Lisbona 10 anni dopo: l’Europa arranca, l’Italia a picco
18/03/2010 - SCARSA ATTENZIONE ALL’AMBIENTE – Infine, con l’area ambiente si misura l’impatto ambientale e i progressi fatti su questo versante nel corso del decennio, utilizzando molti indicatori tra cui l’esposizione della popolazione urbana all’inquinamento, il volume di rifiuti generato, la speranza
SCARSA ATTENZIONE ALL’AMBIENTE – Infine, con l’area ambiente si misura l’impatto ambientale e i progressi fatti su questo versante nel corso del decennio, utilizzando molti indicatori tra cui l’esposizione della popolazione urbana all’inquinamento, il volume di rifiuti generato, la speranza di vita. Nel primo indicatore chiave, la percentuale di
emissioni di Co2 scaricata nell’ambiente in rapporto al dato del 1995, l’Italia non solo non centra l’obiettivo, ma si continua a discostare da esso, al contrario di quello che accade negli altri paesi europei, che – pur non raggiungendo i target fissati – riducono le emissioni. Per quanto riguarda l’intensità energetica del sistema economico, ovvero il rapporto tra consumi energetici e Pil, l’Italia si trova in buona posizione, sotto la media europea. Però, mentre in tutti i paesi si registra una consistente riduzione dell’intensità energetica, il nostro Paese resta più o meno fermo agli stessi valori del 2000, segnalando che nulla o quasi è stato fatto, neppure su questo versante.
DIECI ANNI DI FALLIMENTI – Insomma, l’analisi degli indicatori di Lisbona non lascia margini di interpretazione. L’Europa ha sicuramente fallito i suoi ambiziosi obiettivi. E l’Italia ha fallito più degli altri. Perché non ha fatto progressi nelle aree in cui era messa meglio, ne ha fatti pochi (o nessuno) in quelle dove doveva recuperare più degli altri. E’ un quadro impietoso, soprattutto perché il set di indicatori non è “arbitrario” ma oggettivo. Vale per tutti i paesi, ed è stato scelto 10 anni fa, quando nessuno poteva prevedere cosa sarebbe accaduto. Il giudizio negativo per l’Italia è certamente frutto di situazioni pregresse e strutturali, ma chiama pesantemente in causa anche chi ha governato in questi 10 anni. Quindi, in gran parte, l’attuale presidente del Consiglio Berlusconi. Più che sulle escort, più che sulle intercettazioni telefoniche “padronali” è su questo evidente fallimento politico dell’uomo del fare, che gli italiani dovrebbero essere chiamati a esprimersi. A partire dal 27 marzo.













Buon articolo. L’Europa rifiuta l’innovazione e si rifugia nella rendita. La coesione sociale flette perché – come già ho indicato in un altro commento – i cittadini trovano immediatamente più conveniente fregarsi tra di loro che rinnovare il patto sociale per crescere come sistema. Da questo punto di vista è tutta l’Europa che declina. L’Italia, contrapposta alla Germania, fa peggio, ma è ovvio, essendo la nostra democrazia più flebile e il patto sociale limitato a famiglia e parenti più o meno stretti. La chiusa del pezzo non mi piace, è tendenziosa ed elettorale (ma Gregorj ha letto prima di dare l’imprimatur? Non sapevo che Giornalettismo desse indicazoni di voto) e non tiene conto che la parte al governo rappresenta forze, maggioritarie nel paese, contrarie ad ogni cambiamento e tendenti a rifugiarsi in rendite, anche se sempre più magre e incerte. E’ tendenzioso dimenticando che il voto del 28-29 marzo è amministrativo e non politico. E non tiene conto,infine, che dall’altra parte ci sono personaggi che a partire da un’ideologia (forse) opposta perseguono gli stessi obiettivi di immobilità sociale, totale e irreversibile (mica crederai alle politiche della sinistra per i gggiovani a base di assunzioni pubbliche sovvenzionate, vero? Hai dimenticato che Prodi 2006 voleva schedare chi apriva una partita IVA, nemmeno fosse un delinquente?). Magari tassando gli oppositori politici (contrappunto ai condoni e agli scudi voltremontiani) ma con gli stessi risultati. Piuttosto che convincere gli italiani a votare in un modo o nell’altro, bisognerebbe cambiargli la testa. Provaci.
Ciao Marcello
A parte il grazie, solo una cosa: Non avevo nessuna intenzione di dare indicazioni di voto, ma solo dire che – anzichè soffermarsi sulla retorica del governo del fare o sulla retorica del dittatore che attenta alla democrazia – bisogna giudicare Berlusconi (che chiama LUI gli elettori di questa tornata AMMINISTRATIVA ad un “giudizio di Dio” pro o contro di lui) sui fatti. E la convergenza verso gli obiettivi di Lisbona mi sembra un buon tema
L’occasione è stata anche quella (e mi fa molto piacere che un lettore critico ma molto attento come te la apprezzi) di riflettere su dove sta andando l’Europa e soprattutto l’Italia
E ribadisco: anche se molti di questi problemi sono preesistenti chi ha governato il paese 7 anni su 10 non può non avere responsabilità in questa debacle. E siccome chiede di essere giudicato, lo giudico e spero lo facciano tutti gli italiani
Per quanto riguarda gli altri: non so se siano meglio o peggio di lui. Ma so che lui ha governato e gli altri erano all’opposizione. Qualcosa significa, nell’attribuzione delle responsabilità
Cambiare la testa degli italiani mi fa pensare a una frase di De Gaulle: “Vaste programme….”
Un caro saluto.
Io ho in mente il disastro di Prodi 2006, il disastro degli enti locali (a prescindere dal colore della giunta, il disfacimento del berlusconismo e lo stato pietoso di quelli che, come tu dici, stavano all’opposizione. Lisbona è davvero lontanissima. Una situazione davvero preoccupante perché in vista non c’è nulla e io non mi consolo mica con i successi di Cohn-Bendit (buono pure quello). Sigh…
In ogni caso agli italiani (e non solo) di ogni colore politico, non sta bene nemmeno uno degli obiettivi di Lisbona (o meglio: i vantaggi sì, i costi no, una sorta di nimby strategico invece che ambientale) quindi risultato telefonato e nessuna alternativa politica. A meno che non si ritenga che i politici debbano essere meglio degli elettori, il che in democrazia mi pare impossibile.
E aggiungo che tu inviti a un voto “contro” (giudizio sul governo passato) invece che “per” (sui programmi di chi si candida a governare) che è esattamente una delle lezioni più velenose di un quindicennio berlusconiano. Non posso che rifiutare completamente questa impostazione, incluso il “giudizio di dio” implicito nei penosi proclami della manifestazione truccata di sabato.
Ma dove sono i commentatori giornalettisti seri???
Spiace dover constatare che un siffatto articolo, argomentato e analitico abbia così pochi commenti a 4 gg dalla pubblicazione, sic!
Eppure ce ne sarebbe per mettere in piedi una discussione al vetriolo con i vari destroidi e sinistroidi (lo so siete tutti in tv a vedere partite e pornazzi prima delle amministrative)
Davvero complimenti a comicomix per l’equilibrio analitico sciorinato, anche se quella che presenta èuna situazione tristissima e per alcuni anche di più, vedi la Grecia chiamata a lacrime e sangue con gli altri europei a girarsi dall’altra parte; a quando l’Italia?
Purtroppo per la politica italiana, fermo restando le diverse responsabilità, non c’è interpretazione possibile, neanche con un decreto firmato da Napolitano!
Infatti l’ho detto che il Trattato di Lisbona non interessa nessuno, né a destra né a sinistra. Se si tratta di muovere il culo, si nascondono tutti.
Grazie mille.
Purtroppo sui commenti probabilmente ha ragione Marcello: ormai siamo viziati a nostra volta dall’andazzo che ha preso questo paese, e ci occupiamo solo di temi “accattivanti” (Gossip, le dichiarazioni strampalate di berlusconi, ecc…) mentre argomenti più “seri” non appassionano più di tanto.
Non importa, mi fa piacere comunque che ci sia chi ha voglia di discutere, ragionare, e anche – è giusto – criticare esponendo il suo punto di vista.
Un sorriso come vuoi
C.