Risuonava un meraviglioso silenzio di tomba, da parte degli esponenti del Partito Democratico, a proposito dell’arresto, avvenuto ieri, di Sandro Frisullo, il vicepresidente della Giunta pugliese a libro paga di Tarantini. Confortato anche dal plausibilissimo “no comment” di Massimo D’Alema, che faceva per una volta esattamente quello che ci si aspetta da lui.
Poi, come un peto nel buio, ecco Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori PD, che rovina tutto: “Sull’arresto la tempistica desta qualche sospetto”, diceva lo Sherlock Holmes del Tavoliere, riconducendo il tutto alla campagna elettorale in Puglia.
Eh, certo. Perché ce lo vediamo proprio Rocco Palese, il candidato del centrodestra, ad accusare Nichi Vendola di intellighenzia con Frisullo; e Vendola rispondere che lui Frisullo l’ha fatto dimettere quando ha saputo che era indagato, mentre Cosentino l’ha sfangata quando un Giudice per le indagini preliminari ne ha chiesto l’arresto, per dirne una. Insomma, nonostante i tentativi di ieri da parte di qualcuno di buttarla in politica, nell’arresto di Frisullo ci sono poche possibilità di buttarla in caciara – pardon: in politica.
Ma a Latorre non bastava. Lui, il senatore dei “pizzini” contro Di Pietro in tempi recenti, del simpatico cazzeggio con Ricucci al telefono di qualche anno fa, doveva per forza fare la figura del berluschino, gridando al complotto della magistratura che agisce in campagna elettorale, legittimando così anche le proteste dell’altra parte a proposito di quanto sta succedendo a Trani. Ci ha messo due anni il PD a liberarsi della Binetti. Purtroppo Latorre non ha alcuna intenzione di seguirla.



Certo non ci si può aspettare che un comportamento pdellino da parte di una come La Torre che non disdegna inciuci, ricatti politici e quant’altro per gestire il suo piccolo potere.
Il senatore (e non è il solo) potrebbe essere accolto in pompa magna sugli scranni (mi dicono che “scranno” non è più sul vocabolario, mah!) della maggioranza.
Ormai si conoscono tra loro, condividono obiettivi e mezzi per raggiungerli e diventa sempre più difficile per i cittadini non cadere nel qualunquismo de “è tutto un magna magna”.
Vi chiedo: ha ancora un senso continuare a fare distinguo?
Tutto giusto. Va ricordato che quella di Latorre è una voce isolata, mentre dall’altra parte è un coro unanime. E che Frisullo si è dimesso (o è stato fatto dimettere) da tempo, mentre altrove non è accaduto, anzi si urla e si ringhia.
concordo: non potendo avere il meglio accontentiamoci del meno peggio.