noooooo

    Allora armiamoci e partite!!!”

    pare che fosse questa la parte finale della liturgia berlusconiana, ma che per questioni di copyright non abbia potuto inserire nel discorso completo.

    Poi B. ha dato i numeri, cioè i numeri della piazza S.Giovanni ovviamente e si è scoperto che c’era una piccola discrepanza con quelli della questura a quel punto B. per placare le polemiche ha affermato che i numeri sono come i buchi del … ognuno da via i propri.

    Poi ha affermato che a lui non dispiace essere chiamato capopopolo, l’importante è che ci sia un popolo da comandare.

    A chi gli chiedeva se fosse disposto a fare un faccia a faccia con Bersani il premier ha risposto che siccome lui ripete da piu’ di 15 anni le stesse cose in maniera ossessiva non c’era bisogno di un dibattito televisivo, basta rimandare in onda il faccia a faccia con Romano Prodi moderato da Mentana.

    Riguardo al suo consenso popolare il premier ha affermato che

    “A chi parla di un mio declino, dico solo che dopo le elezioni avevo il 68% del consenso, adesso sono sceso al 61%, mentre Sarkozy è al 32%, la Merkel al 40% e Obama al 42%: io sono il recordman delle democrazie occidentali, come si può pensare che un leader al 61% sia in declino?”

    Anzi pare che in un sondaggio segreto fatto commisionare apposta per le elezioni regionali B. risulti al 90% come gradimento nella regione dell’Alsazia minore e 83% nell’Oklaoma dove l’anno prossimo si candiderà a Governatore.

    Polemiche anche sul giuramento firmato dai candidati governatori del PDL, tra le clausole del giuramento non è stata menzionata come prevede la legge la possibilta di usufruire del diritto di reccesso entro 7 giorni in caso di partito politico difettoso o danneggiato durante il trasporto.

  2. andrea

    Nei prossimi tre anni vinceremo anche il cancro.
    E’ la frase che piu’ mi ha colpito
    E’ una presa in giro per tanta gente che soffre e che tribula per questa malattia.
    C’era bisogno di arrivare a questi punti?
    Uno schifo………

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