Questa mattina manifesteranno in Piazza Montecitorio a Roma per chiedere al governo di decidere in tempi brevi il loro destino. Sono gli Artisti Interpreti Esecutori e lavoratori dell’IMAIE in liquidazione.
Per l’aver denunciato la situazione di mala gestio dello stesso ente per il quale prestavano la propria professionalità ora sono a rischio licenziamento collettivo. Una soluzione, nell’interesse di tutti, anche e soprattutto degli soggetti di cui garantivano la tutela del cosiddetto “diritto connesso al diritto d’Autore”, c’è, da tempo, quanto meno abbozzata. Ci sarebbe già, definita, se solo il governo si fosse ricordato di loro e della promessa che loro aveva necessariamente dovuto fare…
MISSIONE: TUTELA DIRITTO CONNESSO- Li avevamo già “incontrati” ad ottobre scorso, a poche ore da un evento, al Teatro Cometa di Roma, nel corso del quale avrebbero dovuto discutere insieme, liberi da ingerenze sindacali, della forma da dare al nuovo istituto, la cui costruzione ritenevano e ritengono tuttora indispensabile per non sciupare la missione e l’intento con il quale era stato pensato il vecchio che, consunto e snaturato da una cattiva gestione, oggi è in “liquidazione”. Sta chiudendo. I professionisti dell’(ex) IMAIE intendevano e intendono ancora: “difendere i diritti di cantanti, attori, musicisti e direttori d’orchestra e di coro. Per l’autore si chiama diritto d’autore ed è tutelato dalla SIAE, il diritto dell’Artista Interprete si chiama diritto connesso al diritto d’autore ed è, anzi, era, tutelato dall’IMAIE, L’ente, fondata dai sindacati CGIL, CISL, UIL, in quanto 30 anni fa circa, i produttori (all’epoca il diritto era riconosciuto solo agli Artisti della musica e dal 1998 anche agli Attori), si rifiutavano di pagare il diritto connesso agli Artisti Interpreti Esecutori”.
DIRITTO AL FUTURO-Abbiamo preso in prestito questa chiara definizione direttamente al blog sul quale, da mesi, si confrontano e cercano di comunicare la propria battaglia nel modo più trasparente ed esplicito possibile. Vi invitiamo a sfogliarlo, se volete comprendere meglio una situazione che a pochi estranei al settore sembra esser nota. Per stupirvi, o confortarvi, a seconda, nello scoprire come la cattiva burocrazia e la lotta per il diritto sacrosanto al futuro e all‘ideale, di questi tempi, non risparmi davvero niente e nessuno. Nemmeno gli artisti, anche quelli che vediamo al cinema o in tv, che ci illudiamo-talvolta-possano essere protetti dal personaggio di cui si fanno interpreti. È tempo di crisi anche per loro perché c’è chi lascia in dubbio il lavoro di chi, per anni, li ha tutelati. Chi forse per pigrizia non li degna delle richieste e dovute attenzioni. Non li sente, fa finta, forse non ha testa per farlo. In sintesi: se ne frega.
