In tempi come questi chi non pensa di scappare o non teme che i suoi figli vengano portati via da qualche anima nera?
C’è molta inquietudine, nella realtà e nell’immaginazione. Anche negli ultimi tre film che ho visto: Amabili resti,
Parnassus – l’uomo che voleva ingannare il diavolo e S.Darko. Tre film in cui la gente scompare, più che altro bambini. A parte l’ovvia psicosi genitoriale che ne deriva e che le mattine seguenti, quando ho lasciato i miei figli fuori da scuola, mi ha procurato oscuri brividi, sorge il sospetto che lo sparire sia considerato una plausibile modalità di reazione al logorio della vita moderna.
ANDARE - Di questi tempi vivere non è un logorio da poco, anzi si può affermare che più che di abrasione si possa parlare di escavazione. Viene la voglia di andarsene per sempre e insieme sale infida la paura che qualcuno tolga la terra sotto i piedi alle persone che amiamo e che dovremmo proteggere e le risucchi in un luogo dove non le possiamo recuperare. Ci sentiamo impotenti di fronte al nulla che avanza e ci minaccia. Guardo il telegiornale e scopro che solo una metà degli elettori francesi è andata a votare. L’altra metà ha preferito scomparire piuttosto che entrare nella cabina, o come si dice qui da noi in Padania gabina, elettorale. Allora non siamo solo noi italiani con gli americani delle pellicole hollywoodiane che desideriamo svanire all’orizzonte, ma anche i nostri cugini aristocratici ambiscono a eclissarsi.
DARE SPAZIO - Un fenomeno in forte ascesa, quello del desiderio di svanimento nel fumo, che è unito in modo perverso alla paura dell’asportazione coatta, la quale non si può chiamare rapimento perché quest’ultima è una pratica che si fa per i soldi e non riesco a immaginare chi potrebbe mai illudersi di guadagnare qualcosa con degli spiantati come noi. Me ne vado o resto? E se resto e qualcuno mi fa sparire? Dubbi amletici senza risposta. Però bisogna ricordare che un conto è scappare per propria scelta, un conto è essere fatti sparire. Differenza non da poco, peraltro. Ci sarebbe anche la tentazione di andarsene per scongiurare il tentativo in atto di delegittimare la nostra posizione di creature senzienti. Insomma, visto che insistete nel trattarmi come un cretino, tolgo il disturbo, così siete contenti. Ma fuggire con questa predisposizione d’animo non equivale a fare un favore a chi dice di volere dare in modo equanime spazio a tutti quanti sottintendendo la sua volontà di non dare spazio a nessuno?


