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pubblicato il 19 marzo 2010 alle 15:00 dallo stesso autore - torna alla home

Quando il primo schiaffo a tuo figlio glielo rifili all’Ufficio dell’Anagrafe…

Teresa Scherillo ha recentemente scritto un articolo  in cui ha raccontato come sia sorto un gruppo su Facebook in cui è stato promesso che, se ci saranno “un milione di fan” iscritti, la  Libera Scienza al Servizio dellUmanità Espositosorella dell’autore dello stesso chiamerà il suo prossimo figlio “Megatron”, nome di uno dei protagonisti del film Transformers. Proprio questa storia mi ha ricordato un fatto di cronaca, realmente accaduto a Napoli qualche anno fa e che qui vi voglio raccontare.

MY NAME IS - Personalmente non ho mai apprezzato quei genitori che hanno imposto ai loro figli nomi, diciamo così, tanto originali da scadere spesso e volentieri nel kitsch. Mi riferisco, tanto per intenderci, a quei genitori che hanno chiamato il loro figlio col nome di una famosa gomma da masticare, o quegli altri che al loro “pupo” hanno affibbiato lo stesso nome di noto un profumo. Certo, neanche imporre alla propria prole nomi ormai demodé o in disuso come Pancrazio, Gesualdo o Cunegonda deve essere il massimo della vita… E però, a tutto c’è un limite oppure, come leggerete in seguito, no? In materia di “patrocini” davvero singolari, qualche anno fa a Napoli fu segnato un vero e proprio record. Due coniugi di cui al momento non ricordo il cognome e che quindi, all’uopo, battezzerò in modo certamente poco originale Esposito, chiesero d’iscrivere all’Ufficio dell’Anagrafe comunale la propria figlioletta col nome di “Libera Scienza al Servizio dell’Umanità”. Giuro, è tutto vero! Prima di proseguire con il resto della storia, ripeto, realmente accaduta, mi chiedo, ancora oggi, a distanza di tanti anni dal “fatto”, come si deve sentire quella bambina, ormai divenuta nel frattempo adulta, che si chiama “Libera Scienza al Servizio dell’Umanità”? In tutti questi anni, ad occhio e croce una ventina, sarà riuscita a vivere in modo normale? Avrà mai avuto un fidanzato che guardandola appassionatamente negli occhi, gli avrà sussurrato: “Libera Scienza al Servizio dell’Umanità, io ti amo“? E se un giorno un solerte agente della Stradale la coglierà in flagrante infrazione del Codice della strada, quando la nostra eroina declinerà le sue generalità: “Libera Scienza al Servizio dell’Umanità, Esposito” siamo sicuri che non l’arresterà?

THAT’S AMORE - E poi, domanda ben più inquietante, se questa singolare quanto scriteriata usanza di attribuire nomi “fraseologici”, diventasse norma, dove andremmo a parare? Sì, insomma, se i vicini dei coniugi Esposito, i Cacace, per non essere da meno, al primo lieto evento avessero deciso di ricalcare le orme dei loro dirimppettai, battezzando il loro pargolo col nome di “Armando il Popolo Scoppia la Rivoluzione”? Mettiamo per ipotesi che i due sventurati, una volta adulti, s’innamorino e quindi decidano in seguito pure di sposarsi… Vi immaginate quando il sacerdote reciterà: “Vuoi tu, Libera Scienza al Servizio dell’Umanità prendere per marito il qui presente Armando il Popolo Scoppia la Rivoluzione...?” E se, sempre per ipotesi, davvero si dovesse celebrare questo matrimonio, la sposa sapete come si chiamerebbe? “Libera Scienza al Servizio dell’Umanità Esposito, in Armando il Popolo Scoppia la Rivoluzione Cacace”. Ora, solo per un istante, onde non turbare troppo la suscettibilità di alcuno, immaginate che dal matrimonio nasca una bambina che, replicando la tragica tradizione familiare, verrà poi battezzata: “Serena Coscienza del Mio Io Interiore”… A questo punto, immaginatevi pure la faccia del povero impiegato dell’Anagrafe quando dovrà trascrivere sull’apposito Registro: “Serena Coscienza del Mio Io Interiore, di Libera Scienza al Servizio dell’Umanità, Esposito e di Armando il Popolo Scoppia la Rivoluzione, Cacace”!

HAPPY END - Adesso vi starete chiedendo come si è poi realmente conclusa la storia? Il fatto, come detto, è avvenuto a Napoli. Impossibile, quindi, che la genialità partenopea, anche questa volta, non avesse dato il meglio di sé. Alla bambina, su suggerimento dell’impiegato dell’Anagrafe, è stato dato il nome proprio: “Libera” mentre a seguire, ma solo ufficiosamente, sull’Atto di nascita sono stati segnati pure “Scienza al Servizio dell’Umanità”. Lo psicodramma, come si vede, è stato fortunatamente solo sfiorato. Come non ribadire, però, la stima per tutti quei genitori che hanno deciso di chiamare i loro figli semplicemente Antonio o Maria?