A volte basta un attimo solo a sconvolgere la vita. Un solo attimo di distrazione per modificare il corso di tante esistenze, trascorse fino a prima nella più comune tranquillità.
E basta una bugia, una sola, per dare adito a speculazioni, indagini, sospetti. Due semplici cose, fatte quotidianamente, in grado di cambiare corso agli eventi.
MOMENTI - L’attimo di distrazione avviene il 1° settembre del 2004. Una signora anziana è intenta a cucinare. Sono le 11,30 e manca poco allora di pranzo. Ogni tanto si affaccia e getta uno sguardo verso la strada, per vedere se è
tutto a posto. È una cosa che fa in automatico, non certo perché ne ha bisogno. Qui a Mazara del Vallo si conoscono tutti, da sempre. E in questa via sono tutti parenti, così la donna cucina in tranquillità. Poi d’un tratto si accorge che qualcosa non va. Chiama più volte, ma non ottiene risposta. Scende in strada: non c’è nessuno. Il panico si impossessa di lei. Frenetica, inizia la ricerca. Va dai vicini: niente, in nessuna casa. In breve, visto che sono parenti, tutti iniziano a cercare. Urlano, strillano, invocano il nome ad alta voce senza ottenere nessuna risposta. Vanno anche al mercato, che oggi è giorno, ma anche qui nessuna traccia. Qualcuno fra gli ambulanti si mette a cercare: capita spesso che qualcuno si perda fra i banchi del mercato e sono abituati a dare una mano. Nulla. Si mettono in moto tutte le autorità. Gli elicotteri iniziano a sorvolare la zona, gli agenti della forestale perlustrano le aree verdi, la Capitaneria di porto allerta le sue motovedette. A fine serata c’è la certezza: Denise Pipitone è scomparsa, risucchiata dal nulla.
MISTERO - Quello che è strano è che possa essere scomparsa da sola. Denise ha solo quattro anni, più di tanto non può essersi allontanata. Meno che mai persa: la strada di casa la conosce benissimo. Tocca al colonnello Antonio Gasparro dire quello che tutti ormai temono: Denise è stata portata via da «agenti esterni». E mentre la nonna si dispera, rimproverandosi di aver lasciato sola la piccola nipotina, iniziano a farsi strada le prime domande: chi può aver rapito Denise e per quale motivo? I Pipitone sono gente semplice, per bene. La madre, Piera Maggio, ha trentacinque anni e fa la casalinga. Il padre, Toni Pipitone, di anni ne ha quaranta e fa il muratore. Di certo la piccola non è stata rapita per chiedere un riscatto. Impossibile. Si pensa subito a una ritorsione, a una vendetta. Ma la famiglia non ha nessun legame con la malavita organizzata. Altri parenti magari sì, ma loro no. Gente semplice, per bene appunto. L’ipotesi del pedofilo, anche se accarezzata, viene scartata. « Non c’è un elemento, dico uno, che possa farci pensare alla pedofilia. E lo stesso vale per un eventuale “mostro” vicino di casa» dirà il colonnello Gasparro ai tempi. I due genitori vengono interrogati, così come i parenti tutti, i vicini. E qui davvero entra in scena qualcosa di strano. Gli inquirenti non lo dicono, ma qualcosa che non va c’è. Tutte le persone ascoltate hanno raccontato gli stessi fatti. Nessuna contraddizione nei loro racconti, nessuna incongruenza. Tutto perfetto. E questo è davvero qualcosa di raro nelle indagini. Poi c’è un altro fatto. Nessun ha sentito la bambina gridare o piangere mentre la bambina veniva allontanata. Allora non rimane che pensare che chi ha rapito Denise la conoscesse. Forse anche bene. Qualche sospetto i genitori della bimba lo hanno e lo hanno detto anche ai magistrati, ma di questi non trapela nulla.




Dopo tanti anni e telegiornali è la prima volta che sento una ricostruzione che si capisce
Grazie, ottimo articolo
“E rimane il dubbio più grande tutto da svelare: è viva o morta?”
Un dubbio che, a mio avviso, difficilmente troverà una soluzione; cosi, come il caso della scomparsa di Angela Celentano sul monte Faito, che a distanza di anni è ancora irrisolto!…viva o morta?
Il sol fatto che la sorellastra di Denise non si sia presentata al processo la dice lunga circa la sua credibilità, essendosi anche avvalsa della facoltà di non rispondere: se non sei colpevole, perchè non dimostrare la tua innocenza, invece di chiuderti a riccio in un astioso silenzio? La Procura di Marsala accusa Jessica per sequestro di persona, quindi, si dovrebbe escludere a priori l’ipotesi di omicidio!