Il 15 marzo, come ogni anno, gli abitanti del piccolo villaggio di Komaki, a circa 400 km a sud di Tokio, celebrano la festa della fertilità chiamata Hounen Matsuri.
E’ primavera in Giappone e questo significa una cosa sola, anzi due. Festival del pene e festival della vagina. Può sembrare una gag e pure i turisti di mentalità più aperta arrossirebbero nel
vedere la gente in parata trasportare statue giganti a forma fallica mentre si succhiano lecca lecca a forma di pene o caramelle a forma di vagina, ma questi sono riti popolari antichissimi, del passato agricolo del Giappone e che dovrebbero garantire un buon raccolto e promuovere la fertilità della terra e quella degli uomini. Probabilmente, visto che il paese asiatico ha uno dei tassi di natalità più bassi del mondo (1,37 figli per donna), dovrebbero tenersi più festival del genere durante l’anno, considerato pure che secondo gli esperti la causa della bassa natalità è da attribuirsi alla stagnazione dei redditi e al cambiamento dei rapporti tra i sessi.
IL CULTO DEI GENITALI - Il centro-sinistra di governo che è salito al potere l’anno scorso spera di rendere l’educazione dei figli più abbordabile dal punto di vista economico e ha deciso di aiutare le famiglie con un bonus di 280 dollari al mese per bambino. Nel frattempo, il festival dovrebbe fornire un po’ di respiro economico per le città ospitanti, una festa per i turisti stranieri e gli emigrati, una possibilità che i locali non possono lasciarsi sfuggire. Uno dei più noti festival del pene si svolge al santuario di Komaki Tagata, a circa 45 minuti da Nagoya,
ogni 15 marzo. In un villaggio vicino, si tiene, invece, il festival della vagina la domenica precedente. Quest’ anno, che la festività è caduta il 14, ha un significato raro, che è il ritorno al culto dei genitali.
FIUMI DI SAKE’ - Al festival della vagina di Hime no-Miya, i genitori vestono i loro figli, pregano per la salute dei neonati e festeggiano con saké, birra e spuntini a bizzeffe.In mattinata, i bambini portano una piccola vagina al santuario di Ogata. Poi, circa 40 uomini trasportano una vagina enorme fino al santuario per la sfilata principale. Il festival del pene il giorno successivo, attrae molti più i turisti stranieri e giapponesi – circa 100.000, secondo un opuscolo della kermesse che vengono ad ammirare sculture in legno o a comprare caramelle a forma di pene. L’evento clou è la sfilata di un enorme fallo scolpito, presieduta da sacerdoti shintoisti. Lungo la processione risuona la musica dei flauti di bambù e il canto degli uomini che trasportano a spalle questa gigantesca scultura di legno intagliato in un tronco di cipresso, precedentemente purificato,del peso di circa 3 quintali, che viene offerto al tempio come auspicio per un hounen, cioè un anno prospero e fecondo per i raccolti e per gli uomini.




Teresa, mi hai fatto ricordare un simpatico documentario dal titolo “Sex in the world” sull’interessante canale “Current” nel quale avevano fatto vedere anche questa bizzarra festa: la cosa che mi ha divertito di più insieme all’enorme scultura fallica in legno portata a spalla come il sacro carro del patrono di una qualsiasi cittadina italiana è stato osservare tanta gioia nei visi delle persone giapponesi di tutte le fasce d’età
Noi al massimo ci limitiamo alla pasta a forma di “minchietta” ed ai cartoon di Loveline de “Le avventure di pene e vagina”: http://www.youtube.com/watch?v=rXM5whrwVyo
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Non credo che NOI ci “”limitiamo”", direi che i nostri “”Eccessi”" li pratichiamo in ogni luogo, li festeggiamo pubblicamente, e li esibiamo nelle Piazze e negli stadi. I Giapponesi, festeggiano gioiosamente, ma sono convinto che nella REALTA’, conoscono l’importanza fondamentale di questi organi e non ne facciano l’uso volgare che ne facciamo NOI. Quello che trovo serio e fondam,entale, per il bene di UNA NAZIONE, (che noi non siamo), l’aiuto di 280 euro per figlio.
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